• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00092 (5-00092)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00092presentato daFREGOLENT Silviatesto diMercoledì 4 luglio 2018, seduta n. 21

   FREGOLENT, COLANINNO, DEL BARBA, FRAGOMELI, LIBRANDI, MANCINI, TOPO e UNGARO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   attraverso una strategia volta ad assicurare la tax compliance, rendendo il fisco più trasparente, equo e orientato alla crescita, il 2017 ha registrato il miglior risultato sul recupero dell'evasione (25,8 miliardi di euro) degli ultimi dieci anni;

   tra le misure che consentiranno la riduzione del tax gap nei prossimi anni, una delle più rilevanti consiste nell'estensione dal 1° gennaio 2019 dell'obbligo di fatturazione elettronica anche ai rapporti tra privati – con la contestuale abrogazione dello spesometro – che porterebbe un maggior gettito di 0,2 miliardi di euro nel 2018, 1,7 miliardi nel 2019 e 2,3 miliardi nel 2020;

   vista la crescita dei fenomeni fraudolenti nel campo dell'Iva applicata ai carburanti per autotrazione, come evidenziato nella Relazione sull'economia non osservata 2017, il comma 917 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha anticipato al 1° luglio 2018 l'introduzione della fatturazione elettronica per le fatture relative cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori, al fine di rendere possibili controlli tempestivi e automatici della coerenza fra l'Iva dichiarata e quella versata e contrastare i fenomeni fraudolenti riconducibili a crescenti flussi di prodotti energetici di provenienza estera, illecitamente immessi in consumo in Italia senza assolvere l'Iva;

   a più di un mese dall'insediamento del Governo, dopo otto riunioni del Consiglio dei ministri, il primo provvedimento in materia economico-finanziaria approvato dal Governo è un decreto-legge di poche disposizioni per rinviare al 1° gennaio 2019 l'entrata in vigore di tale obbligo;

   il secondo provvedimento, cosiddetto «decreto dignità», conterrebbe, a quanto si apprende, ulteriori allentamenti in materia di controlli: per il redditometro si configura la sospensione immediata degli accertamenti da effettuare sugli anni d'imposta 2016 e seguenti e, inoltre, verrebbe ridotto l'àmbito di applicazione dello split payment;

   anche dall'impostazione contenuta nel «contratto per il Governo» (il «carcere vero» ma solo per i grandi evasori a fronte di una «pace fiscale» che si annuncia come un vero e proprio condono) e dalle dichiarazioni pubbliche dei vicepresidenti del Consiglio dei ministri in materia di abolizione degli strumenti antievasione traspare con chiarezza la volontà di allentare la politica di recupero dell'evasione fiscale –:

   come intenda il Governo assicurare efficacia all'azione di contrasto dell'evasione, indebolita a giudizio degli interroganti dalle iniziative normative di cui in premessa, garantendo il recupero di gettito atteso a legislazione vigente sulla base degli strumenti di contrasto all'evasione fiscale già predisposti dal precedente Governo.
(5-00092)