• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01807-AR/0 ...    premesso che:     l'articolo 33-ter del provvedimento in esame dà attuazione all'accordo sottoscritto il 25 febbraio 2019, tra Stato e regione autonoma Friuli Venezia Giulia,...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01807-AR/045presentato daNOVELLI Robertotesto diVenerdì 21 giugno 2019, seduta n. 194

   La Camera,
   premesso che:
    l'articolo 33-ter del provvedimento in esame dà attuazione all'accordo sottoscritto il 25 febbraio 2019, tra Stato e regione autonoma Friuli Venezia Giulia, stabilendo che il contributo alla finanza pubblica da parte del sistema integrato degli enti territoriali della regione è pari a 686 milioni di euro per l'anno 2019, 726 milioni di euro per l'anno 2020 e 716 milioni di euro per l'anno 2021. Viceversa si riconosce alla regione un contributo per investimenti di 400 milioni, ripartiti in più anni. L'articolo inoltre modifica lo Statuto regionale nella parte relativa alle entrate proprie della Regione;
    appare ancora irrisolta la questione relativa al differenziale delle accise sui carburanti tra Italia, Slovenia e Austria che comporta un ampio differenziale tra i prezzi applicati a benzina e gasolio tra Friuli, regione di confine, e i due Stati europei. Secondo la direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici, direttiva 2003/96/CE del Consiglio, differenze sostanziali nei livelli nazionali delle accise possono ostacolare il corretto funzionamento del mercato interno e causare il cosiddetto «turismo del pieno»;
    i cittadini residenti nella regione autonoma Friuli Venezia Giulia possono per questo da diversi anni godere di un contributo regionale volto a ridurre il prezzo finale del carburante, in modo da ridurre il gap con i prezzi proposti in Slovenia e Austria. La misura della regione non è in alcun modo disposta con il fine di ridurre la parte di accise, ma solamente con quello di contribuire all'abbattimento del prezzo finale dei carburanti, in favore delle famiglie;
    in particolare, per la zona 1, destinata agli automobilisti che risiedono nei comuni svantaggiati o a contributo maggiorato ovvero montani o parzialmente montani, il contributo è di 21 centesimi per la benzina e di 14 per il gasolio. Nella zona 2, che raggruppa i comuni a contributo base, l'incentivo totale è di 14 centesimi per la benzina e di 9 centesimi per il gasolio;
    tale misura è stata contestata, già dal 2017, dalla Commissione europea, che a inizio febbraio 2019 ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia per la presunta violazione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici. Gli Stati membri hanno la facoltà di applicare aliquote di accisa nazionali differenziate ai medesimi prodotti solo quando la direttiva sulla tassazione dell'energia lo autorizza esplicitamente;
    l'interruzione dell'erogazione di tali contributi rappresenterebbe per il Friuli Venezia Giulia e per lo Stato italiano una perdita incalcolabile nelle vendite di carburante, favorendo un esodo ancora più massiccio rispetto a oggi per il rifornimento di carburanti presso i distributori di oltre confine;
    le disposizioni di legge adottate dal 2011 hanno generato sette rincari del costo dei carburanti e hanno innalzato del 29 per cento le accise sulla benzina e del 46 per cento sul gasolio. Ogni volta che i cittadini si recano in un'area di servizio, versano al fisco 0,728 euro ogni litro di benzina e 0,617 euro ogni litro di gasolio. Rispetto ai principali paesi Ue e a quelli confinanti, il pieno di gasolio costa agli italiani il 10,6 per cento in più rispetto dei francesi, il 17,4 per cento in più rispetto agli sloveni, il 17,5 per cento in più nei confronti dei tedeschi, il 24,2 per cento in più degli austriaci e il 24,3 per cento in più degli spagnoli (CGIA Mestre);
    tale sperequazione si riflette in maniera gravissima sulle entrate della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, alla quale spettano, ai sensi dell'articolo 49 dello Statuto i 2,975 decimi del gettito dell'accisa sulla benzina e i 3,034 decimi del gettito dell'accisa sul gasolio erogati nella Regione per uso di autotrazione; oltre ai 5,91 decimi del relativo gettito dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) afferente all'ambito territoriale;
    gli studi elaborati dalla Regione Friuli, sulla base dei consumi di benzina e gasolio, dimostrano che dal 2008 al 2018 la regione ha perso entrate pari a circa 254 milioni di euro, di cui 75,1 di IVA e 178,8 di accise, pari a circa 173 milioni di litri di carburante erogati in meno. In particolare nella provincia di Gorizia gli acquisti di benzina verde sono crollati dai circa 66 milioni di litri nel 2007 ai 23,7 del 2018,

impegna il Governo:

   ad assicurare, attraverso l'avvocatura dello Stato, il massimo sforzo per risolvere favorevolmente il ricorso a carico della regione autonoma Friuli Venezia Giulia per la presunta violazione della direttiva 2003/96/CE del Consiglio sulla tassazione dei prodotti energetici, in essere presso Corte di Giustizia UE;
   ad adottare in concorso con la Regione medesima, iniziative per rivedere le disposizioni sulle accise, il riparto delle stesse con la Regione e le modalità applicative di un nuovo contributo diretto ai cittadini per l'acquisto di carburante attraverso una tessera prepagata.
9/1807-AR/45. Novelli, Sandra Savino, Pettarin.