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Atto a cui si riferisce:
C.1/00208    premesso che:     la violenza sui minori è un tipo di violenza particolarmente esecrabile perché commessa a danno dei soggetti più deboli e indifesi – sia sotto il...



Atto Camera

Mozione 1-00208presentato daBELLUCCI Maria Teresatesto diMartedì 25 giugno 2019, seduta n. 196

   La Camera,

   premesso che:

    la violenza sui minori è un tipo di violenza particolarmente esecrabile perché commessa a danno dei soggetti più deboli e indifesi – sia sotto il profilo fisico che sotto quello psicologico – della nostra società;

    i dati dimostrano come la violenza sui minori sta drammaticamente in aumento e spesso, fattore ancora più inquietante, i responsabili di queste violenze sono i genitori;

    il dossier di Terre des hommes, edito in occasione della Giornata mondiale delle bambine celebrata lo scorso 11 ottobre, ha evidenziato come nel sessanta per cento dei casi siano loro le vittime di abusi e violenze, e come, complessivamente siano più di 1.700 ragazzini maltratti in famiglia;

    stando al dossier in Italia nel 2017 sono stati vittime di violenze, 5.788 minori con un aumento dell'8 per cento rispetto al 2016 e del 43 per cento rispetto a dieci anni fa, quando erano 4.061;

    il dossier ha certificato anche l'aumento delle violenze sessuali, le cui vittime, per l'84 per cento femmine, sono aumentate del 18 per cento rispetto al 2016; in forte crescita sono anche i minori vittime di reati legali alla pedopornografia, la cui produzione coinvolge per l'84 per cento bambine e ragazze;

    il reato con maggior numero di vittime, tuttavia, rimane il maltrattamento in famiglia: 1.723 bambini in un solo anno (+6 per cento);

    pochi giorni fa nella stessa giornata sono morte una bimba di otto mesi e una bimba di due anni, entrambe per mano dei propri genitori;

    in occasione della recente presentazione Montecitorio, alla presenza anche del Presidente della Repubblica, della relazione annuale dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, e stato stigmatizzato come a fronte di un deciso aumento dei fenomeni di violenza sui minori il sistema non riesce a garantire adeguati strumenti di protezione;

    la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176, ha trasformato bambini e ragazzi da oggetto di protezione quindi con un ruolo passivo, a soggetti titolati di diritto, legittimandoli, quindi, come soggetti attivi titolati di diritti e capaci di essere ascoltati;

    ciononostante, come evidenziato dalla relazione del Garante, sono ancora troppi i casi di bambini maltrattati e uccisi da chi li avrebbe dovuti proteggere, ed è dunque indispensabile approntare gli strumenti volti a intercettare prima le situazioni di fragilità, soprattutto nei contesti familiari;

    inoltre, il Garante ha messo in luce l'esigenza di una raccolta di dati costante e aggiornata sul fenomeno dei maltrattamenti e delle violenze, e la necessità che a fronte della frammentazione di competenze e di livelli territoriali di gestione sia adottata, invece, una strategia generale, che preveda anche attività di formazione di chi opera a contatto con l'infanzia per intercettare i segnali di violenza e segnalarli, nonché la garanzia di cure specialistiche, sostegno e protezione adeguati per i minori che abbiano subito violenze;

    nel gennaio del 2018 è stata approvata la legge n. 4 del 2018 sugli orfani dei crimini domestici, definiti quale «categoria dei figli minori o maggiorenni economicamente non autosufficienti che siano rimasti orfani di un genitore a seguito di un omicidio commesso dal coniuge di questi, anche legalmente separato o divorziato, o dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o dalla persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza»;

    la legge ha previsto alcuni benefici economici a valere sulle risorse del fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti nonché agli orfani per crimini domestici, demandando ad un regolamento ministeriale che avrebbe dovuto essere emanato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di «stabilire i criteri e le modalità per l'utilizzazione delle risorse»;

    tale regolamento non è ancora stato adottato,

impegna il Governo:

1) a promuovere campagne nazionali di informazione, prevenzione e sensibilizzazione in materia di violenza e abuso psicologo e fisico nei confronti di minori, anche con particolare riguardo ai contesti scolastici ed educativi, alle strutture socio-sanitarie e, altresì, presso i pediatri e i medici di base;

2) ad attuare le opportune iniziative per riavviare tempestivamente l'attività dell'Osservatorio nazionale per il contrasto della pedofilia e della pedopornografia minorile, dell'Osservatorio nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza e dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia;

3) a favorire la definizione di linee guida, in funzione della classificazione della violenza nel confronti di minori così da promuoverne la divulgazione attraverso tutti i mezzi di informazione e comunicazione, anche mediante le nuove tecnologie, al fine di accrescere la consapevolezza generale e sostenere l'azione di protezione ed intervento sociale;

4) a promuovere il potenziamento della rete territoriale dei servizi sociali, attraverso la dotazione di personale specializzato, di psicologi e assistenti sociali, mediante lo stanziamento di risorse economiche adeguate;

5) ad assumere iniziative per potenziare le attività e gli strumenti investigativi in dotazione alle forze dell'ordine al fine di garantire il contrasto dell'abuso e del maltrattamento a danno dei minori, con particolare riguardo alle condotte di adescamento tramite la rete internet ed i social network;

6) in relazione a questo segnalato in premessa, a favorire la piena attuazione della Convenzione di Istanbul, ratificata nel 2013 dalla legge n. 77, in merito alla prevenzione, alla protezione della vittima e alla certezza della pena, oltre che agli interventi di cura e riabilitazione della persona minore vittima di abuso e maltrattamento;

7) ad assumere iniziative per dare piena attuazione alle indicazioni contenute nella Convenzione di Lanzarote ratificata nei 2012 con la legge n. 172, con particolare riguardo alle strutture giudiziarie, socio-sanitarie ed amministrative;

8) ad adottare con urgenza il regolamento di attuazione della legge n. 4 del 2018 fine di consentire alle vittime l'effettivo accesso ai benefìci riconosciuti dalla normativa introdotta.
(1-00208) «Bellucci, Lollobrigida, Meloni, Deidda, Ferro, Acquaroli, Bucalo, Butti, Caiata, Caretta, Ciaburro, Cirielli, Luca De Carlo, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Fidanza, Foti, Frassinetti, Gemmato, Lucaselli, Mantovani, Maschio, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Rotelli, Silvestroni, Trancassini, Varchi, Zucconi».