• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02624 (5-02624)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02624presentato daGARIGLIO Davidetesto diVenerdì 26 luglio 2019, seduta n. 216

   GARIGLIO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   in data 30 gennaio 2012, l'Italia ha firmato un accordo con la Francia, ratificato dai due Paesi (dall'Italia con la legge 23 aprile 2014, n. 71) per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione;

   il 24 febbraio 2015 Francia e Italia hanno sottoscritto un altro accordo «per l'avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione»;

   con legge n. 1 del 5 gennaio 2017 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2017 è stato ratificato l'accordo definitivo, che è in vigore dal 1° marzo 2017;

   il Governo, insediatosi il 1° giugno 2018, ha immediatamente bloccato l'avanzamento dell'opera, adducendo la necessità di un'ulteriore analisi costi-benefici;

   il 21 febbraio 2019 la Camera dei deputati ha approvato una mozione di maggioranza che impegnava il Governo a «ridiscutere integralmente il progetto della Torino-Lione»;

   nonostante tale atto di indirizzo il 23 luglio 2019 il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha annunciato che la volontà del Governo italiano è quella di proseguire con la realizzazione della Tav;

   intervenendo in Aula a Montecitorio il 24 luglio 2019 il Presidente del Consiglio Conte ha dichiarato «in attesa di un eventuale pronunciamento del Parlamento, il Governo non potrà sottrarsi agli adempimenti necessari nel corretto proseguimento dell’iter che porterà al rispetto delle manifestazioni d'interesse che perverranno nell'ambito della procedura di gara»;

   entro il 26 luglio 2019 il Governo deve comunque formalizzare all'Inea, l'agenzia europea che vigila sui cantieri strategici, la decisione di proseguire con la Torino-Lione;

   il 25 novembre 2019 l'Italia dovrà chiudere la procedura per la manifestazione di interesse per il lotto Chiomonte-Susa, mentre il 25 dicembre 2019 terminerà la gara vera e propria per l'assegnazione dei lavori di tale lotto;

   appare evidente che lo «stop» alla Tav di 12 mesi, da parte di Governo e maggioranza, abbia rallentato sensibilmente l’iter dei lavori; risulta infatti che la Francia abbia chiuso, l'11 marzo 2019, le procedure per le manifestazioni d'interesse per i suoi tre lotti di competenza, per un totale di 2,3 miliardi di euro (con un anticipo quindi di oltre tre mesi rispetto all'Italia) –:

   quali saranno, nel dettaglio, i prossimi adempimenti del Governo per la realizzazione della Tav e se lo «stop» di oltre un anno all’iter dei lavori possa creare ritardi per il completamento dell'opera e costi aggiuntivi a carico della finanza pubblica.
(5-02624)