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Atto a cui si riferisce:
C.5/02544 (5-02544)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 18 luglio 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)
5-02544

  L'istituzione con l'ultima legge di bilancio – grazie all'approvazione di un emendamento a prima firma dell'On. Formentini – del Fondo per la tutela delle minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi, è stato accolto positivamente anche dalle organizzazioni della società civile attive in questo ambito, come segno dell'attenzione che l'Italia dedica al tema.
  L'intervento si pone, peraltro, in continuità con numerose altre iniziative della Cooperazione Italiana volte a portare aiuto e sostegno alle minoranze religiose, cristiane e non, che in diverse parti del mondo vedono minacciata la loro esistenza. Nel corso di un'audizione alla Commissione Affari Esteri della Camera del novembre scorso, infatti, lo stesso Direttore della fondazione «Aiuto alla Chiesa che Soffre» (ACS), Alessandro Monteduro, ricordava l'impegno della Cooperazione Italiana per la protezione della libertà religiosa, con particolare riguardo all'Iraq.
  A tal proposito si ricorda che, in Iraq, dal 2016 ad oggi, abbiamo stanziato 3,5 milioni di euro per iniziative volte a promuovere il dialogo e la riconciliazione fra le diverse componenti della società: arabi, curdi, yazidi, turkmeni, e, naturalmente, anche cristiani. Questi progetti, attuati di concerto con l'OIM, sono stati concepiti per favorire la ricostituzione del tessuto sociale multietnico e multireligioso delle aree liberate dal controllo dello Stato Islamico, e mirano a favorire il ritorno degli sfollati attraverso il ripristino dei servizi essenziali (quali scuole ed elettricità) e la creazione di opportunità economiche.
  Per quanto attiene alla specifica richiesta di chiarimenti dell'Onorevole Lupi su come si intenda operare affinché le iniziative finanziate con il Fondo vadano a sostegno delle popolazioni appartenenti alle minoranze cristiane, si forniscono di seguito alcuni aggiornamenti.
  Lo scorso 10 luglio il Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo, presieduto dalla Vice Ministra Del Re, ha approvato il bando da 4 milioni di euro che consentirà di individuare i progetti da finanziare con le risorse del Fondo per il 2019 e per il 2020.
  L'individuazione delle organizzazioni della società civile alle quali affidare la realizzazione di iniziative di cooperazione allo sviluppo con fondi pubblici viene sempre effettuata attraverso un bando pubblico dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), al quale possono partecipare le organizzazioni iscritte nell'apposito Elenco.
  Il bando, che verrà pubblicato a breve, offre alle organizzazioni della società civile interessate a proporre dei progetti la possibilità di sostenere le minoranze cristiane con una molteplicità di forme di assistenza quali quella sanitaria, quella legale per la tutela dei propri diritti, la ristrutturazione o il riallestimento di scuole, di luoghi di aggregazione o di altri immobili, servizi educativi o di formazione, sussidi per borse di studio.
  Le richieste di finanziamento si potranno riferire a progetti dal valore massimo di 250.000 euro, se annuali, e 500.000 euro, se biennali, che potranno essere interamente finanziati dal Fondo. Essi saranno oggetto di una valutazione preliminare amministrativa e di un esame circa le condizioni politiche e di sicurezza da parte delle Rappresentanze diplomatiche italiane in loco. Verranno poi valutati nel merito da un'apposita Commissione costituita in seno all'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, in base a criteri quali la pertinenza dell'intervento nel contesto scelto, l'impatto stimato del progetto sulla popolazione cristiana che ne beneficerà, e la capacità dell'iniziativa di portare alle comunità benefìci che sedimentino nel tempo, anche al di là del termine del finanziamento e delle attività.
  Il bando in via di pubblicazione costituisce una ulteriore prova dell'impegno dell'Italia, sul piano nazionale e internazionale, nel progetto di costruire un mondo in cui i diritti dell'uomo siano universalmente rispettati, che sia fondato sulla convivenza pacifica, sulla comprensione interculturale e la tolleranza, nel quale le diversità culturali e religiose siano riconosciute come fattore di sviluppo e di arricchimento delle differenti società.