• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00293 (7-00293) «Deidda».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00293presentato daDEIDDA Salvatoretesto diMercoledì 24 luglio 2019, seduta n. 214

   La IV Commissione,

   premesso che:

    il decreto ministeriale 24 luglio 2015, relativo al Piano annuale di gestione degli alloggi della Difesa, quantifica il patrimonio abitativo militare in 16.812 unità, di cui: a) circa 5.000, non assegnate perché inagibili e per le quali mancherebbero comunque i fondi per il ripristino; b) altre 3.600, risultano occupate da sine titulo;

    a fronte di ciò, il piano pluriennale per la realizzazione, la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale delle Forze Armate, di cui all'articolo 2, commi dal 627 al 631, della legge 14 dicembre 2007, n. 244, appare del tutto irrealizzabile, considerato che prevede di portare il predetto patrimonio a 46.000 unità;

    appare, di contro, decisamente più realistica, oltre che condivisibile, l'istituzione della categoria degli «alloggi di servizio gratuiti a incarico» (Asgi) per tutte le Forze Armate, attualmente prevista, ai sensi dell'articolo 363, comma 2, decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010, esclusivamente per l'Arma dei Carabinieri: l'introduzione di tale categoria garantirebbe, infatti, la diretta strumentalità tra l'alloggio, la funzione svolta e l'esistenza di un incarico tabellare e ordinativo, tale da assicurare ai titolari degli incarichi anche la permanente e immediata reperibilità, eliminando per il futuro il fenomeno di nuove occupazioni sine titulo, con conseguente affidamento degli alloggi residui alla società Difesa Servizi s.p.a, al fine di assicurarne la valorizzazione e l'utilizzo economico;

    la vendita degli alloggi già individuati per la realizzazione del predetto piano pluriennale, di cui all'articolo 297 del codice dell'ordinamento militare, ha dato scarsi risultati;

    l'articolo 33, comma 8-bis, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito dalla legge n. 111 del 2011, prevede il conferimento ai fondi immobiliari di un numero di immobili residenziali pari almeno a quelli per il raggiungimento della quota minima di alloggi da alienare fissata dal comma 3 dell'articolo 306 del codice dell'ordinamento militare e che gli introiti di tale operazione sono destinati alla realizzazione del citato programma pluriennale;

    al fine di perseguire un vero cambiamento nel sistema di gestione degli alloggi, sarebbe auspicabile la dismissione del patrimonio esistente, ormai fatiscente, tralasciando, conseguentemente, la politica degli sfratti che non ha portato i risultati sperati, anche in ragione dello stato di salute e/o dell'età avanzata degli occupanti, ancorché senza titolo;

    gli alloggi, qualora venissero comunque recuperati, non potrebbero, per carenza di fondi, essere interessati dalle necessarie ristrutturazioni e, conseguentemente, rimarrebbero vuoti, determinando altresì per l'amministrazione un passivo legato ai mancati introiti dei canoni di locazione, di cui la Difesa non può certo fare a meno;

    il predetto piano dovrà tenere conto anche delle reali esigenze in ragione della preannunciata ridislocazione delle Forze Armate sul territorio nazionale,

impegna il Governo:

   a valutare, con il coinvolgimento dei comitati degli inquilini degli alloggi:

    a) una differente politica di gestione degli alloggi, adottando iniziative per istituire, per tutte le forze armate, la categoria degli alloggi di servizio gratuiti ad incarico, nonché per prevedere la cessione della gestione dei residui alloggi alla Società Difesa S.p.a;

    b) la rideterminazione periodica dei canoni di cui al decreto ministeriale 16 marzo 2011, sulla base dei dati forniti dall'Agenzia del Territorio (OMI);

    c) l'adozione di iniziative per favorire la realizzazione di cooperative edilizie tra personale delle Forze Armate e forze di polizia, cui assegnare aree demaniali per la costruzione di alloggi, anche con l'utilizzo della «finanza di progetto»;

    d) una differente politica, avuto riguardo agli immobili occupati senza titolo – anche in conformità alle già emanate nel 2015 dallo stato Maggiore della Difesa –, che tenga conto sia dei numerosi alloggi vuoti disponibili in alcune regioni del Nord, sia delle difficoltà in termini tecnico-amministrativi di procedere al ripristino degli alloggi eventualmente liberati.
(7-00293) «Deidda».