• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/02651 (5-02651)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02651presentato daMULÈ Giorgiotesto diMartedì 30 luglio 2019, seduta n. 218

   MULÈ. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   con la legge n. 71 del 2004 è stato ratificato l'accordo del 30 gennaio 2012 con la Francia per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, per poi sottoscrivere raccordo definitivo ratificato dalla legge n. 1 del 2017;

   con l'obiettivo di sospendere immediatamente i lavori di realizzazione dell'opera il Governo ha ritenuto di sottoporla a una nuova analisi costi-benefici individuando in Marco Ponti il coordinatore dell'apposita commissione istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

   come già segnalato dall'interrogante il professor Ponti ha da sempre tenuto posizioni altamente critiche nei confronti dell'opera ben prima della nomina richiamata, e ha scelto personalmente i membri della commissione, tendenzialmente tutti contrari alla Tav Torino-Lione. Risulta altresì che vi siano situazioni di presumibile cointeressenza tra alcuni membri della commissione e lo stesso Ponti, soci e collaboratori della società di consulenza Trasporti e Territorio srl, fondata e diretta dal professor Ponti;

   a febbraio 2019, dopo solleciti e pressanti richieste, il Ministero pubblicava l'analisi costi-benefìci sull'opera in questione e la Commissione trasporti svolgeva l'audizione dei professori Ponti e Ramella. Secondo l'analisi l'opera sarebbe stata troppo costosa, sia se realizzata come da accordi sia in una versione più ridotta; nonostante vi fossero dati oggettivi che invece fanno pensare il contrario Ponti e Ramella confermavano che fermare l'opera sarebbe stato più conveniente in termini finanziari;

   rispetto alla linea del professor Ponti e della commissione, Pierluigi Coppola, non sottoscriveva il documento e pubblicava dopo poco una contro analisi nella quale si ribaltavano molti assunti nonché le conclusioni del lavoro presentato dai due membri della struttura di missione;

   il 22 luglio 2019 veniva data notizia della revocata dell'incarico al Coppola il quale, secondo fonti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti citate dagli organi di informazione, avrebbe «violato la riservatezza rilasciando interviste non autorizzate» specificando che «resta un'ombra su di lui, in merito al falso controdossier con numeri sballati sull'analisi costi-benefici che gli è stato attribuito sulla stampa e di cui poi ha smentito la paternità, senza però chiedere rettifica ai giornali che glielo attribuivano»;

   il 23 e il 24 luglio 2019 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte precisava che la Tav sarà completata, perché i costi per fermare l'opera sarebbero comunque più alti di quelli per la sua realizzazione, confutando quindi i risultati della analisi costi-benefici del professor Ponti;

   il 26 luglio 2019 Ponti intervistato dal Manifesto dichiarava «Conte e Di Maio, fanno confusione: non è chiaro cosa intendano per costi ed energie. Costi politici? Energie politiche? Oppure costi finanziari: spieghino meglio. In realtà i loro calcoli sono politici in termini di consenso, non economici». Lo stesso giorno Ramella su Il Fatto quotidiano sosteneva «è falso che costi più fermarlo che farlo» specificando che Di Maio e Conte sul TAV «dal cambiamento son tornati a Delrio» lasciando intendere nel resto dell'articolo che il Premier e il Vicepremier 5 Stelle si sarebbero inchinati al volere di gruppi di Costruttori e chiunque trae un cospicuo vantaggio individuale ed ha dunque un forte interesse, lecito o meno, a fare pressione perché una spesa sia approvata senza valutazioni. Spesa che però viene suddivisa tra decine di milioni di contribuenti –:

   quale siano gli orientamenti del Ministro interrogato in ordine a quanto espresso dai due esperti;

   se non ritenga opportuno rimuovere dall'incarico Ramella e Ponti, analogamente a quanto deciso per Coppola;

   se, in considerazione delle richiamate esternazioni, non ritenga opportuno avviare una approfondita indagine interna per valutare l'effettivo operato della commissione nonché eventuali connessioni e interessi che abbiano potuto pregiudicare l'imparzialità delle valutazioni sull'opera.
(5-02651)