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Atto a cui si riferisce:
C.1/00207    premesso che:     i minori in Italia vivono sempre più ambiti di violenza che esprimono sotto varie forme e con varie modalità, tutte forme di violenza che incidono...



Atto Camera

Mozione 1-00207presentato daROSTAN Michelatesto diMartedì 25 giugno 2019, seduta n. 196

   La Camera,

   premesso che:

    i minori in Italia vivono sempre più ambiti di violenza che esprimono sotto varie forme e con varie modalità, tutte forme di violenza che incidono pesantemente sullo sviluppo e sulla crescita dei minori dal punto di vista fisico, sociale e psicologico, che hanno oltretutto pesanti ricadute sulla loro vita futura;

    le cronache quasi quotidianamente registrano casi di violenze sui minori negli asili e nelle scuole, mentre appaiono più nascosti e insidiosi la violenza nelle mura domestiche o l'assistere da parte di minori a violenze nell'ambito della famiglia, che spesso portano a eventi più drammatici;

    sia nelle giornate dedicate ai diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che in tutti gli studi accreditati sono lanciati allarmi sul fenomeno dei maltrattamenti e degli abusi sui minori;

    i dati che sono stati resi noti in Italia sono inquietanti e fotografano una realtà complessa all'interno di un contesto che vede un aumento drammatico delle violenze denunciate;

    in Italia, ogni giorno più di 2 bambini sono vittime di violenza sessuale: si tratta di oltre 950 minori all'anno che hanno subìto questo orribile abuso; i dati delle violenze sessuali dicono che le vittime, per oltre l'80 per cento sono bambine e adolescenti con un aumento nel 2017 del 18 per cento rispetto al 2016;

    nel solo 2017, 5.788 minori sono stati infatti vittime di violenze, con un più 8 per cento rispetto al 2016 e un più 43 per cento rispetto a 10 anni fa, quando erano stati 4.061. Si parla di abusi e violenze che colpiscono, anche in questo caso, soprattutto bambine e ragazze che risultano essere il 60 per cento delle vittime;

    sono in forte crescita i minori vittime di reati legati alla pedopornografia, la cui produzione coinvolge in larghissima parte bambine e ragazze;

    il reato con maggior numero di vittime rimane il maltrattamento in famiglia che ha visto, solo nel 2017, colpire 1.723 bambini con un aumento del 6 per cento;

    è in crescita del 23 per cento il numero di vittime di abuso di mezzi di correzione o disciplina, ovvero di percosse fino al punto del ricovero in ospedale e a seguire la denuncia;

    in Italia, sono circa 427.000 i bambini e i ragazzi che avrebbero assistito a episodi di violenza tra le mura domestiche, ma non ci sono ricerche in materia; infatti, non si è in grado di stabilire per quanti minorenni ogni giorno la propria casa si trasforma da ambiente di protezione a luogo di violenze, fino alla violenza più grave, quella vera e propria, in cui a rischio è non solo la loro crescita ma in alcuni casi la sopravvivenza;

    gli omicidi di minori sono cresciuti del 5 per cento, 22 contro i 21 del 2016, è positivo il calo registrato del numero delle vittime di prostituzione minorile con un meno 35 per cento equivalente a 71 casi contro i 109 registrati nel 2017, che coinvolgono per oltre il 73 per cento femmine;

    appare con tutta evidenza che si deve urgentemente procedere verso una ridefinizione delle misure finalizzate alla protezione e alla prevenzione delle violenze e degli abusi sui minori, così come va affrontato e contrastato con maggiore efficacia il contesto di povertà e di abbandono scolastico che ancora risulta essere una piaga;

    le forme di violenza sui minori a volte sfuggono totalmente dalle rilevazioni statistiche e dalle misure; in particolare, si assiste ad un totale disinteresse nei confronti dei minori le cui famiglie sono oggetto di sfratto esecutivo; in tali casi il minore, oltre al rischio di abbandono scolastico, viene gettato forzosamente in un ambito di emarginazione e di esclusione sociale nel quale non si assiste ad alcun intervento di sostegno pubblico;

    così come ancora oggi si assiste alla assenza in molte regioni della figura del Garante dell'infanzia e in altre, per esempio in Sicilia, alle denunce del Garante regionale che afferma di non avere neanche un ufficio dove operare e di essere lasciato solo senza potere in alcun modo esercitare il proprio ruolo;

    in Italia in materia di prevenzione, cura e presa in carico del maltrattamento e dell'abuso sui minorenni in rapporto alla organizzazione dei servizi che devono svolgere tali attività e funzioni si riscontra una discontinuità, anche territoriale, che deve essere affrontata;

    non mancano di certo sia leggi adeguate che buone pratiche per la tutela e l'assistenza dei minorenni, anzi si rileva a volte un difetto nel garantire l'attuazione delle normative vigenti;

