• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.7/00322 (7-00322) «Novelli, Bagnasco, Bond, Brambilla, Mugnai, Versace».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00322presentato daNOVELLI Robertotesto diVenerdì 27 settembre 2019, seduta n. 228

   La XII Commissione,

   premesso che:

    i disturbi del comportamento alimentare (Dca) sono patologie caratterizzate da un'alterazione delle abitudini alimentari; nel nostro Paese interessano circa 3 milioni di persone, in gran parte adolescenti. Si parla di anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder – BED) e altri disturbi minori. Tutti disturbi che purtroppo non accennano a diminuire;

    pur rimanendo costante negli anni il numero delle persone affette da queste patologie, c'è da rilevare che si è abbassata pericolosamente, l'età di insorgenza della malattia (si stima che il 20 per cento abbia un'età compresa tra gli 8 e i 14 anni). Un esordio così precoce in un soggetto in piena fase di sviluppo psichico e corporeo può comportare un rischio maggiore di danni permanenti secondari alla malnutrizione, soprattutto a carico dei tessuti che non hanno ancora raggiunto una piena maturazione, come le ossa e il sistema nervoso centrale;

    si assiste anche ad un aumento percentualmente rilevante di persone che si ammalano di Dca dopo i 35/40 anni, spesso padri e madri di famiglia;

    l'età media delle persone interessate da bulimia e anoressia è dai 15 ai 20-25 anni. Il disturbo da alimentazione incontrollata (Bed) è invece più tipico tra i 35 e i 50 anni, tanto nei maschi quanto nelle femmine;

    l'incidenza, stimata, dell'anoressia nervosa è di almeno 8-9 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne, mentre è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi per 100.000 persone in un anno, tra gli uomini. L'incidenza, stimata, della bulimia nervosa è almeno di 12 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne e circa 0,8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra gli uomini;

    purtroppo, si sta registrando un preoccupante abbassamento dell'età e il disturbo si allarga inoltre sempre più anche alla popolazione maschile;

    il fatto che questi disturbi non riguardino più solo gli adolescenti, ma che si stiano diffondendo anche in età pre-adolescenziale, rende indispensabile l'intervento preventivo/educativo che deve essere svolto dalle scuole, utilizzando ad esempio i Pof (piani di offerta formativa) con il coinvolgimento delle famiglie, e di operatori specializzati nel settore e un intervento formativo degli insegnanti, che aiuterebbe ad intercettare possibili comportamenti a rischio;

    i disordini alimentari, e in particolare anoressia e bulimia nervosa, sono le manifestazioni più note e frequenti; sono diventati un'emergenza di salute per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti;

    se non trattati in tempi e con metodi adeguati, i disordini alimentari possono diventare una condizione permanente e nei casi gravi portare alla morte;

    i tempi medi stimati sono di circa 6 anni per guarire dall'anoressia. La cronicizzazione, oltre alla grande sofferenza, ha effetti collaterali devastanti su tutto l'organismo, tanto che il paziente viene riconosciuto invalido e le aspettative di vita per esordi di Dca attorno ai 18-20 anni, è di 45-50 anni;

    soffrire di un disturbo alimentare sconvolge la vita di una persona e di chi le sta vicino, ma solo una piccola percentuale di persone che ne soffre chiede aiuto. Nell'anoressia nervosa questo può avvenire perché la persona all'inizio non sempre si rende conto di avere un problema, non ne ha consapevolezza. Anzi, l'iniziale perdita di peso può portare la persona a sentirsi meglio, a ricevere complimenti, a vedersi più magra, più bella e a sentirsi più sicura di sé. In genere, sono i familiari che, allarmati dall'eccessiva perdita di peso, si rendono conto che qualcosa non va;

    l'anoressia è la seconda causa di morte tra gli adolescenti in Italia, dopo gli incidenti stradali;

    questa malattia porta con sé anche un sintomo al quale bisogna prestare molta attenzione, ossia l'isolamento sociale. Chi ne soffre tende sempre più ad evitare momenti conviviali;

    grande influenza hanno purtroppo i modelli sociali; immagini di bellezza quasi sempre legate alla magrezza e alla forma fisica, nonché altre ragioni ben più complesse che generano queste patologie, in particolare legate alla competitività, nella scuola, nel lavoro, nello sport e in altre attività legate a performance figurative (esempio danza, della ginnastica artistica, del nuoto sincronizzato, e altro);

    una corretta educazione alimentare attraverso la promozione di un sano rapporto con il cibo, favorirebbe i giovani a sviluppare consapevolezza critica verso messaggi mediatici sbagliati che associano bellezza e magrezza, e li accompagnerebbe verso un equilibrato sviluppo e benessere psico-fisico. Mirati progetti nelle scuole e campagne di sensibilizzazione, servirebbero a prevenire anche queste patologie sempre più diffuse;

    solo una minoranza di persone affette da disturbo alimentare, chiede un aiuto terapeutico. Per poter arrivare ad una struttura specialistica è prima necessario: riconoscere di avere un disagio (consapevolezza); sentire che la situazione crea una notevole quota di sofferenza; credere nella possibilità di cambiare; avere la forza ed il coraggio di chiedere un aiuto;

