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Atto a cui si riferisce:
C.5/02591 (5-02591)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 25 luglio 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-02591

  Con il documento in esame gli Onorevoli sottopongono all'attenzione del Governo una problematica riferita dall'Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro, secondo cui l'Agenzia delle entrate starebbe inviando avvisi di irregolarità relativi al modello 770/2017 fondati su una apparente incongruenza tra la certificazione unica e il modello 770/2017.
  Gli Onorevoli interroganti precisano che le differenze evidenziate negli avvisi di irregolarità deriverebbero da un errore di alcuni software di compilazione che hanno riportato l'ammontare del bonus al netto delle compensazioni. Tale errore si sarebbe generato «a causa di un disallineamento tra le istruzioni per la compilazione dei due modelli e la rimozione temporanea del controllo bloccante sui software di compilazione automatica».
  Gli interroganti segnalano, altresì, che per poter chiarire la difformità dei dati, molti professionisti hanno utilizzato i servizi di assistenza dell'Agenzia delle entrate, riscontrando un comportamento difforme sul territorio da parte dell'Amministrazione finanziaria.
  Ciò premesso, gli Onorevoli chiedono «se non ritenga necessario fornire a tutte le sedi territoriali indicazioni per applicare le stesse modalità operative d'intervento per la rapida risoluzione della problematica esposta.».
  Al riguardo, sentita l'Agenzia delle entrate, si rappresenta quanto segue.
  In sede di approvazione del modello 770/2017 e delle specifiche tecniche per la relativa trasmissione telematica era stato attivato un controllo consistente nella ricerca dell'identità tra l'importo del credito relativo al bonus Irpef recuperato dal sostituto d'imposta ai percipienti (SX47, colonna 3) e il corrispondente importo indicato a titolo di riversamento all'Erario (nei diversi righi del quadro ST). Tale controllo era stato attivato in coerenza con l'obbligo di compensare «esternamente» nel modello di pagamento F24 i crediti e i debiti relativi al rapporto di sostituzione con i dipendenti.
  Successivamente, alcune case di software hanno rappresentato all'Agenzia delle entrate difficoltà nel trasmettere le dichiarazioni dei sostituti d'imposta, considerato che questi ultimi, nel periodo d'imposta di riferimento, avevano già indicato nei modelli di pagamento F24 i debiti relativi al bonus Irpef al netto dei crediti afferenti al medesimo bonus Irpef.
  Al fine di accogliere le istanze pervenute dagli operatori del settore, è stato, pertanto, rimosso, in data 8 giugno 2017, in tempo utile per la trasmissione delle dichiarazioni in argomento (da effettuarsi entro il 31 ottobre successivo) il predetto controllo di tipo bloccante.
  In altri termini, la rimozione del blocco ha, di fatto, agevolato i sostituti che non avevano compensato «esternamente» il bonus Irpef e non costituisce la causa dell'invio degli avvisi di irregolarità di cui trattasi.
  Tali avvisi derivano, invece, dall'esposizione del bonus Irpef recuperato ai percipienti nel rigo SX47, colonna 3, del modello 770, per un importo inferiore a quello riportato nelle certificazioni uniche rilasciate ai medesimi percipienti.
  Relativamente alle lamentele circa il comportamento disomogeneo tenuto nel prestare assistenza ai sostituti, l'Agenzia delle entrate riferisce che, in data 28 giugno, sono state fornite a tutte le strutture dell'Agenzia che prestano assistenza ai contribuenti le istruzioni operative sulle modalità d'intervento, raccomandando alle stesse di astenersi, come di prassi avviene, dal chiedere l'esibizione o la trasmissione di documenti i cui elementi siano direttamente rinvenibili dalle banche dati e dagli applicativi in loro uso.