• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01896 GALLONE, PAROLI, BERUTTI, BIASOTTI, PAPATHEU, MESSINA Alfredo, MALLEGNI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che: l'obiettivo principale...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01896 presentata da MARIA ALESSANDRA GALLONE
martedì 9 luglio 2019, seduta n.130

GALLONE, PAROLI, BERUTTI, BIASOTTI, PAPATHEU, MESSINA Alfredo, MALLEGNI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

l'obiettivo principale dell'istituto dell'end of waste, cioè la cessazione della qualifica di rifiuto, è quello di generare percorsi virtuosi di transizione verso l'economia circolare, la quale ha, tra i suoi obiettivi fondamentali, l'incentivazione alla sostituzione di materie prime vergini con materie provenienti da filiere di recupero. Nel contesto dell'economia circolare, esso deve trovare massima diffusione poiché rappresenta una misura concreta per realizzare, secondo i principi del diritto europeo, la "società del riciclo e recupero";

al fine di promuovere il riciclo dei rifiuti e l'uso efficiente delle risorse con la conseguente riduzione dell'uso delle discariche e dei termovalorizzatori, obiettivo che rientra tra le finalità delle direttive europee e delle leggi nazionali in materia di rifiuti, la determinazione dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto assume importanza centrale;

nel nostro Paese vi sono molti settori produttivi che beneficerebbero di un'efficace e puntuale normativa che regolamenti finalmente la "qualifica di fine rifiuto", ossia il momento in cui un rifiuto cessa di essere tale, e che consenta che un residuo di lavorazione sia gestibile come sottoprodotto;

la normativa attuale è poco chiara e lascia spazio a varie interpretazioni, e l'imprenditore corre quindi il rischio di essere accusato di traffico illecito di rifiuti; va infine ricordato che la raccolta differenziata nel tessile sarà obbligatoria nel 2024 (come da direttiva quadro sui rifiuti, approvata dal Parlamento europeo ed entrata in vigore nel 2018);

già in data 11 settembre 2018, è stato presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-00518 con il quale si poneva all'attenzione del Ministro in indirizzo la necessità di rendere chiarezza riguardo ai criteri specifici, da stabilire caso per caso. Nella risposta fornita all'interrogazione 3-00337 dal sottosegretario Gava il 13 dicembre 2018, presso la 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato, la stessa faceva presente che si stava lavorando alla predisposizione di un intervento normativo per disciplinare le modalità attraverso cui istituire meccanismi per la cessazione della qualifica di rifiuto "caso per caso";

l'articolo 1, comma 19, del decreto-legge n. 32 del 2019, recante "Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, ha novellato il comma 3 dell'articolo 184-ter del codice dell'ambiente di cui al decreto legislativo n. 152 del 2016, prevedendo una disciplina transitoria dei criteri per la cessazione di rifiuto (end of waste), in attesa di quelli definitivi, con la conseguenza di peggiorare il quadro normativo e vincolare le Regioni ad adeguarsi ad una norma ormai obsoleta come quella del decreto ministeriale 5 febbraio 1998 (cosiddetto decreto Ronchi) ormai superato da nuove discipline in sede europea e soprattutto da un progresso tecnologico che ha radicalmente cambiato il sistema dello smaltimento dei rifiuti;

in questo quadro le Regioni non solo non potranno rilasciare nuove autorizzazioni, ma, nella maggior parte dei casi, saranno costrette a revocare quelle già in essere con ricadute negative in termini economici e di inquinamento;

la modifica sta destando forte preoccupazione tra gli imprenditori che paventano il rischio della graduale chiusura degli impianti, con conseguente perdita di posti di lavoro e interruzione di processi di riciclo con aumento di conferimento in discarica o inceneritori di rifiuti oggi riciclati, oltre al blocco di molti nuovi investimenti;

il Ministro ha recentemente emanato il decreto ministeriale 15 maggio 2019, n. 62, il primo decreto "end of waste" per riciclare i pannolini. Un passo sicuramente importante per lo sviluppo dell'economia circolare, ma sicuramente non sufficiente per ridare slancio ad un settore che abbraccia molteplici ambiti come ad esempio quello dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) o quello del recupero degli pneumatici dei mezzi di trasporto che, invece di essere conferiti in discarica, potrebbero essere riutilizzati per migliorare la qualità dell'asfalto e dei manti stradali,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di prevedere iniziative normative urgenti finalizzate a definire i criteri per l'applicazione uniforme a livello nazionale ed europeo dei processi di cessazione della qualifica di rifiuto, per favorire realmente lo sviluppo dell'economia circolare, garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e della salute umana e ad agevolare l'utilizzo accorto e razionale delle risorse naturali.

(4-01896)