• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03236 (4-03236)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03236presentato daBIGNAMI Galeazzotesto diMercoledì 3 luglio 2019, seduta n. 202

   BIGNAMI e FIORINI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   la recente inchiesta «Angeli e Demoni», i cui dettagli sono stati riportati a mezzo stampa, ha fatto emergere uno scenario raccapricciante sulla rete dei servizi sociali della Val d'Enza nel reggiano accusati, tra l'altro, di redigere false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito presso amici o conoscenti;

   le misure cautelari disposte sono state in tutto diciotto tra politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una onlus di Torino. Tra questi figura anche il sindaco di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia;

   secondo i dettagli inquietanti emersi dall'inchiesta, i minori sarebbero stati sottoposti ad ore di intensi «lavaggi del cervello» durante le sedute di psicoterapia, suggestionati con l'uso di impulsi elettrici spacciati ai piccoli come «macchinetta dei ricordi», un sistema che in realtà avrebbe «alterato lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari»;

   con tali metodiche, dunque, i minori sarebbero stati allontanati dalle loro famiglie naturali per essere affidati a comunità o a soggetti anche poco raccomandabili, persone con problematiche psichiche e con figli suicidi. Sarebbero inoltre almeno due i casi di stupro accertato presso le famiglie affidatarie e in comunità a seguito di tali allontanamenti;

   secondo gli inquirenti si tratterebbe di un business rodato, di centinaia di migliaia di euro e che si protraeva da anni nell'ambito di un sistema che si serviva di professionisti e politici;

   sempre secondo la ricostruzione dei militari sarebbero state prodotte relazioni mendaci, disegni dei bambini artefatti attraverso la mirata «aggiunta» di connotazioni sessuali, terapeuti travestiti da personaggi «cattivi» delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, falsi ricordi di abusi sessuali ingenerati con gli elettrodi;

   tra i reati contestati ci sono quelli di frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d'uso;

   quanto emerso disegna un quadro inquietante e sconcertante. Lo squarcio che si apre nella realtà dei servizi sociali emiliano-romagnoli è devastante e, se indubbiamente in tale frangente tutti confidano nel lavoro della magistratura, è altrettanto urgente che le istituzioni si attivino senza indugi per ripensare completamente e dalle fondamenta le politiche di tutela dei minori. Se il sistema in questione risultava «rodato», potrebbe essere necessario avviare verifiche urgenti anche in altre strutture della regione per accertarsi che la vicenda non sia il frutto di un sistema ben più consolidato –:

   quali iniziative di carattere normativo si intendano assumere per evitare, in futuro, il ripetersi di simili, inquietanti, vicende;

   se intendano assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a garantire sostegno, psicologico ed economico, alle famiglie ai ragazzi coinvolti nelle terribili vicende di cui in premessa;

   quali ulteriori iniziative si intendano assumere per monitorare l'intero sistema nazionale degli affidi e garantire controlli maggiormente stringenti nei confronti dalle famiglie affidatarie.
(4-03236)