• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01973 DE BERTOLDI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che: la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019), al comma 1030 e seguenti dell'articolo 1, prevede misure...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01973 presentata da ANDREA DE BERTOLDI
giovedì 18 luglio 2019, seduta n.135

DE BERTOLDI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che:

la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019), al comma 1030 e seguenti dell'articolo 1, prevede misure compensative per il rilascio delle frequenze, attualmente esercitate in luogo delle prossime gare per l'assegnazione di nuovi diritti d'uso, nei confronti degli operatori di rete sia in ambito nazionale, che locale;

tali interventi sono dettati dalla considerazione che attualmente, per le televisioni locali, in particolare del Trentino Alto-Adige sono previste 10 frequenze, mentre con il nuovo PNAF (piano nazionale di assegnazione delle frequenze) approvato con delibera 39/19/CONS dall'Agcom in data 7 febbraio 2019, saranno invece programmate soltanto pari a 4, fra l'altro tutte di primo livello;

l'interrogante evidenzia che lo stanziamento di contributi per il passaggio della tecnologia prevista, la cui metodologia utilizzata per i criteri di riparto risulta poco chiara (con riferimento al passato i metodi di riparto sono sempre stati sulla base della popolazione dei bacini di riferimento delle regioni);

l'interrogante evidenzia altresì che a giudizio degli operatori del settore televisivo della provincia di Trento la definizione dei criteri di assegnazione delle frequenze appare altrettanto ambigua e confusa, in considerazione del rischio di potenziali discriminazioni nei confronti di numerose emittenti, le quali spesso operano in zone territoriali oggettivamente complesse all'interno della regione;

è noto che l'investimento per l'infrastruttura televisiva (così come quella radiofonica) in zone montane sia maggiormente oneroso rispetto alle zone di pianura, come dimostrato da quanto riporta l'allegato A alla delibera n. 413/15/CONS dell'Agcom; conseguentemente si evince chiaramente anche quali siano le differenze fra le diverse regioni italiane per la capacità trasmissiva in DVB-T, che saranno le medesime anche per il DVB-T2; così come si evidenzia, come nelle regioni montane, parzialmente montane o con difficoltà orografiche i costi economici siano molto superiori a quelli delle regioni di pianura, come nelle province di Trento e di Bolzano, nelle Marche e in Valle d'Aosta;

a giudizio dell'interrogante pertanto risulta necessario vincolare il riparto dei contributi per l'ammodernamento tecnologico e per il rilascio delle frequenze ad un parametro in grado di considerare le difficoltà orografiche e della popolazione, al fine di evitare che numerose emittenti locali, di piccola e media dimensione, possano essere penalizzate economicamente;

senza una revisione dei criteri di riparto si avrebbero, secondo l'interrogante, scenari come ad esempio in Puglia, in cui le minori difficoltà orografiche ma un fattore di ripartizione su base della popolazione determinano erogazioni di contributi per importi pressoché pari se non superiori all'investimento da effettuare, mentre in un territorio come quello del Trentino si avrebbero delle erogazioni corrispondenti a circa il 30-40 per cento dell'investimento richiesto, a danno delle popolazioni montane,

si chiede di sapere quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere al riguardo e se non ritenga di attivarsi al fine di rivedere i criteri di riparto per i contributi previsti in favore delle emittenti televisive.

(4-01973)