• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03451 (4-03451)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03451presentato daTESTAMENTO Rosa Albatesto diMartedì 30 luglio 2019, seduta n. 218

   TESTAMENTO, TUZI, MARIANI, VILLANI, GRIPPA e MELICCHIO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   in un articolo di stampa de ilfattoquotidiano.it del 5 luglio 2019, dal titolo «Indagine sui veleni del termocombustore di Acea» si fa riferimento a un esposto depositato dall'associazione ambientalista «Fare Verde Onlus» di Cassino in merito ad «alcune gravi irregolarità nell'iter autorizzativo riguardante l'inceneritore Acea ubicato a San Vittore, in provincia di Frosinone». Nell'esposto si denunciano anche «continui sforamenti dei limiti di legge per quanto riguarda le emissioni»;

   dalla medesima fonte di stampa si apprende che «acqua e area sono a forte rischio e che almeno dal 2011 l'attività dell'inceneritore di San Vittore sta comportando il riversamento di sostanze nocive come ferro, alluminio, arsenico, cloro, cromo, manganese, ossidi di azoto e altri agenti molto pericolosi, in grado di compromettere in maniera significativa l'aria, l'acqua e il sottosuolo nei dintorni dell'inceneritore in esame». Inoltre, si fa riferimento a una «relazione dell'Ispra sul biennio 2014-2015 in cui si attesta che "l'inceneritore non ha bruciato soltanto rifiuti solidi urbani, ma anche materiali "altri"» che hanno prodotto ceneri pericolose finite anche a 70 chilometri di distanza;

   l'inceneritore Acea di San Vittore, al quale attualmente è consentito bruciare fino 400 mila tonnellate di rifiuti all'anno, si è sempre contraddistinto per la costante emissione di ceneri altamente pericolose e inquinanti che, oltre a impattare sul territorio cassinate e la popolazione residente, dispiegano i loro effetti negativi anche nella confinante Piana di Venafro, in Molise, dove la situazione dal punto di vista ambientale e sanitario è già fortemente compromessa a causa della contemporanea presenza nel raggio di pochissimi chilometri dell'inceneritore Herambiente di Pozzilli, che brucia circa 100 mila tonnellate di rifiuti all'anno, e del cementificio Colacem di Sesto Campano, dove vengono incenerite altre 25 mila tonnellate di rifiuti ogni anno. Anche nella Piana di Venafro, come già riportato nell'atto di sindacato ispettivo n. 4-01304, a prima firma dell'interrogante, si verificano continui sforamenti dei limiti delle emissioni inquinanti fissati per legge e sono stati riscontrati alti indici di malattie tumorali e patologie bronco-polmonari e cardiovascolari tra la popolazione residente;

   dalla medesima fonte di stampa si apprende della presenza di uno studio realizzato dall'ospedale «Regina Elena» di Roma secondo cui tra la popolazione residente nell'area in cui è presente l'impianto risultano alti indici di malattie tumorali e patologie agli apparati respiratorio e digerente –:

   se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, alla luce delle numerose criticità esposte, abbia già provveduto a disporre verifiche e controlli da parte del personale appartenente al Comando carabinieri tutela ambiente (C.C.T.A.), ai sensi dell'articolo 197, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sullo stato di inquinamento di tutte le matrici ambientali presenti in loco;

   se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non ritenga opportuno adottare iniziative di carattere normativo affinché siano definiti i criteri generali per lo studio dell'impatto cumulativo delle fonti inquinanti al fine di tenerne conto nel rilascio delle autorizzazioni integrate ambientali su tutto il territorio nazionale;

   se il Ministro della salute, nell'ambito delle proprie competenze, intenda costituire un tavolo tecnico di confronto con le regioni Molise e Lazio per l'avvio di uno studio epidemiologico, anche con l'ausilio dell'istituto superiore di sanità, volto ad accertare l'eventuale correlazione tra la crescita delle gravi patologie di cui sopra nei territori della Piana di Venafro e di Cassino e le emissioni prodotte dagli inceneritori Acea ed Herambiente e dal cementificio Colacem, oggetto anche queste ultime di continui elevati sforamenti dei parametri di legge.
(4-03451)