• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02071 SICLARI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Premesso che: le scuole superiori di mediazione linguistica sono un'eccellenza per la formazione di interpreti...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02071 presentata da MARCO SICLARI
lunedì 5 agosto 2019, seduta n.142

SICLARI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Premesso che:

le scuole superiori di mediazione linguistica sono un'eccellenza per la formazione di interpreti e traduttori;

si tratta di oltre 25 istituti italiani di livello universitario, frequentate da molte migliaia di studenti formati e diplomati ogni anno per rispondere adeguatamente alla domanda di un mercato in costante espansione e con una forte esigenza di qualità e preparazione;

si tratta di un universo formato da organizzazioni di servizi linguistici professionali, da aziende private, da organizzazioni no profit impegnate nel sociale, da enti pubblici e istituzioni sovranazionali europee e internazionali e da altri soggetti che hanno la necessità di mettere in relazione culture e contesti linguistici diversi in un mondo sempre più globalizzato;

le scuole superiori per mediatori linguistici nascono dalla trasformazione delle scuole superiori per interpreti e traduttori, accreditate e costantemente monitorate dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in termini di qualità dell'offerta formativa;

si tratta di organizzazioni impegnate ogni giorno a fornire agli studenti una solida formazione culturale, di base e linguistica, in almeno due lingue straniere, oltre alla lingua madre, l'italiano, con l'obiettivo finale di dotare gli studenti di competenze linguistico-tecniche scritte e orali, adeguate alle professionalità operanti nell'ambito della mediazione linguistica. Un settore sano e dinamico che, oltre a formare interpreti e traduttori di eccellenza, sempre molto apprezzati in Italia e all'estero, ogni anno fornisce lavoro ad un numero elevato di docenti, ricercatori, professionisti ed amministrativi;

anziché valorizzare la qualità del ruolo economico e sociale svolto negli anni da queste imprese formative di eccellenza, la commissione consultiva e di valutazione prevista dall'art. 6 nel decreto ministeriale 3 maggio 2018, n. 59, recante "Regolamento recante modifiche al decreto 10 gennaio 2002, n. 38, per il riordino della disciplina delle scuole superiori di mediazione linguistica", sta tentando di trasformare i CFU (crediti formativi universitari) in CFM (crediti di mediazione linguistica) così di fatto "ghettizzando" le scuole superiori, estromettendole dal sistema universitario nazionale e minando alle radici il concetto stesso di equipollenza alle lauree universitarie sancito dalla legge;

in questo modo si rischia di mettere in grave difficoltà non soltanto gli operatori del settore, ma anche gli stessi studenti, che fino ad oggi hanno scelto con fiducia i percorsi formativi proposti dalle scuole superiori;

giova evidenziare come alcuni componenti della commissione, in palese violazione dell'art. 6, comma 9, del decreto n. 59 del 2018, sembrerebbero essere in situazione di incompatibilità ed in palese conflitto di interessi, avendo addirittura presentato impugnazione presso il Tar per l'annullamento dello stesso decreto di cui stanno fissando le regole di attuazione,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta e come intenda tutelare le scuole superiori di mediazione linguistica ed il patrimonio culturale, professionale e sociale che rappresentano ed esprimono.

(4-02071)