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Atto a cui si riferisce:
C.5/02640 (5-02640)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 31 luglio 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali)
5-02640

  Signor Presidente, Signori Deputati,
  come ricordato nell'atto di sindacato ispettivo, il decreto-legge semplificazioni (n. 135 del 2018), ha autorizzato l'assunzione di 1.851 allievi agenti della Polizia di Stato.
  Tali assunzioni avranno luogo mediante lo scorrimento della graduatoria della prova scritta di esame del concorso pubblico, bandito con decreto dei Capo della Polizia del 18 maggio 2017, per il quale, preciso, che l'Amministrazione ha già operato lo scorrimento della graduatoria sino all'ultimo degli idonei non vincitori. Lo scorrimento ulteriore riguarda dunque i candidati non idonei, ma che hanno superato con esito positivo la sola prova scritta.
  Attesa la pressante esigenza di incrementare, con la massima possibile rapidità, i servizi di prevenzione e di controllo del territorio, l'articolo 11 del citato decreto semplificazione prevede una modalità di scorrimento di precedenti graduatorie, «sostitutiva» di un nuovo concorso e, in quanto tale, assoggettata agli stessi requisiti che sarebbero previsti per un nuovo bando.
  In questo caso, però, gli stessi candidati, che hanno già superato la prova scritta in parola, dovranno essere in possesso dei nuovi e più rigorosi requisiti introdotti (di età e di titolo di studio) nel quadro del riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia, dai decreti legislativi n. 95 del 2017 quindi antecedente all'insediamento dell'attuale Governo e n. 126 del 2018.
  Al riguardo preme evidenziare come tale scelta assicuri la possibilità di assumere personale più idoneo per garantire maggiore professionalità nell'impiego operativo, in una società in continua e veloce evoluzione.
  I nuovi requisiti prevedono, infatti, l'abbassamento dell'età utile e titoli di studio più qualificanti, al pari delle scelte operate dalle altre Forze di polizia.
  Per quel che concerne il tema sollevato dagli On.li interroganti, si conferma che è in atto un ampio contenzioso, sia in sede giurisdizionale che amministrativa. Sono stati presentati n. 143 ricorsi giurisdizionali, che riguardano 2.347 ricorrenti, e n. 22 ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica, a nome di 396 ricorrenti.
  Ad oggi gli Organi giurisdizionali aditi hanno emanato 61 decreti monocratici e 96 ordinanze di accoglimento dell'istanza cautelare. In particolare il T.A.R. Lazio ha ammesso con riserva 1.372 ricorrenti, ad effettuare gli accertamenti dell'efficienza fisica e dell'idoneità psicofisica, «in ragione del già avviato svolgimento delle stesse». Lo stesso T.A.R. non si è pronunciato sulla fondatezza giuridica della domanda e, soprattutto, non ha disposto, per alcuno dei ricorrenti, l'avvio al corso di formazione.
  In esecuzione delle citate ordinanze 1.178 ricorrenti sono stati quindi avviati alla verifica dei requisiti di efficienza fisica, psicofisica e attitudinale.
  Per altro verso, lo stesso Giudice amministrativo ha anche respinto 8 richieste cautelari di sospensione, riferibili a 298 ricorrenti, che non avevano riportato il punteggio richiesto.
  Sulla questione, il 24 luglio scorso, si è espresso, con parere, il Consiglio di Stato.
  Il citato Consesso ha rilevato che il concorso originariamente indetto si è definitivamente concluso con l'approvazione della graduatoria di merito.
  La disposizione (articolo 11, comma 2-bis, decreto-legge del 14 dicembre 2018 n. 35, già citato) che ha autorizzato le modalità di assunzione in parola, pertanto, «non ha inciso su un concorso ancora in essere», ma ha indetto una nuova procedura in modo semplificato «per dichiarate esigenze di speditezza dell'azione amministrativa».
  Il Consiglio di Stato ha avuto modo anche di sottolineare che le due procedure concorsuali rimangono distinte, e che tale autonomia «non viene meno per effetto del ricorso alla graduatoria provvisoria relativa al concorso ormai esaurito». Di conseguenza, la previsione dei nuovi requisiti introdotti, «appare coerente».
  Al riguardo, secondo il Consiglio di Stato, «tenuto conto del vincolo normativamente imposto», l'Amministrazione «non avrebbe potuto disporre altrimenti».
  Il parere in questione difende anche il carattere non discriminatorio del limite di età fissato, avendo ritenuto del tutto comprensibile e condivisibile che il legislatore individui limiti massimi di età, in ragione della peculiarità dell'attività addestrativa, nelle procedure di assunzione in una forza di polizia.