• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02113 PAPATHEU - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico. - Premesso che: Atlantia SpA è una società del settore delle infrastrutture di trasporto...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02113 presentata da URANIA GIULIA ROSINA PAPATHEU
mercoledì 7 agosto 2019, seduta n.144

PAPATHEU - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico. - Premesso che:

Atlantia SpA è una società del settore delle infrastrutture di trasporto autostradali ed aeroportuali con una presenza articolata in 23 Paesi. Il gruppo gestisce 3.000 chilometri di autostrade a pedaggio in Italia, gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e i tre aeroporti di Nizza, Cannes-Mandelieu e Saint Tropez in Francia;

la società è quotata alla borsa di Milano e ha avuto nel 2018 un fatturato aggregato superiore a 11 miliardi di euro oltre ad un margine operativo di oltre 7 miliardi di euro;

a partire dal 2002, a seguito di un'imponente riorganizzazione del gruppo, è stata costituita la società Autostrade per l'Italia SpA, controllata da Atlantia SpA;

Autostrade per l'Italia SpA ha come attività la gestione in concessione di tratte autostradali, nonché lo svolgimento della rispettiva manutenzione;

a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova, nel quale il 14 agosto 2018 rimasero uccise 43 persone, il Governo Conte avrebbe deciso di revocare la concessione in atto ad Autostrade per l'Italia SpA, ravvisando presunte "gravi inadempienze" da parte del concessionario nella manutenzione del viadotto e dunque nelle dinamiche che ne avrebbero determinato il collasso. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha incaricato una commissione di giuristi (esperti di concessioni e professionisti dell'Avvocatura dello Stato) per capire la praticabilità della procedura di revoca;

da notizie di stampa risulterebbe che il Ministro delle infrastrutture ed il Ministro dello sviluppo economico intendano andare avanti con la rescissione sino ad aver dichiarato (nel caso del ministro Di Maio) "Andiamo avanti, come un treno";

l'articolo 9-bis della convenzione prevede che il diritto a indennizzo o risarcimento del concessionario sussista "nel rispetto del principio dell'affidamento". Nell'ipotesi altresì di revoca, lo Stato dovrà effettuare il pagamento di un indennizzo che corrisponde al "giusto valore della concessione", secondo i criteri contrattualmente previsti;

nonostante i gravi fatti di Genova, desta, quindi, non poche perplessità la procedura intrapresa dal Governo e dunque l'iter di revoca di Atlantia, che rischia di esporre lo Stato italiano ad un esborso pesantissimo senza coperture nel bilancio e ad un contenzioso dalle imprevedibili conseguenze, non essendoci al momento nessuna sentenza che consenta di attestare sul piano giuridico e formale le contestazioni ad Autostrade per l'Italia;

lo Stato, qualora dovesse essere confermata la revoca della concessione, dovrà farsi carico di pagare elevate somme alla società per procedere alla rescissione del contratto, con tutto il peso finanziario delle relative penali e clausole;

la concessione è unica per tutti i 3.000 chilometri di rete autostradale italiana e gli analisti finanziari prevedono che il Governo dovrebbe sottoporre le casse dello Stato ad un esborso tra i 20 e i 25 miliardi di euro, a meno che non si voglia limitare il tutto ai soli 45 chilometri della A10 interessata dal crollo del ponte Morandi,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo le notizie di stampa di questi giorni risultino fondate e come intendano affrontare una vicenda che rischia di esporre lo Stato ad un contenzioso;

se esista un piano di copertura delle eventuali somme da riconoscere ad Atlantia SpA e se il Governo abbia valutato quanto costeranno ai cittadini la difesa e i legali, e quali saranno i criteri di scelta degli stessi.

(4-02113)