• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00039 PRESUTTO, ORTOLANI, GARRUTI, ACCOTO, GAUDIANO, GALLICCHIO, CORRADO, MORONESE, COLTORTI, GIANNUZZI, CASTALDI, ROMANO, DONNO, MATRISCIANO, PIRRO, PELLEGRINI Marco, LA MURA, GRANATO, LOMUTI,...



Atto Senato

Interpellanza 2-00039 presentata da VINCENZO PRESUTTO
lunedì 5 agosto 2019, seduta n.142

PRESUTTO, ORTOLANI, GARRUTI, ACCOTO, GAUDIANO, GALLICCHIO, CORRADO, MORONESE, COLTORTI, GIANNUZZI, CASTALDI, ROMANO, DONNO, MATRISCIANO, PIRRO, PELLEGRINI Marco, LA MURA, GRANATO, LOMUTI, DELL'OLIO, FEDE, SANTILLO, RICCIARDI, TURCO, DESSI', CASTIELLO, MININNO, DI MICCO, CROATTI, LOREFICE, ANGRISANI, NOCERINO, FERRARA, LANZI, CASTELLONE, SILERI, PUGLIA, VACCARO, TRENTACOSTE, NATURALE, LANNUTTI, PESCO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

la zona est di Napoli è caratterizzata da numerosi insediamenti industriali (nello specifico aree ex Safco, ex Icm ed ex Breglia) che da decenni costituiscono un gravissimo fattore di inquinamento che si ripercuote sulla salute e sulla vita dei cittadini;

tali aree vengono sistematicamente utilizzate come siti di stoccaggio di rifiuti di ogni genere e tipo, spesso fortemente dannosi per la salute, compromettendo irrimediabilmente la salubrità dell'aria, del suolo e dell'acqua, posto che è ormai consuetudine assistere anche a fenomeni di combustione dai cui si innalzano cortine di fumi tossici e velenosi che portano alla propagazione di polveri pesanti su vaste aree abitate del territorio circostante, che comunque sono interessate dalla costante e quotidiana presenza di un odore acre e persistente, che deriva dai rifiuti e dal percolato, che testimoniano l'insalubrità dell'aria che i cittadini sono obbligati a respirare;

ad oggi non è assicurato un costante monitoraggio dei livelli di contaminazione dell'aria, del suolo e del sottosuolo di queste zone, nonostante l'altissimo tasso di mortalità (anche giovanile) per patologie tumorali rappresenti un elemento inequivocabile da cui ricavare l'insalubrità dell'ambiente circostante;

con verbale 18 giugno 2019 (R.U.0026025) il comando provinciale di Napoli dei Vigili del fuoco segnalava come, a seguito di rilevazione sulla qualità dell'aria, riscontrasse "la presenta di sostanze chimiche altamente tossiche" suscettibili di espandersi "con ampio raggio d'azione in una zona densamente abitata con possibili gravi pregiudizi alla salute", sottolineando la necessità di effettuare "accurate ed urgenti verifiche dell'aria, suolo e sottosuolo finalizzate alla rilevazione della presenza di eventuali agenti inquinanti dannosi per le persone e per l'ambiente";

con verbale PG/2019/1197686 del 28 febbraio 2019, l'unità operativa tutela ambientale della Polizia municipale di Napoli relazionava sul sopralluogo effettuato nella zona ex Safco a seguito delle molteplici segnalazioni dei cittadini circa la "presenza di rifiuti di varia natura anche speciali e pericolosi giacenti nel sito in sequestro", nonché la "molestia delle continue e intense esalazioni maleodoranti provenienti dallo stesso"; in quell'occasione il comandante di reparto ha ricordato come l'area contenga rifiuti speciali e sia sottoposta a sequestro dal 2007 e come, ancora ad oggi, "nessuna attività di messa in sicurezza del sito e di bonifica [sia] stata compiuta", nonostante egli stesso abbia constatato "la persistenza delle allarmanti condizioni del sito" e la "necessità di intervento da parte degli uffici competenti", arrivando addirittura a suggerire, vista la gravità della situazione, "tutte le cautele di legge per la tutela della salute degli operatori" chiamati a intervenire;

il 15 aprile 2019 la commissione ambiente del Comune di Napoli sollecitava l'Arpac (Agenzia regionale protezione ambientale della Campania) a effettuare, "con ogni urgenza", le dovute rilevazioni e analisi delle sostanze inquinanti presenti sul sito, per valutare i livelli di contaminazione dell'aria, suolo e sottosuolo, nonché per avviare "in tempi brevissimi" le indispensabili operazioni di bonifica a salvaguardia della tutela della salute pubblica;

nella relazione di sopralluogo dell'Arpac del 2011 (verbale n. 32/AD/11) si evidenzia come il Comune di Napoli, tramite il proprio gestore di raccolta e trasporto rifiuti, Asia Napoli SpA, abbia chiesto all'Arpac stessa di verificare l'idoneità del sito ex Icm a diventare sito di stoccaggio provvisorio dei rifiuti indifferenziati;

con ordinanza sindacale dell'8 gennaio 2019, il Comune di Napoli ordinava all'Asia Napoli SpA di utilizzare tale sito per lo stoccaggio di rifiuti "per sei mesi, decorrenti dal 12 gennaio 2019", mentre con l'ordinanza sindacale del 28 giungo 2019 ne prorogava l'utilizzo per altri sei mesi, decorrenti dal 13 luglio 2019;

considerato che:

la situazione evidenzia la totale e perdurante violazione dell'art. 32 della Costituzione, il quale stabilisce che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività", rispetto al quale, pertanto, l'ordinamento non può rendersi né ostacolo né indifferente, ma al contrario deve ritenersi obbligato ad assurgere a elemento attivo di garanzia a tutela del diritto di ogni cittadino (sia come singolo che come collettività) alla salubrità dell'ambiente quale valore costituzionale primario ed assoluto, quale diritto soggettivo, interesse della collettività e diritto fondamentale (Corte costituzionale, tra le altre, sentenze n. 151 e n. 641 del 1987) tutelato direttamente dalla nostra Carta costituzionale (artt. 9 e 32 della Costituzione) e dal diritto dell'Unione europea (art. 37 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea);

a parere degli interpellanti le iniziative adottate dal Comune di Napoli si rivelano di senso diametralmente opposto rispetto alla risoluzione delle problematiche ambientali descritte e, anzi, le aggravano, rischiando di compromettere ulteriormente (se possibile) la salute dei cittadini e la salubrità delle zone richiamate;

a causa della violazione della direttiva 2006/12/CE in Campania, l'Italia è stata condannata più volte dalla Corte di giustizia dell'Unione europea (C.297/08, Commissione c. Italia; C-653/2013, Commissione c. Italia) a pagare diverse decine di milioni di euro (da ultimo 20 milioni, cui si aggiungono 120.000 di euro per ogni giorno di ritardo) e si è vista revocare, per inadempienze, diversi contributi finanziari precedentemente approvati dalla Commissione per la gestione e smaltimento dei rifiuti in Campania (C.385/13p Commissione c. Italia),

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per avviare le opportune operazioni di rilevazione dei livelli di inquinamento dell'aria, suolo, sottosuolo e delle acque delle aree richiamate;

in quale modo e quali siano le tempistiche con cui intenda attivarsi per porre rimedio alla devastante situazione ambientale, che tanto nocumento e dolore sta cagionando ai cittadini e che sta portando il Paese ad abbandonare e perdere un intero patrimonio di vite umane prima ancora che un enorme patrimonio finanziario che ben avrebbe potuto essere utilizzato per dare loro un futuro degno di questo nome.

(2-00039 p. a.)