• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01943 LANNUTTI, LEONE, FENU, PELLEGRINI Marco, ABATE, PRESUTTO, GARRUTI, ACCOTO, GIARRUSSO, PUGLIA, GIROTTO, FERRARA, MARINELLO, DI MARZIO, MININNO, DONNO, DRAGO, ORTIS, PESCO, MOLLAME, CRUCIOLI,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01943 presentata da ELIO LANNUTTI
giovedì 11 luglio 2019, seduta n.132

LANNUTTI, LEONE, FENU, PELLEGRINI Marco, ABATE, PRESUTTO, GARRUTI, ACCOTO, GIARRUSSO, PUGLIA, GIROTTO, FERRARA, MARINELLO, DI MARZIO, MININNO, DONNO, DRAGO, ORTIS, PESCO, MOLLAME, CRUCIOLI, PIRRO, BOTTO, EVANGELISTA, LOMUTI, TRENTACOSTE, NATURALE, AGOSTINELLI, LANZI, SILERI, ROMAGNOLI, MAUTONE, VONO, CASTIELLO, GALLICCHIO, DI PIAZZA, PARAGONE, MAIORINO, AUDDINO, DI MICCO, ANGRISANI, MATRISCIANO, GUIDOLIN, CAMPAGNA, GIANNUZZI, LICHERI, CASTALDI, PACIFICO, NOCERINO, COLTORTI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia. - Premesso che:

su "il Fatto Quotidiano" del 10 luglio 2019 è apparso un articolo, a firma di Gaia Scacciavillani, dal titolo "Corriere: espulso dall'Ordine, Fubini salda (dopo 14 anni)", in cui si dà notizia che il vicedirettore del "Corriere della Sera", Federico Fubini, ha lavorato con un contratto giornalistico per quasi 14 anni senza però essere iscritto all'ordine dei giornalisti. L'articolo informa che Fubini era stato multato per morosità nel 2005 e di conseguenza cancellato dall'ordine dei giornalisti a novembre 2005;

Fubini, teorico del rigoroso rispetto delle regole ferree imposte dall'Unione europea ai Paesi membri, membro del board europeo di "Open Society", la fondazione di George Soros, speculatore sulla lira, che nel 1992 costrinse il Governo pro tempore Amato ad una manovra lacrime e sangue di 100.000 miliardi di vecchie lire a danno degli italiani, con l'incarico di tenere i legami con le istituzioni politiche italiane, produsse un clamoroso outing il 3 maggio 2019, secondo quanto riportato da molti articoli di stampa;

"Faccio una confessione, c'è un articolo che non ho voluto scrivere. Guardando i dati della mortalità infantile in Grecia mi sono accorto che facendo tutti i calcoli con la crisi sono morti 700 bambini in più di quanti ne sarebbero morti se la mortalità fosse rimasta quella di prima della crisi. La crisi e il modo in cui è stata gestita ha avuto questo effetto drammatico e ci sono altri dati che confortano questa mia conclusione, come i bambini nati sottopeso". Così Federico Fubini, ha raccontato di aver scelto di "censurare" la notizia dell'impatto di crisi e misure imposte dalla Troika sulle morti infantili. "Adesso nel libro lo scrivo e lo racconto in dettaglio", ha spiegato il giornalista, che fa parte del Gruppo di alto livello di 39 esperti per la lotta alle notizie false e alla disinformazione on line della Commissione europea;

considerato che a parere degli interroganti:

Fubini, il fustigatore degli altrui costumi e delle politiche di rigore contro l'Italia, uno dei quattro componenti italiani della task force contro le fake news istituita dalla Commissione Unione europea, pubblicò sul "Corriere della Sera" articoli inveritieri, contestati dallo storico corrispondente da Bruxelles, Ivo Caizzi, a partire dall'apertura di prima pagina del 1° novembre 2018: "Deficit, pronta la procedura Ue". Con addirittura, nel catenaccio, la data: "La decisione attesa il 21 novembre". Commenta Caizzi: "La procedura d'infrazione Ue contro l'Italia è, in quella data, inesistente, oltre che tecnicamente impossibile". Nei giorni seguenti, il giornale continua a pubblicare articoli dai toni drammatici sull'atteggiamento europeo contro l'Italia. Accanto a questi, sono pubblicate anche le cronache da Bruxelles dello stesso Caizzi, che racconta, invece di una trattativa in corso tra Governo italiano e Ue. Il 7 novembre, a pagina 10, Caizzi scrive che: "i 28 ministri finanziari dell'Ecofin confermano la trattativa e l'aspettativa di sviluppi positivi con l'Italia"; e che "i governi Ue spingono per favorire un compromesso sulla manovra di bilancio italiana". Accanto, a pagina 11, con grande rilievo, Fubini scrive il contrario: "Gli incontri dei ministri finanziari di questi giorni a Bruxelles hanno prodotto il risultato previsto e non ciò che, al contrario, non è mai neppure stato in discussione. Non c'è stato nessun passo verso un compromesso fra la Commissione europea e l'Italia, né alcun vero negoziato. Al contrario, dall'Eurogruppo e dall'Ecofin è emerso solamente il sostegno di 18 Paesi dell'area euro e di tutti gli altri esterni alla moneta unica per la posizione della Commissione contro il bilancio del Governo di Giuseppe Conte";

ai primi di gennaio Ivo Caizzi manda una lettera al suo giornale: "Chiedo al comitato di redazione di verificare e valutare il comportamento del direttore Luciano Fontana nella copertura della trattativa tra Unione europea e Italia sulla manovra di bilancio 2019";

Fubini, invece di esercitare la professione di giornalista scevra da militanza e pregiudizio (contro un Governo legittimamente eletto), come sancito dalla carta dei doveri e dalla deontologia professionale, con l'insopprimibile diritto dei giornalisti di garantire la libertà d'informazione e di critica con l'obbligo inderogabile di rispettare la verità sostanziale dei fatti, coi doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede salvaguardare la fiducia tra la stampa e i lettori, sembra abbia preso la guida dell'opposizione al Governo Conte, come "esperto di economia" capace di far pubblicare sul giornale, falsità ed errori marchiani, ripetutamente e platealmente smentito, col suo messaggio anti-Governo e facendo il tifo più evidente per il fallimento della trattativa con la Unione europea, fino ad anticipare una procedura infrazione, che poi è stata evitata con il dialogo del Governo con l'Unione europea;

considerato che:

per un giornalista l'iscrizione all'ordine dei giornalisti è obbligatoria per l'esercizio della professione, come stabilisce la legge n. 69 del 1963, che disciplina la professione giornalistica; peraltro nei confronti di un non iscritto, l'ordine dei giornalisti non può nemmeno eseguire un'azione disciplinare;

richiamato, il 9 luglio Fubini ha finalmente saldato il suo debito con l'ordine dei giornalisti, come riportato nell'articolo de "il Fatto quotidiano";

sulla vicenda è intervenuto anche Carlo Verna, presidente dell'ordine dei giornalisti, il quale ha dichiarato sapere che "non è assolutamente possibile che un non iscritto all'albo abbia un rapporto di lavoro in base al contratto giornalistico". E che, prosegue Verna, "sarà l'autorità giudiziaria a dover stabilire se c'è stata o meno una violazione dell'obbligo di iscrizione all'Ordine e, quindi, l'esercizio abusivo della professione", annunciando che: "l'unica cosa che possiamo fare è segnalare la cosa alla Procura",

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente della vicenda e se non ritengano di dover intervenire con gli eventuali provvedimenti di competenza per la plateale violazione del Contratto nazionale dei giornalisti, che impedisce a una testata di assumere con contratto chi non è iscritto all'ordine dei giornalisti;

se non ritengano che i comportamenti di Fubini non siano in contrasto con la professione di giornalista scevra da militanza e pregiudizio contro un Governo legittimamente eletto, come sancito dalla carta dei doveri e dalla deontologia professionale, con l'insopprimibile diritto dei giornalisti di garantire la libertà d'informazione e di critica e l'obbligo inderogabile di rispettare la verità sostanziale dei fatti, con i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede per salvaguardare la fiducia tra la stampa e i lettori;

se il Governo non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, per garantire il bene prezioso di una informazione obiettiva, oggettiva e non manipolata, sempre più subalterna agli interessi economici e di ben individuate parti politiche.

(4-01943)