• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01913-A/067    premesso che:     le attività della caccia e della pesca influenzano da secoli la vita dell'uomo. La sopravvivenza della specie umana è stata garantita attraverso la cattura...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01913-A/067presentato daCARETTA Maria Cristinatesto presentato Mercoledì 24 luglio 2019 modificato Giovedì 25 luglio 2019, seduta n. 215

   La Camera,
   premesso che:
    le attività della caccia e della pesca influenzano da secoli la vita dell'uomo. La sopravvivenza della specie umana è stata garantita attraverso la cattura degli animali selvatici. Ad oggi, le attività venatoria e piscatoria rappresentano dei pilastri fondamentali della cultura rurale italiana. Queste attività, infatti, sono spesso strumenti indispensabili per garantire una corretta gestione e conservazione delle specie selvatiche e dell'ambiente. Anche negli altri Paesi europei l'esercizio della caccia e della pesca rappresenta non solo un patrimonio culturale ma un elemento portante per la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Tale assunto è stato anche confermato con una sentenza del 2011 (sentenza n. 9307/07) della Corte europea dei diritti dell'uomo, la quale ha riconosciuto e sancito che «la caccia fa parte della gestione e della conservazione della natura e ha una rilevanza pubblica necessaria e giustificata»;
    le tensioni e i problemi che affliggono l'esercizio venatorio e la pesca nel nostro Paese sono un'anomalia tutta italiana, spesso alimentata ad arte da mere strumentalizzazioni di natura politica o dall'estremismo animal-ambientalista. Spesso tali lecite attività sono interrotte da gruppi di persone intenti ad impedirne il regolare svolgimento, non solo tramite ingiurie ed offese, ma anche con vera e propria violenza fisica;
    la stessa Corte Costituzionale è intervenuta sulla materia, nella sentenza n. 148/2018, dove sancisce che chi impedisce volontariamente attività lecite pregiudica la «ordinata e civile convivenza nella comunità nazionale» e dichiara questi «comportamenti riconducibili alla materia di ordine pubblico e sicurezza». Va dunque al più presto riconfermato il principio secondo il quale, in uno stato di diritto, nessuno può opporsi o ostacolare attività lecite per le quali onesti cittadini pagano ingenti tasse di concessione governative e regionali,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di prevedere misure volte ad impedire e reprimere il disturbo volontario, e spesso persecutorio, dell'attività venatoria e piscatoria, equiparando la normativa statale a quella già in vigore negli altri Paesi europei, e garantendo così l'ordine pubblico e la pubblica tranquillità, non solo dei cacciatori e dei pescatori, ma anche di tutta la società civile.
9/1913-A/67. Caretta, Ciaburro.