    è necessario assicurare ai minorenni oggetto di violenze o che assistono ad atti di violenza nell'ambito famigliare o nelle scuole o nei quartieri dove vivono l'assistenza terapeutica e il sostegno ad ampio raggio, fondamentale per curare le conseguenze sia psicologiche che patologiche delle violenze ai quali hanno assistito o sono stati soggetti;

    si assiste in Italia, a fronte di episodi di violenza sui minori sui quali la pubblica opinione pone sempre più attenzione, alla insufficiente presenza di un sistema adeguato di protezione e tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, strettamente collegata al tema della carenza di risorse necessarie a rendere effettive, uniformemente sull'intero territorio, le attività previste da provvedimenti legislativi;

    il codice penale non prevede una sezione appositamente dedicata in modo specifico alla tutela dei minori; infatti, le fattispecie di reato che li riguardano sono previste in più articoli spesso riferibili anche agli adulti in modo indifferenziato; appare quindi evidente che la protezione del minore vittima del reato, in sede penale, non è organica, quando la tutela del minore dovrebbe imporre una disciplina specifica e omogenea,

impegna il Governo:

1) a sostenere, per quanto di competenza, la nomina di Garanti per l'infanzia e l'adolescenza in tutte le regioni che abbiano la piena possibilità di svolgere le proprie funzioni con dotazione di personale, sedi, mezzi e strumenti adeguati e necessari per l'espletamento delle loro funzioni;

2) a promuovere ulteriori attività, programmi e finanziamenti finalizzati al contrasto della povertà in ambito famigliare urbano che spesso rappresentano il contesto di atti di violenza sui minori;

3) ad adottare iniziative per garantire, di concerto con le regioni e l'Anci, l'attivazione uniforme su tutto il territorio nazionale, adeguatamente finanziata, di una rete di servizi di prossimità all'infanzia, coinvolgendo le istituzioni scolastiche, i servizi sociali e sanitari e l'associazionismo, al fine di garantire la conoscenza immediata di situazioni di abuso e maltrattamento dei minori;

4) ad adottare iniziative per prevedere, di intesa con la Conferenza delle regioni e l'Anci, in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale servizi con équipe specializzate per il trattamento dei minori vittime di violenze o maltrattamenti, prevedendo altresì che tali servizi siano inseriti all'interno dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) da garantire a bambini ed adolescenti su tutto il territorio nazionale;

5) ad assumere iniziative d'intesa con la Conferenza delle regioni e con l'Anci, per l'attivazione di programmi di formazione permanente, anche con il coinvolgimento dei Garanti regionali per l'infanzia;

6) a valorizzazione le buone pratiche a livello territoriale attraverso il sito della Presidenza del Consiglio dei ministri, accessibile a tutti e aggiornato periodicamente;

7) a sviluppare, di concerto con i Garanti regionali dell'infanzia, una periodica, ampia e capillare azione informativa sui diritti dei minori e degli adolescenti che si riferisca a tutti gli ambiti di vita dei minori, a partire dagli ambiti famigliari e quelli scolastici, anche in riferimento agli strumenti giuridici e alla rete territoriale attivabile in caso di necessità a tutela dei minorenni vittime di violenza;

8) ad adottare iniziative per la modifica del codice penale al fine di introdurre i reati di maltrattamento contro i minorenni compresa la violenza assistita che si verifichi nei confronti di figure di attaccamento significative per il minorenne, elemento sostanzialmente già segnalato in pronunce della Corte di Cassazione;

9) ad adottare iniziative per riavviare in tempi brevi l'attività dell'Osservatorio nazionale per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, nonché l'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza e l'Osservatorio nazionale sulla famiglia.
(1-00207) «Rostan, Fornaro».