• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/00970 RONZULLI, TOFFANIN, GALLONE, RIZZOTTI, BINETTI, STABILE, CONZATTI - Ai Ministri della giustizia, dell'interno, per la famiglia e le disabilità e del lavoro e delle politiche sociali. -...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00970 presentata da LICIA RONZULLI
martedì 2 luglio 2019, seduta n.128

RONZULLI, TOFFANIN, GALLONE, RIZZOTTI, BINETTI, STABILE, CONZATTI - Ai Ministri della giustizia, dell'interno, per la famiglia e le disabilità e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

da autorevoli fonti di stampa si apprende come diciotto persone, tra cui il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una onlus di Torino siano stati raggiunti da misure cautelari;

al centro dell'inchiesta denominata "Angeli e Demoni" viene coinvolta la rete di servizi sociali della Val D'Enza, in provincia di Reggio Emilia, accusata di aver redatto false relazioni per allontanare i bambini dalle proprie famiglie e collocarli in affido presso amici e conoscenti;

gli indagati sono decine e tale illecita attività sembrerebbe celare un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro;

tra le contestazioni emergerebbero sconvolgenti e disumani abusi sui minori anche attraverso l'utilizzo, in sedute di psicoterapia, di impulsi elettrici per "alterare lo stato della memoria";

sebbene la legge 28 marzo 2001, n. 149, recante la disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori, consideri come residuale e limitato nel tempo il collocamento in case famiglia e vieti che si proceda all'allontanamento dei minori per ragioni legate all'indigenza familiare, troppo spesso bambini e adolescenti sono sottratti alle loro famiglie a fronte di situazioni di povertà e sono collocati per periodi estremamente lunghi in case famiglia;

nella normativa minorile vigono ancora disposizioni di dubbia costituzionalità e sicuramente obsolete, fra le quali l'articolo 403 del codice civile, che consente l'allontanamento d'urgenza del minore ad opera della pubblica autorità, senza prevedere puntuali requisiti e garanzie;

la disciplina del processo, non solo di quello minorile, non sembra assicurare le stesse garanzie del giusto processo sancito dall'articolo 111 della Costituzione, con particolare riguardo alla tutela dei diritti fondamentali delle persone e dei minori soprattutto;

il sistema di affido dei minori presenta evidenti criticità legate, da un lato, all'eccessivo monopolio decisionale attribuito ai servizi sociali e, dall'altro, alla sussistenza di rapporti di cointeressenza, nonostante le incompatibilità fissate nella circolare del Consiglio superiore della magistratura del 2018, di molti giudici onorari minorili con case famiglia, circostanza che influisce negativamente sulla loro imparzialità e compromette il benessere del minore;

analoghe criticità, in forma solo apparentemente minore, si pongono con riferimento anche ai procedimenti di competenza del Tribunale ordinario all'interno del quale, come nel processo minorile, vengono delegate ai servizi sociali indagini sul nucleo familiare, in cui il diritto di difesa (e sovente anche solo di parola) dei genitori non trova alcuno spazio;

ad oggi non è dato sapere con certezza quanti casi di affidamento di minori gli assistenti sociali trattano ogni anno nel nostro Paese, in particolare quanti figli vengono sottratti ai propri genitori e destinati ad altri soggetti;

si registra una preoccupante estrema variabilità nei costi delle comunità e dei collocamenti dei minori fuori famiglia a livello nazionale,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritengano opportuno effettuare un censimento al fine di verificare esattamente il numero dei casi di minori sottratti, anche solo provvisoriamente, alle proprie famiglie (ivi compreso il numero dei minori affidati all'Ente territorialmente competente ma collocati presso la famiglia d'origine);

se non intendano assumere iniziative volte a promuovere una maggiore attività di controllo e verifica dell'operato dei servizi socio territoriali, nonché delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale, per potenziare il sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell'affidamento familiare e, laddove siano emerse responsabilità e negligenze dei servizi sociali, applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori;

se non intendano sostenere iniziative legislative finalizzate a riformare la normativa sostanziale e processuale, in parte risalente agli anni '30 e '40 a tutela dei minori, nei procedimenti di separazione, divorzio, regolamentazione, limitazione e ablazione della responsabilità genitoriale, al fine di assicurare un più pieno rispetto dei diritti sanciti dall'articolo 111 della Costituzione;

se non intendano opportuno prevedere l'istituzione di un tariffario nazionale minimo, al fine di evitare ogni disparità a livello territoriale con riguardo ai costi per i mantenimenti dei minori presso case famiglia.

(3-00970)