• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00857 (3-00857)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00857presentato daSQUERI Lucatesto diMartedì 9 luglio 2019, seduta n. 205

   SQUERI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   la «questione rifiuti» è ciclicamente al centro del dibattito politico da anni a riprova del fatto che non si tratta di una emergenza bensì di un problema strutturale del nostro Paese destinato ad aggravarsi ulteriormente in ragione del progressivo aumento dei rifiuti prodotti, dovuto alla crescita demografica prevista anche dal piano nazionale integrato per l'energia e il clima (Pniec): +2,5 milioni di abitanti al 2030;

   il 2018 verrà ricordato come l'anno con il maggior numero di roghi di depositi di rifiuti con tutto ciò che ne è conseguito in termini di emissioni inquinanti, pericolo per la sicurezza e la salute pubblica, nonché in termini di danni e disagi per i cittadini e le amministrazioni locali coinvolte;

   di fronte a questo impietoso dato, la nobile volontà espressa dal Governo di giungere, nell'ottica di un'economia circolare, al riciclo totale dei rifiuti prodotti, appare lontana dalla comprensione della reale situazione nel Paese e non dà una risposta immediata all'emergenza strutturale;

   non tutti i rifiuti possono essere riciclati attraverso una raccolta differenziata e continua a essere inadeguato il numero di impianti di smaltimento che, si ricorda, sono costituiti solamente da inceneritori/termovalorizzatori e discariche. Ad oggi, tertium non datur;

   la questione dei rifiuti ha importanti implicazioni in termini ambientali ed energetici: ipotizzare, come avviene nel Pniec, la riduzione di produzione di energia da biomasse e biogas ottenuti da sottoprodotti – attesi in aumento – significa perdere quella massa di rifiuti, non recuperabili, che potrebbe essere valorizzata termicamente con un bilancio emissivo non solo neutro ma, addirittura, positivo (ne è un esempio il termovalorizzatore di Vienna, costruito nel centro della città, nonché, ne sono esempi, le numerose caldaie a biomassa austriache e tedesche);

   la realizzazione di mini termovalorizzatori nelle aree urbane potrebbe avvenire in soli 3 anni attraverso una procedura d'urgenza, semplificata, che determinerebbe, oltre ad una riduzione dei tempi di realizzazione degli impianti, anche tempi di rientro più rapidi per gli investimenti;

   la politica del Pniec, con la previsione del riscaldamento con pompe di calore elettriche contestualmente alla riduzione della produzione di energia da biomassa e biogas e alla esclusione della termovalorizzazione dei rifiuti non recuperabili, è una pianificazione che comporta, di fatto, una maggiore dipendenza dalle fonti fossili, roghi incontrollati e, in ultima analisi, aggrava ulteriormente quell'emergenza strutturale sui rifiuti che si vive sistematicamente da anni, oltre a un aumento dei costi incrementali su ognuna di queste direttrici –:

   se il Governo non ritenga opportuno riconsiderare le attese produttive di energia termica in linea con le richieste della Commissione europea;

   quali iniziative il Governo intenda adottare, da subito, per porre fine a una situazione emergenziale strutturale che restituisce un'immagine impietosa del Paese nel contesto, ben diverso, europeo, dove la risposta alle discariche è la valorizzazione delle biomasse e del biogas e la riqualificazione della parte biologica dei rifiuti.
(3-00857)