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Atto a cui si riferisce:
C.4/01985 (4-01985)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Lunedì 24 giugno 2019
nell'allegato B della seduta n. 195
4-01985
presentata da
FOTI Tommaso

  Risposta. — Si riscontra l'atto di sindacato ispettivo in esame, con il quale l'interrogante ha chiesto notizie in merito all'opera in oggetto che a seguito di condizioni meteorologiche avverse ha subito il cedimento di alcune colonne lignee e risulta in una situazione di non fruibilità come da ordinanza del sindaco del comune di Lodi del 27 settembre 2018.
  Sulla base degli elementi acquisiti dai competenti uffici di questo Ministero, si rappresenta quanto segue.
  La Cattedrale vegetale è un intervento di Art in Nature progettato dall'artista lodigiano Giuliano Mauri (1938-2009), realizzata nel 2016 seguendo le volontà dell'autore di lasciare un segno del suo lavoro nella sua terra natale.
  La costruzione dell'opera si è resa possibile grazie all'Associazione Giuliano Mauri, al Comune di Lodi e al sostegno della Regione Lombardia, con il patrocinio de La Triennale di Milano, come progetto connesso con Expo 2015.
  L'opera è situata nella sponda sinistra del fiume Adda, in una porzione dell'area industriale «ex Sicc» ed è soggetta a tre vincoli paesaggistici ai sensi dell'articolo 142, lettere c) e f) del codice dei beni culturali che di seguito si evidenziano:

   area di rispetto corsi d'acqua tutelati – Roggia Mozzanica;

   area di rispetto corsi d'acqua tutelati – fiume Adda;

   parco regionale dell'Adda sud.

  Sin dal 2015, sono stati effettuati importanti interventi preliminari per rinforzare gli argini del fiume.
  L'opera è infatti complessa e di notevoli dimensioni: consta di 108 colonne di legno (diametro 1,20 metri) alte circa 18 metri, poste in maniera da formare cinque navate di una cattedrale.
  Ciascuna colonna ospita un albero, guidandone la crescita.
  L'opera occupa un'area di 1.618 metri quadrati.
  La Cattedrale vegetale di Lodi è la terza versione dell'opera.
  La prima idea risale agli anni ottanta e nel 1993 a Cottbus, nei pressi di Dresda, in Germania, l'artista ne costruisce una prima versione embrionale.
  Nel 2001, grazie al progetto Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento), il principale centro propulsivo di Art in Nature in Italia, Mauri costruisce il primo esempio compiuto dell'opera, che diventa lavoro centrale del progetto e immagine simbolo della valle.
  Un'ulteriore versione è nel Parco delle Orobie (Bergamo) ed è stata portata a termine dopo la morte dell'artista, nel 2010.
  La Cattedrale vegetale rappresenta l'opera più importante di Giuliano Mauri, tra i maggiori esponenti dell’Art in Nature italiana, tendenza artistica europea nata negli anni settanta come contraltare alla Land Art americana con lo scopo principale di intervenire in maniera minima sulla natura, con uno spiccato accento alla volontà di difesa nei confronti del paesaggio.
  In quest'ottica di rilettura dello spazio naturale, la critica e il sistema dell'arte hanno riconosciuto Mauri come figura fondamentale del rapporto tra vivere e natura: nel 1976 è invitato alla XXXVII Biennale di Venezia da Enrico Crispolti, nella mostra della sezione italiana, L'ambiente come sociale e nel 1992 alla XVIII Triennale di Milano (La Vita tra Cose e Natura: il progetto e la sfida ambientale).
  In merito a quanto richiesto nell'interrogazione non risultano pervenute ai competenti uffici di questo ministero informazioni tramite note o documenti ufficiali, né riguardo le vicende recenti dell'opera, né ai risultati della perizia tecnica.
  Tuttavia, si ritiene che l'opera rappresenti un importante intervento artistico su suolo italiano negli ultimi anni, il cui valore è riconosciuto, oltre che da un'ampia attenzione dell'opinione pubblica, anche della critica di settore.
  Per questo motivo, oltre che per rispettare la volontà dell'artista di lasciare al suo territorio di origine un segno della propria opera, si ritiene opportuno – previa autorizzazione paesaggistica – il ripristino dell'istallazione da parte del Comune di Lodi, seguendo in maniera attenta e scrupolosa le indicazioni date dall'autore nel progetto, dopo le eventuali verifiche tecniche e di sicurezza.
  Si ritiene altresì necessaria una continua attività di manutenzione anche in virtù alla natura organica dell'opera.
Il Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali: Gianluca Vacca.