• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02109 PAPATHEU - Ai Ministri per il Sud e delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che: il Ministro per il Sud, in una recente intervista, come riportata da "la Gazzetta del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02109 presentata da URANIA GIULIA ROSINA PAPATHEU
mercoledì 7 agosto 2019, seduta n.144

PAPATHEU - Ai Ministri per il Sud e delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

il Ministro per il Sud, in una recente intervista, come riportata da "la Gazzetta del Mezzogiorno" il 27 luglio 2019, ha proposto la realizzazione di "una Tav al Mezzogiorno". "Abbiamo sbloccato quasi 50 miliardi di euro che erano nelle sabbie mobili da decenni. Abbiamo finito di finanziare la Napoli-Bari, che interessa anche Brindisi e Lecce. Ma l'alta velocità è assente in Sicilia, in Calabria, manca una rete ferroviaria che colleghi i nostri porti, Gioia Tauro, Taranto, Salerno. Quindi tanti investimenti al Sud dovrebbero avere la priorità rispetto ad un'opera che in realtà vede la maggior parte dei vantaggi in un altro paese. Il nostro interesse, invece, è quello di pensare prima ad efficientare tutte le infrastrutture, soprattutto nei territori finora trascurati";

in Sicilia si registra un grave ed irrisolto gap infrastrutturale e logistico con il permanere di molteplici problematiche nei sistemi di trasporto e mobilità; al momento l'unica opera di rilievo prevista, ed in fase di conferenza dei servizi, è il raddoppio ferroviario i cui lavori tra il 2021 e il 2028 dovranno interessare i 42 chilometri della tratta da Giampilieri, alle porte di Messina, a Fiumefreddo, vicino a Catania (da lì a Catania il doppio binario esiste già). Si tratta di un intervento dal valore stimato di 2,3 miliardi di euro;

a giudizio dell'interrogante, a fronte delle dichiarazioni di questo Governo di voler incentivare lo sviluppo del Sud e delle parole del Ministro che prospetta una "fantomatica" Tav al Sud, permane invece silenzio ed immobilismo sul progetto già esistente del ponte sullo stretto, opera che ha il gradimento di una larga maggioranza dei siciliani e sulla quale non a caso anche il 26 luglio 2019 si sono contati soli 300 partecipanti ad una manifestazione a Torre Faro (Messina) contro la costruzione dell'opera. Il ponte tra Sicilia e Calabria può dare uno straordinario impulso a questi territori e all'intero Sud, perciò si ritiene che, come sollecitato dalla Regione Siciliana, l'opera debba essere rivalutata in ogni suo aspetto in termini obiettivi, ai fini di un riconoscimento dei molteplici effetti positivi che determinerebbe sui territori;

nel 2012, il Governo Monti (non legittimato dal voto sovrano degli italiani) stanziò 300 milioni di euro per il pagamento delle penali riguardanti l'appalto, per la definitiva chiusura del progetto del ponte sullo stretto di Messina. Eurolink, il consorzio costituito per realizzare il ponte ha intentato un'azione (ad oggi con ricorso in appello) per un maxi risarcimento da 700 milioni di euro, oltre a rivalutazioni e interessi, chiesti dopo il fermo dell'opera imposto dal Governo Monti,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano fare chiarezza sulle affermazioni di una "Tav al Sud" e se intendano per quanto di competenza avviare un tavolo di confronto con la Regione per il progetto sul ponte sullo stretto, riconsiderando l'utilità di un'infrastruttura strategica per il Sud ed anche al fine di evitare le possibili ingenti spese a carico del bilancio dello Stato, e quindi dei cittadini, per i risvolti ancora incerti della richiamata azione legale in atto.

(4-02109)