• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02229 STABILE - Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 14 maggio 2019 la Giunta regionale del Veneto ha...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02229 presentata da LAURA STABILE
martedì 8 ottobre 2019, seduta n.152

STABILE - Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

il 14 maggio 2019 la Giunta regionale del Veneto ha approvato la delibera n. 614, pubblicata sul bollettino regionale n. 55 del 28 maggio 2019, e dei relativi allegati, avente ad oggetto "Approvazione delle schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture 2 sanitarie di cure intermedie delle Aziende Ulss, dell'Azienda Ospedale-Università di Padova, dell'Azienda Ospedale Universitaria Integrata di Verona, dell'Istituto Oncologico Veneto - IRCCS, della Società partecipata a capitale interamente pubblico 'Ospedale Riabilitativo di Alta specializzazione' e degli erogatori ospedalieri privati accreditati. L.r. 48/2018 'Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023'. Deliberazione n. 22/CR del 13 marzo 2019";

nella delibera si prevede il passaggio dell'ospedale "S. Antonio" dall'azienda Ulss 6 Euganea all'azienda ospedale-università di Padova, che avverrà il 1° gennaio 2020 per decisione congiunta dei due direttori generali delle rispettive aziende interessate, di quella incorporante (azienda ospedale-università di Padova) e di quella cedente (azienda Ulss 6 Euganea di Padova) come annunciato dai rispettivi ai media il16 settembre 2019;

secondo quanto riportato dagli organi di stampa la decisione della Giunta regionale ha provocato numerose proteste;

per medici e cittadini la cessione del Sant'Antonio all'azienda ospedale-università resta illogica, illegittima, contraria alle sue prerogative assistenziali e nel ricorso presentato dal sindacato dei medici Anaao-Assomed sono state evidenziate le anomalie di questo passaggio. Secondo quanto si legge, sembrerebbe che non venga rispettato il piano socio-sanitario regionale 2019-2023. La cessione del Sant'Antonio determinerebbe per la Aulss 6 la privazione tout court di un presidio importante, tenuto conto che si tratta di ospedale volto a garantire cure di media e bassa complessità, e la stessa non rispetterebbe il principio di prossimità, a cui hanno diritto i cittadini di Padova e del suo hinterland;

non si tratterebbe nemmeno di un semplice "travaso di letti" perché, una volta ceduti, gli stessi sarebbero prioritariamente finalizzati a cure ad alta e altissima complessità;

sembrerebbe non essere chiara anche la natura giuridica del passaggio: ufficialmente, negli allegati alla delibera, si parla solo di "comodato d'uso gratuito", senza specificarne la durata, il che riguarderebbe l'immobile;

non sarebbero inoltre, specificati i criteri che dovrebbero essere seguiti nel tavolo di lavoro tra le due aziende per definire tempi e modalità del passaggio;

l'azienda ospedale-università per sua natura non ha lo stesso tipo di rapporto col territorio, così come le aziende Ulss. Secondo quanto l'interrogante ha avuto modo di apprendere, da mesi si parla anche di un aggravio di costi, dovuto alle prestazioni per i cittadini in carico alla Aulss 6, che dovranno invece essere espletate dall'azienda e conseguentemente rimborsate dalla stessa Aulss. Così facendo, a parere dell'interrogante, si inciderebbe direttamente sulle risorse disponibili per i cittadini padovani;

infine, occorre considerare le carriere dei medici ospedalieri, il cui inquadramento di prospettiva cambierebbe per il diverso sistema organizzativo cui andranno incontro, col rischio ulteriore di occupare posizioni marginali sotto la sfera d'influenza dell'azienda ospedaliera-universitaria, incidendo in maniera sfavorevole sia sulle aspettative di carriera, ovvero inserendo elementi di incertezza e aleatorietà rispetto ai meccanismi ordinari di svolgimento della carriera stessa, sia sulle retribuzioni complessive;

le preoccupazioni dei sindacati e dei cittadini sono molteplici e ancora da risolvere, probabilmente a parere dell'interrogante occorrerebbe aprire un tavolo di confronto fra amministrazioni, dipendenti e le associazioni dei cittadini,

si chiede di sapere:

se Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, siano a conoscenza dei fatti esposti e se ritengano che l'atto assunto non sia coerente e irrispettoso della normativa regionale vigente;

se non ritengano che tale atto possa produrre una diretta lesione del diritto alla salute e al sistema delle cure a media e bassa complessità per 420.000 cittadini padovani e un'irrimediabile lesione dei diritti e delle aspettative lavorative degli appartenenti all'area della dirigenza medica ospedaliera.

(4-02229)