• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00965 MONTEVECCHI, DE LUCIA, CORRADO - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Premesso che: si apprende da diversi articoli di stampa, tra cui quello pubblicato il 20 giugno 2019...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00965 presentata da MICHELA MONTEVECCHI
martedì 2 luglio 2019, seduta n.128

MONTEVECCHI, DE LUCIA, CORRADO - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Premesso che:

si apprende da diversi articoli di stampa, tra cui quello pubblicato il 20 giugno 2019 su "corrierefiorentino" dal titolo "L'Archivio di Stato è al collasso. Prof e ricercatori scrivono a Roma", che attualmente l'archivio di Stato di Firenze si troverebbe in una situazione di grave carenza di personale tale da limitarne notevolmente la fruizione;

in particolare secondo quanto riportato nell'articolo, a causa della carenza di personale, la direttrice avrebbe adottato delle misure drastiche che vanno dalla riduzione del numero dei libri dati in consultazione a una riduzione dell'orario di apertura della sala studio, che si è tradotta nel blocco della distribuzione dei testi nei giorni di martedì e giovedì, causando un considerevole allungamento dei tempi di attesa;

considerato che:

come noto l'archivio di Stato fu fondato nel 1852 con un decreto del granduca Leopoldo II di Toscana col nome di Direzione centrale degli archivi di Stato e raccolse inizialmente solo alcuni grandi archivi, fra cui l'archivio diplomatico cittadino, l'archivio delle riformagioni, quello mediceo, delle regie rendite, del regio diritto, delle decime granducali, del monte comune, del demanio, delle corporazioni religiose soppresse;

con l'unità d'Italia si stabilì che nell'archivio di Stato confluissero tutti i documenti che non fossero più di uso corrente, il che comportò un vero e proprio versamento di raccolte d'archivio dagli uffici amministrativi all'archivio;

il patrimonio conservato dall'archivio di Stato di Firenze, come riportato sul sito ufficiale, conserva più di 600 fondi, per un totale di oltre 75 chilometri lineari di documenti, dall'VIII secolo ai nostri giorni, delle più diverse tipologie: carteggi, diplomi, codici miniati, statuti, disegni, carte nautiche e geografiche, che recano iscritta la memoria storia delle vicende politiche, sociali, culturali e artistiche di Firenze e della Toscana e che fanno dell'archivio di Stato di Firenze un punto di riferimento per ricercatori di tutto il mondo;

l'archivio di Stato di Firenze, inoltre, secondo quanto previsto dal codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004) e nell'ambito delle linee di indirizzo indicate dal Ministero per i beni e le attività culturali esercita le attività relative alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archivistico che esso conserva;

peraltro la sala di studio dell'archivio fiorentino con le sue circa 17.000 presenze annue è la più frequentata d'Italia;

valutato che la situazione descritta sembrerebbe causare notevoli problemi ai fruitori dell'archivio, in particolare docenti e ricercatori universitari, anche stranieri, che si recano lì per consultare documenti altrimenti introvabili,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga opportuno verificare la situazione e, nel caso, adottare le iniziative necessarie, anche nell'ambito di eventuali nuovi piani assunzionali, al fine di consentire la fruizione e la cura che l'archivio di Firenze merita.

(3-00965)