• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00301 (7-00301) «Alberto Manca, Parentela, Del Sesto, Maglione, Cassese».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00301presentato daMANCA Albertotesto diMercoledì 31 luglio 2019, seduta n. 219

   La XIII Commissione,

   premesso che:

    secondo i dati forniti dalle organizzazioni agricole, con riferimento agli ultimi cinque anni, i danni provocati al comparto agricolo dalla massiccia presenza di esemplari appartenenti alla fauna selvatica ammonterebbero a oltre trecento milioni di euro, dei quali, tuttavia, solamente il 10 per cento costituirebbe oggetto di domanda di rimborso, anche a causa delle frequenti rinunce, da parte degli agricoltori, all'attivazione delle pratiche a tal fine necessarie;

    solo nell'anno 2015, oltre 900 incidenti stradali, alcuni dei quali mortali, hanno visto il coinvolgimento di animali, in particolare cinghiali e caprioli; un trend pressoché analogo si registra negli anni successivi, come evidenziato da uno studio condotto dall'Osservatorio Asap (Associazione sostenitori ed amici della polizia stradale) sempre in relazione a incidenti stradali con presenza di animali;

    come noto, anche a seguito di appositi studi condotti da Ispra, è il cinghiale l'ungulato più diffuso in Italia, sia in termini distributivi che di consistenza, con una popolazione stimata di oltre 600.000 esemplari distribuiti lungo gran parte del territorio nazionale; stime più attuali, in assenza di un puntuale censimento, parlano di una popolazione più che raddoppiata negli ultimi 10 anni e destinata a crescere ulteriormente, come peraltro dimostrato dal loro continuo avvicinamento ai centri urbani;

    il decreto legislativo 26 marzo 2018, n. 32, dispone la possibilità per lo Stato di concedere contributi su premi nell'ambito di contratti assicurativi stipulati da imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile iscritti nel registro delle imprese o nell'anagrafe delle imprese agricole istituita presso le province autonome;

    è indispensabile prevedere forme di risarcimento per danni causati da fauna selvatica ad automobili e persone in transito su reti stradali, e assicurare maggior efficacia dei piani faunistico-venatori attuati dalle regioni al fine di garantire ai cittadini il diritto di spostarsi e fruire del proprio territorio in condizioni di sicurezza, specie in alcune aree periferiche e rurali sensibili, dove le denunce di danni alle aziende da parte di animali selvatici e di incidenti stradali per la collisione tra veicoli e detti animali aumentano ogni giorno;

    la previsione di forme agevolate di assicurazione contro i danni da fauna selvatica non può essere disgiunta dall'attivazione urgente di un piano strutturato di interventi ex ante che impegni le regioni e gli enti locali, ciascuno per le proprie competenze, ad attuare tutte le misure necessarie a gestire al meglio le popolazioni di fauna selvatica in modo da riequilibrare le responsabilità tra i soggetti interessati e ridurre al minimo gli attacchi a persone e cose;

    il potenziamento dei piani di gestione e contenimento è necessario anche al fine di evitare fenomeni di bracconaggio e di abbattimenti indiscriminati, poiché, come noto, l'installazione da parte degli agricoltori di metodi ecologici di dissuasione e deterrenza, così come la predisposizione, da parte degli enti territoriali e locali preposti alla segnaletica stradale, di appositi cartelli che indicano la presenza di animali selvatici vaganti, non essendo sufficienti ad impedire incidenti e aggressioni a persone e cose, non frenano le sempre più frequenti uccisioni illegali,

impegna il Governo:

   ad intraprendete ogni utile iniziativa, per quanto di competenza, volta a fronteggiare l'emergenza derivante dalla proliferazione di animali selvatici, anche attraverso il finanziamento di premi assicurativi, in conformità alla normativa europea, finalizzati al risarcimento dei danni causati da fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche, alle strutture aziendali agricole, agli impianti produttivi e alle infrastrutture agricole, nonché ai danni causati a persone e veicoli per l'impatto con animali protetti in attraversamento di sedi stradali;

   ad assumere iniziative, d'intesa con le regioni e gli enti locali, per predisporre un piano d'azione volto a potenziare l'efficacia dei piani faunistico-venatori di cui all'articolo 19 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, al fine di realizzare una migliore gestione del patrimonio agricolo e zootecnico, e garantire ai cittadini dei centri abitati prossimi a periferie e aree rurali condizioni di maggior sicurezza;

   ad assumere iniziative d'intesa con le regioni e gli enti locali, per realizzare una banca dati che raccolga le informazioni più rilevanti relative ai danni da fauna selvatica alle coltivazioni e alle popolazioni zootecniche e ai danni causati ad automobili e persone in caso di incidenti stradali.
(7-00301) «Alberto Manca, Parentela, Del Sesto, Maglione, Cassese».