• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01354/077 premesso che: in materia di sostegno in favore dei risparmiatori delle banche sottoposte a liquidazione ovvero a risoluzione, dopo aver determinato un ingiustificato...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1354/77 presentato da LUCIANO D'ALFONSO
giovedì 27 giugno 2019, seduta n. 127

Il Senato,
premesso che:
in materia di sostegno in favore dei risparmiatori delle banche sottoposte a liquidazione ovvero a risoluzione, dopo aver determinato un ingiustificato rallentamento nell'emanazione delle disposizioni attuative di norme già approvate nel corso della legislatura precedente, il Governo in carica sceglie di disporre in sede di legge di bilancio 2019 una modifica rilevante delle procedure, con il dichiarato obiettivo di velocizzarle, anche concedendo ristori automatici;
contrariamente alle finalità proclamate, la soluzione si traduce in una paradossale impasse: il Ministero dell'economia non può dare celere attuazione agli indennizzi a valere sul Fondo indennizzo risparmiatori (FIR, istituito dall'articolo 1, commi da 493 a 507 della legge n. 145 del 2018, a sostituzione di un fondo già vigente per le medesime finalità), in ragione del concreto rischio di commettere un danno erariale e di incompatibilità con la disciplina comunitaria, dal momento che l'erogazione non risulta più subordinata all'accertamento terzo di un danno ingiusto subito;
peraltro le stime di spesa a valere sul FIR contenute nel documento di economia e finanza 2019 - in termini netti circa 0,05 miliardi nel 2019, 0,3 miliardi nel 2020 e 0,4 miliardi nel 2021, rispetto a corrispondenti stanziamenti di bilancio di 0,525 miliardi annui per il triennio - sembrerebbero consentire l'erogazione di ristori anche superiori ai tetti fissati dalle nuove norme (30 per cento del costo di acquisto dell'azione, comunque entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro procapite), aprendo il varco ad una soluzione ragionevole che determini, finalmente, indennizzi certi ed equi in favore dei soli azionisti vittime di misselling, che dovrebbero poter far ricorso al giudice o all'arbitro per provare ad ottenere il rimborso integrale, su modello di quanto già disposto dai Governi precedenti in materia;
dopo mesi di promesse e di estenuante attesa, che ha contribuito ad erodere il grado di fiducia dei risparmiatori, il Governo interviene nuovamente, con l'articolo 36, comma 2, del decreto in esame, sulla disciplina operativa del FIR, prevedendo l'annunciata procedura di indennizzo forfettario per una categoria speciale di beneficiari, identificati sulla base della consistenza del patrimonio mobiliare e del reddito dichiarato, che sarebbero soddisfatti con priorità a valere sulla dotazione del FIR;
entro il già fissato limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, la misura dell'indennizzo per gli azionisti resta ancora commisurata al solo 30 per cento del costo di acquisto e non anche al «prezzo medio di carico» come modalità equivalente, che rappresenterebbe una più idonea quantificazione del danno subito, in ragione inoltre dell'impossibilità di ricorrere al giudice o all'arbitro per ampliare l'ammontare dell'indennizzo;
nonostante sia ormai decorso più di un anno dal primo termine fissato (dalla legge di bilancio 2018) per l'emanazione dei relativi decreti attuativi, i tempi appaiono comunque ancora lunghi per l'erogazione degli indennizzi;
l'11 giugno, quando ancora il presente decreto-legge è ancora all'esame delle commissioni in sede referente, viene pubblicato il primo dei decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, quello che individua le modalità di accesso alle prestazioni del FIR, anche in base a quanto previsto dal citato articolo 36;
il decreto ministeriale non può quindi tener conto delle modifiche emendative apportate all'articolo 36 e in particolare concernenti ampliamenti alla platea dei beneficiari in ragione di un più favorevole calcolo sia della consistenza del patrimonio mobiliare sia del reddito dichiarato; inoltre, un emendamento proposto dal Partito democratico dispone che nell'erogazione degli indennizzi sia data precedenza ai pagamenti di importo non superiore ai 50.000 euro;
resta ferma la necessità di nominare, con un ulteriore decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, i componenti - e determinati i relativi emolumenti - della Commissione tecnica competente per l'esame e l'ammissione delle domande di indennizzo, al fine di rendere operativo il FIR,
impegna il Governo:
con l'obiettivo di avviare celermente le procedure di ristoro, ad approvare con la massima tempestività - visto l'ingiustificato ritardo, anche dovuto a norme contenute nella legge di bilancio 2019 che si sono rivelate inapplicabili - le ulteriori disposizioni attuative relative alla Commissione tecnica competente per l'esame delle domande di accesso al FIR, assicurando altresì che si aggiornino le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato prima della conversione in legge del decreto in esame, e a chiarire che la misura dell'indennizzo sia commisurata anche al prezzo medio di carico, come modalità equivalente al prezzo di acquisto.
(numerazione resoconto Senato G36.102)
(9/1354/77)
D'Alfonso, Ferrazzi, Misiani, Boldrini, Sbrollini, D'Arienzo