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Atto a cui si riferisce:
C.1/00226    premesso che:     le moderne periferie urbane sono definibili come una condizione trasversale che riguarda l'espansione fisica delle città, particolarmente pronunciata...



Atto Camera

Mozione 1-00226presentato daMOLINARI Riccardotesto diMartedì 16 luglio 2019, seduta n. 209

   La Camera,

   premesso che:

    le moderne periferie urbane sono definibili come una condizione trasversale che riguarda l'espansione fisica delle città, particolarmente pronunciata negli ultimi due decenni, e che comprende tutte quelle zone più densamente popolate, dove sono riscontrabili fenomeni di degrado, di marginalità, di disagio sociale, di insicurezza e di povertà;

    ogni iniziativa avente l'obiettivo di elevare le condizioni delle periferie deve includere tipologie di azioni diverse attinenti alla riqualificazione territoriale, alle politiche abitative, alle politiche sociali e per la sicurezza;

    una delle strategie di fondo delle politiche urbane è la rigenerazione urbana, ovvero l'insieme di programmi articolati che favoriscano interventi in aree già esistenti al fine di rendere vivibile e sostenibile lo spazio urbano, di rispondere alla domanda abitativa e di servizi, di incrementare l'occupazione e migliorare la struttura produttiva metropolitana, nonché di accrescere la percezione di fiducia e sicurezza della popolazione che risiede nelle medesime aree periferiche;

    a tale riguardo, con particolare riferimento al verde pubblico urbano, la restituzione di parchi e aree verdi alle periferie che presentano una elevata densità edilizia, consente di ridurre fenomeni di inquinamento e congestione, migliorando la qualità sociale e ambientale del contesto urbano;

    in Europa, le linee di azione in corso nelle principali città metropolitane si sviluppano su indirizzi comuni che fanno riferimento alle strategie di Agenda urbana europea 2030, attraverso programmi e finanziamenti nazionali ed europei all'interno dei quali è possibile distinguere l'ormai strettissima relazione tra politiche urbane in senso generale e politiche per la riqualificazione delle periferie;

    in Italia, dove gli squilibri territoriali tra diverse aree del Paese e tra diverse aree urbane del Nord, del Centro e del Sud sono caratterizzanti e si sommano a vecchie e nuove contraddizioni dello sviluppo urbano, è ancora più evidente la necessità di porre in essere strategie trasversali che coinvolgano i diversi livelli di governo;

    la legge di stabilità per il 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), all'articolo 1, comma 431, ha istituito il piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate;

    il piano promuove progetti di riqualificazione costituiti da un insieme coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale;

    le risorse originariamente disponibili per il finanziamento dei progetti selezionati ammontanti a 200 milioni di euro e allocate nel «Fondo per l'attuazione del piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate» presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, sono state prima ridotte e poi nuovamente integrate con successivi provvedimenti (delibera Cipe n. 73 del 7 agosto 2017 e decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 dicembre 2017), nonché in attuazione della legge di bilancio per il 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205);

    a seguito di procedura di selezione indetta con apposito bando, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 giugno 2017, è stata approvata la graduatoria dei progetti ammessi, per un numero pari a 451, e sono stati inseriti nel piano, nell'ordine di punteggio decrescente e tenuto conto delle risorse disponibili, i progetti dal numero 1 al numero 46 della graduatoria;

    il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 giugno 2017 prevede lo scorrimento della graduatoria e la sua apertura per un periodo di tre anni dalla data di approvazione, pertanto, risulterebbero finanziabili, grazie alle ulteriori risorse assegnate, ulteriori progetti secondo l'ordine della graduatoria;

    il «Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia» è stato istituito con l'articolo 1, commi da 974 a 978, della legge di bilancio per il 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) e da ultimo oggetto di disciplina contenuta nella legge di bilancio per il 2019;

    il programma ha consentito alle città e ai comuni capoluogo di provincia di presentare progetti finalizzati:

     alla realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, rivolti all'accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana;

     al potenziamento delle prestazioni urbane anche con riferimento alla mobilità sostenibile;

     allo sviluppo di pratiche, come quelle del terzo settore e del servizio civile, per l'inclusione sociale e per la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, anche con riferimento all'adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati;

    nel programma sono stati inclusi 120 progetti, presentati da altrettanti enti e approvati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 dicembre 2016 a seguito della partecipazione di tali enti al bando di gara, per un finanziamento pari a 2.061,3 milioni di euro, di cui 501,9 milioni relativi ai primi 24 progetti della graduatoria e 1 miliardo e 559,4 milioni, necessari per la realizzazione degli altri 96 progetti;

    le risorse economiche per i primi 24 progetti erano state già stanziate nella legge di bilancio per il 2016, mentre le altre risorse finanziarie sono state stanziate con l'articolo 1, commi 140 e 141 della legge di bilancio per il 2017, per effetto dei quali sono intervenute 2 delibere del Cipe nel 2017, a valere sul fondo sviluppo e coesione della programmazione 2014-2020 e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 maggio 2017 a valere sul Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese;

    nel 2018 è intervenuto l'articolo 13 del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2017, n. 108, cosiddetto «Milleproroghe». Tale norma ha tra l'altro differito al 2020 l'efficacia delle convenzioni concluse con i 96 comuni. Successivamente, in Conferenza unificata, è stato sancito accordo il 18 ottobre 2018 a cui è stato dato seguito con l'approvazione della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019); quest'ultima, all'articolo 1, commi da 913 a 916, ha introdotto elementi di maggiore rigore nell'attuazione del programma, stabilendo che:

     le convenzioni dei 96 enti successivi ai primi 24, dopo il differimento al 2020 della efficacia in base al decreto-legge «milleproroghe», producono effetti nel corso dell'anno 2019 con riguardo al rimborso delle spese sostenute e certificate dagli enti beneficiari in base al cronoprogramma; è stato introdotto il requisito della necessaria rendicontazione delle spese sostenute per l'attribuzione del finanziamento;

     le risorse finanziarie derivanti dalle eventuali economie di gestione o comunque realizzate in fase di appalto, o in corso d'opera, nonché quelle costituite dagli eventuali ulteriori residui relativi ai finanziamenti assegnati per la realizzazione dei progetti inseriti nel Programma rimangono acquisite ai Fondi a tale scopo istituiti per essere destinate, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, al finanziamento di spese di investimento dei comuni e delle città metropolitane;

    la Presidenza del Consiglio dei ministri, nel corso di quest'anno, ha proceduto al conseguente adeguamento delle convenzioni dei 96 enti;

    il decreto-legge cosiddetto «sicurezza» n. 113 del 2018 ha disposto, al fine di contenere i diversi fenomeni di degrado urbano e di garantire maggiore sicurezza nelle aree urbane, attraverso la sottoscrizione di accordi tra prefetto ed organizzazioni maggiormente rappresentativi dei pubblici esercenti per prevenire illegalità o pericoli per l'ordine e la sicurezza pubblici, la creazione del fondo per la sicurezza urbana, con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2018 e di 5 milioni per ciascun anno 2019 e 2020, destinato a concorrere al finanziamento di iniziative urgenti da parte dei comuni in materia di sicurezza urbana, nonché l'aumento delle risorse per l'installazione di sistemi di videosorveglianza da parte dei comuni;

    una delle linee principali di azione contro il degrado sociale è senz'altro da rinvenirsi nel contrasto alle disuguaglianze nelle periferie che passa attraverso il ruolo che possono rivestire lo sport e la scuola, in modo da attivare un percorso virtuoso che «agganci» i giovani e ne riduca, fino ad impedirle, le deviazioni verso la criminalità e la violenza;

    «sport e periferie» è il fondo istituito nel 2015 dal Governo pro tempore che individua come finalità il potenziamento della pratica sportiva, attraverso il finanziamento: a) della ricognizione di impianti sportivi esistenti sul territorio nazionale; b) della realizzazione e della rigenerazione di impianti sportivi destinati all'attività agonistica nazionale e localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane; c) della diffusione di attrezzature sportive nelle stesse aree; d) del completamento e dell'adeguamento di impianti sportivi esistenti, destinati all'attività agonistica nazionale e internazionale;

    a ottobre 2018 la Presidenza del Consiglio dei ministri ha approvato il secondo piano pluriennale degli interventi, predisposto dal Coni sulla base di un'indagine condotta su tutto il territorio nazionale, per un valore complessivo di 100 milioni di euro con il quale saranno finanziati 452 interventi localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane;

    nel novembre 2018, ha inoltre pubblicato il bando per la selezione di interventi da finanziare nell'ambito di sport e periferie per un valore complessivo di euro 72.055.094 milioni, con il quale saranno finanziati 245 interventi;

    nel mese di aprile 2019, il Ministro per il sud ha stanziato 21 milioni di euro – a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, area tematica «Occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione» – per un «Piano straordinario asili nido», destinato alle 7 città metropolitane del Sud e finalizzato alla costruzione di nuovi asili; gli asili nido sono uno di quei casi che maggiormente evidenzia la distanza che separa il Sud dal Centro-Nord: nel Mezzogiorno solo la Sardegna si avvicina al traguardo fissato dall'Europa di garantire asili nido per almeno il 33 per cento dei bambini sotto i 3 anni, tutte le altre regioni sono ben lontane;

    la scuola è da intendersi quale polo di aggregazione per la comunità sociale che si estende nel quartiere di riferimento, al fine di puntare al ridimensionamento dei fenomeni di abbandono, rappresentando allo stesso tempo un luogo di utilità sociale al servizio della comunità, in grado di favorire l'integrazione dei gruppi più deboli e la promozione dell'economia sociale. Tale scopo può essere raggiunto, inoltre, attraverso l'importante contributo dei gruppi già attivi sul territorio, come enti pubblici, soggetti del terzo settore e privati,

impegna il Governo:

1) a promuovere ulteriormente la realizzazione di politiche integrate per la sicurezza urbana, i cosiddetti patti per la sicurezza, in cui tutti i soggetti istituzionali coinvolti (comuni, province, città metropolitane, regioni, anche a statuto speciale in conformità con gli statuti, e Stato) concorrono alla realizzazione di tale politica, ciascuno nell'ambito delle rispettive competenze e sulla base di specifici accordi regolati dalla legge;

2) a proseguire nell'attuazione del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, curando la verifica dell'attuazione del medesimo programma e assicurando, come da disposizioni di legge, la tempestiva riassegnazione delle risorse finanziarie derivanti dalle eventuali economie realizzate, per il finanziamento di spese di investimento dei comuni e delle città metropolitane;

3) a promuovere interventi finalizzati allo sviluppo del verde pubblico come parchi, giardini e aree boschive, garantendo la loro manutenzione, contestualmente monitorando l'applicazione delle disposizioni della legge 29 gennaio 1992, n. 113, della legge 14 gennaio 2013, n. 10, nonché di tutte le vigenti disposizioni di legge con finalità di incremento del verde pubblico e privato;

4) a proseguire nell'attuazione del piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate.
(1-00226) «Molinari, D'Uva».