    da tempo gli studiosi sono concordi nel ritenere che il modello multifattoriale sia il più adatto a spiegare l'insorgenza dei disturbi alimentari. Non esiste infatti un'unica causa che da sola possa determinare lo sviluppo di un Dca;

    anoressia e bulimia, e tutte le forme di Dca, sono malattie complesse, determinate da condizioni di disagio psicologico ed emotivo, che quindi richiedono la creazione di percorsi riabilitativi psico nutrizionali che tengono conto dell'intensità della patologia e del livello di appropriatezza dell'intervento da fare. L'obiettivo è quello di portare il paziente, attraverso terapie mirate a modificare i comportamenti e l'attitudine, ad adottare soluzioni di gestione dei propri stress emotivi che non siano dannose per la propria salute e a ristabilire un equilibrato comportamento alimentare;

    l'approccio più efficace per il trattamento dei disturbi alimentari è quindi quello multidisciplinare ed integrato. I disturbi alimentari sono infatti disturbi psichiatrici con importanti manifestazioni psicopatologiche in cui sono frequenti complicazioni mediche ed è quindi necessaria una collaborazione tra diverse figure professionali che si occupino, in modo integrato, della mente e del corpo. La cura psichiatrica costituisce il fondamento del trattamento di ogni paziente con disturbo alimentare e deve essere effettuata in combinazione con altre specifiche modalità di cura;

    il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare presuppone una rete di intervento completa in tutti i vari livelli di assistenza in grado di garantire un percorso di cura appropriato;

    la terapia dei Dca deve essere concepita in termini interdisciplinari ed integrati; deve avvenire strutture di cura in cui collaborino sistematicamente figure professionali diverse (internisti, nutrizionisti, psichiatri, psicologi clinici, dietisti) privilegiando, senza mai escludere l'altro, il versante somatico o psichico a seconda delle fasi della malattia; deve consentire una continuità delle cure nel passaggio da un livello assistenziale ad un altro;

    l'accesso principale al percorso terapeutico dovrebbe essere quello ambulatoriale che svolge compiti di prima accoglienza, consulenza, diagnosi, rinforzo della motivazione ed orientamento dei pazienti, filtro diagnostico e terapeutico per i successivi livelli terapeutici, di day hospital, di ricovero ordinario e residenziale, in relazione agli elementi clinici emersi durante la valutazione interdisciplinare;

    purtroppo, anni di tagli di risorse al servizio sanitario nazionale accompagnati dalla riduzione dei trasferimenti agli enti territoriali, compromettono fortemente una risposta adeguata e capillare da parte della sanità pubblica in termini di presa in carico dei pazienti da parte dei servizi territoriali (ambulatori, centri diurni, ricoveri in day-hospital, e altro);

    il 15 marzo 2019, il Ministro della salute pro tempore, Giulia Grillo durante il workshop al Ministero in occasione della giornata nazionale del fiocchetto lilla, dedicata all'anoressia, alla bulimia e agli altri disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, ha confermato che sui disturbi della nutrizione e dell'alimentazione «la situazione è ancora molto complessa soprattutto per quanto riguarda i giovanissimi (...) Cerchiamo di vedere come possiamo sopperire alla carenza di strutture a livello territoriale. Il discorso della presa in carico riguarda soprattutto i giovanissimi: c'è una grande diffusione di queste patologie in particolare tra le ragazzine piccole e, quindi, dobbiamo fare un focus specifico su questo punto». Il ministro ha quindi ammesso che se «la questione della formazione professionale è più facilmente risolvibile, il problema è a monte perché manca tutta un'organizzazione, e su questo lavoreremo»,

impegna il Governo:

   ad adottare iniziative per prevedere un incremento delle risorse finalizzate a implementare sensibilmente le strutture e la rete di intervento completa in tutti i vari livelli di assistenza, ambulatorio, day-hospital, ricovero ospedaliero e residenzialità extra-ospedaliera, al fine di garantire l'appropriatezza dell'assistenza, con particolare riguardo alla presa in carico globale del paziente e dei suoi familiari in tutte le varie fasi del trattamento;

   a valorizzare l'importante ruolo svolto dalle associazioni di volontariato nelle attività di sensibilizzazione, informazione, prevenzione e contrasto ai fattori di rischio, rafforzando le sinergie e la cooperazione tra il servizio sanitario e le medesime associazioni di volontariato;

   ad avviare progetti di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole, per la promozione di una sano rapporto con il cibo, nonché per sviluppare una necessaria consapevolezza critica verso messaggi mediatici sbagliati che associano bellezza e magrezza, e che possono favorire l'insorgenza di disturbi del comportamento alimentare;

   a prevedere corsi di aggiornamento sui disturbi del comportamento alimentare, al fine di poter «intercettare» il prima possibile il soggetto che ne soffre e aumentare conseguentemente le probabilità che il paziente guarisca e lo faccia con tempi di trattamento più brevi.
(7-00322) «Novelli, Bagnasco, Bond, Brambilla, Mugnai, Versace».