• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03399 (4-03399)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03399presentato daFRATOIANNI Nicolatesto diMercoledì 24 luglio 2019, seduta n. 214

   FRATOIANNI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro per la famiglia e le disabilità. — Per sapere – premesso che:

   il 23 maggio 2019 Leonardo Russo, un bimbo di 2 anni, è morto nella sua casa nel quartiere Sant'Agapio, alla periferia di Novara, a causa delle ripetute percosse ricevute, talmente violente da lesionargli il fegato, come è stato confermato dall'autopsia;

   con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato sono finiti in carcere la mamma Gaia di 22 anni e il suo compagno Nicolas Musi;

   nel corso delle indagini sarebbe emerso che le violenze sul piccolo andavano avanti da almeno un mese prima del suo decesso e dunque l'episodio che gli è costato la vita non sarebbe stato un caso isolato;

   sui telefonini della coppia sarebbero stati ritrovati decine di scatti in cui sono evidenti sul volto del bambino i segni delle percosse subite;

   nelle immagini in questione si vede il piccolo coperto di lividi e con l'occhio nero, mentre mangia un gelato oppure mentre gioca con una macchina;

   la famiglia di Gaia, la mamma del piccolo Leonardo, preoccupata per la sua situazione di ragazza madre, aveva comunque segnalato il caso ai servizi sociali nel mese di febbraio 2019, perché le dessero il giusto supporto di cui aveva bisogno, tanto che la donna viveva in un alloggio messo a disposizione proprio dai servizi sociali;

   con l'arrivo del nuovo compagno della madre, i familiari di Gaia avrebbero fatto decine di segnalazioni – l'ultima risalirebbe al 17 maggio 2019 – senza mai ottenere nessun aiuto;

   secondo la famiglia, infatti, mai nessuno si sarebbe presentato a casa per verificare di persona la situazione;

   il piccolo Leonardo avrebbe la sola «colpa» di essere nato nel posto sbagliato, da genitori incapaci di cura e di amore, un bimbo che, a parere dell'interrogante, forse poteva essere salvato se solo qualcuno, a fronte delle numerose richieste di aiuto ai servizi sociali da parte dei familiari della mamma, fosse intervenuto in tempo per portarlo via da quella casa e da quelle botte che andavano avanti da mesi;

   da quanto si apprende, la famiglia aveva ottenuto un appuntamento per il 23 maggio, troppo tardi, perché proprio quel giorno il bimbo è morto, probabilmente per un calcio che gli è stato fatale;

   tale tragico evento ripropone il tema di quanto sia necessario implementare sempre di più i fondi destinati ai servizi sociali e agli enti locali per evitare che la carenza di personale a fronte dei tanti casi da monitorare e i sempre minori fondi a disposizione dei comuni possano determinare ritardi nelle risposte e nelle verifiche di situazioni di disagio sociale e di sospetti maltrattamenti ai minori;

   l'assenza di un intervento tempestivo dei servizi sociali può, come nel caso citato, portare a terribili conseguenze;

   ogni volta che si riducono risorse ai servizi sociali bisogna essere consapevoli degli effetti che si producono, perché tali tagli significano sempre più bambini e persone le cui condizioni socio-psicologicne peggiorano ogni giorno e che sono abbandonati alla propria sorte –:

   di quali elementi disponga il Governo in merito alla vicenda di cui in premessa e quali iniziative di competenza intenda intraprendere affinché siano destinati fondi e risorse dagli enti locali per intervenire tempestivamente rispetto ad ogni segnalazione di disagio familiare e di possibili maltrattamenti su minori ricevuta.
(4-03399)