• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01698-A/015    considerato che:     secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il turismo enogastronomico è un segmento in forte ascesa e uno dei più dinamici all'interno del...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01698-A/015presentato daSPENA Mariatesto diMercoledì 10 luglio 2019, seduta n. 206

   La Camera,
   considerato che:
    secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il turismo enogastronomico è un segmento in forte ascesa e uno dei più dinamici all'interno del settore. Nella sola Europa sono circa 600 mila le vacanze all'insegna dell'enogastronomia e oltre 20 milioni i viaggi che includono attività enogastronomiche. L'interesse verso le esperienze enogastronomiche è in forte aumento e ben il 92 per cento dei turisti ha preso parte ad attività legate al food e al beverage negli ultimi anni; per il 21 per cento di essi, le attività enogastronomiche hanno rappresentato il principale motivo di viaggio, mentre il 69 per cento dichiara che le proposte enogastronomiche di una destinazione siano state da stimolo alla visita;
    ascoltato in audizione il Capo del dipartimento turismo del MIPAFT ha riferito che, dalle stime elaborate nell'ambito del «Rapporto sul turismo italiano CNR-IRISS 2017», la spesa turistica totale in Italia è di circa 113 miliardi di euro, di cui il 16 per cento per Ristorazione (18,5 mld) e circa il 10 per cento per acquisto di prodotti agroalimentari. L'eno turismo, in Italia muove 14 milioni di persone e 2,5 miliardi di euro all'anno;
    il turista alla ricerca delle produzioni enogastronomiche locali tende a instaurare un intenso rapporto con l'ambiente e le persone che lo vivono, portando la dimensione esperienziale a livelli molto elevati e ampi. Proprio per questo forte bisogno di esperienze, si stanno manifestando molteplici declinazioni del turismo enogastronomico. Grazie al decreto del MIPAFT n. 2779 del 12 marzo 2019, oggi sono considerate attività enoturistiche tutte le attività formative e informative rivolte alle produzioni del territorio e alla conoscenza del vino; le visite guidate ai vigneti dell'azienda, alle cantine, ma anche alle iniziative di carattere didattico, le attività di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti preparati dall'azienda stessa, manipolati o trasformati;
    una consistente quota delle entrate del turismo enogastronomico è costituita dalla vendita dei prodotti di cui il turista ha fatto esperienza. Se la vendita diretta non crea alcun problema, la vendita a distanza, la cui importanza è crescente in relazione al fatto che sempre più turisti scelgono l'aereo o il treno per raggiungere le destinazioni, presenta alcuni problemi;
    in particolare le cantine, le imprese vinicole, gli operatori delle Strade del vino hanno difficoltà a vendere a distanza a clienti privati, (in particolare europei) che le hanno visitate. Per inviare vino da un paese all'altro, sia ad un rivenditore che ad un consumatore finale, è infatti necessario avviare una pratica doganale e dotarsi di un domicilio fiscale nel paese di destinazione con il quale assolvere al pagamento delle accise. Una procedura che non solo rende economicamente sconveniente, se non proprio impossibile, un e-commerce su scala europea, ma complica la vita a tutti i vignaioli che, dopo una visita in cantina da parte di turisti stranieri, devono spesso rinunciare alle vendite che ne potrebbero derivare;
    l'Europa non è unita quando si tratta di spedire questi prodotti (il vino e gli alcolici in particolare) da un paese all'altro. Il Gruppo di contatto Accise della Commissione Europea ha analizzato il problema attraverso il gruppo di progetto Fiscalis. La proposta all'esame della Unione Europea, prevede che ogni produttore assolva in proprio e nel proprio paese d'origine le imposte sul valore aggiunto e le accise secondo le aliquote del paese di destinazione delle merci. La soluzione prospettata dalla Commissione prevede accordi europei sulle accise, piuttosto che accordi bilaterali tra Stati: si prospetta un iter complesso e lungo;
    nel Documento di economia e finanza approvato ad aprile 2019 dal Governo italiano, è stato ribadito il suo impegno per le nuove forme di turismo, prevedendo che «...nella programmazione finanziaria si partirà dalle linee di attività impostate dal Piano Strategico del Turismo 2017-2022 introducendo una prospettiva di integrazione con le politiche agricole (in prima istanza), per la definizione di un concetto più ampio e approfondito di Made in Italy... con particolare attenzione alle specificità territoriali, fondate sul binomio enogastronomia e turismo...»,

impegna il Governo

ai fini del miglioramento delle potenzialità di sviluppo economico del turismo gastronomico e dell'enoturismo, a prevedere, in sede di attuazione della delega e nei limiti, consentiti dalle esigenze di finanza pubblica, misure di semplificazione che favoriscano l'invio dei prodotti, delle imprese di settore a clienti finali residenti fuori del territorio nazionale, anche valutando l'opportunità di intervenire in sede di Unione europea, per la sollecita definizione degli ostacoli evidenziati in premessa.
9/1698-A/15. (Testo modificato nel corso della seduta)  Spena, Barelli, Fiorini, Polidori, Bendinelli, Carrara, Squeri, Della Frera, Porchietto.