• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.7/00266 (7-00266) «Montaruli, Mantovani».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00266presentato daMONTARULI Augustatesto diVenerdì 21 giugno 2019, seduta n. 194

   La XIV Commissione,

   premesso che:

    la Corte dei conti europea, ai sensi dell'articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, ha depositato la relazione speciale su «La trasparenza dei finanziamenti dell'Unione europea la cui esecuzione è demandata alle Ong: è necessario compiere maggiori sforzi»;

    la citata disposizione, infatti, oltre a stabilire che «dopo la chiusura di ciascun esercizio, la Corte dei conti stende una relazione annua», riconosce alla Corte la facoltà di «presentare in ogni momento le sue osservazioni su problemi particolari sotto forma, tra l'altro, di relazioni speciali»;

    secondo i dati contenuti nella relazione «si stima che la Commissione esegua tramite Ong l'1,7 per cento del bilancio dell'Unione europea e il 6,8 per cento dei Fondi europei di sviluppo (FES). In molti settori d'intervento, quali ad esempio gli aiuti umanitari e gli aiuti allo sviluppo, l'ambiente, la ricerca e innovazione, le Ong aiutano la Commissione a ideare, attuare e monitorare i programmi dell'Unione europea. Si stima che nel periodo 2014-2017 la Commissione abbia impegnato 11,3 miliardi di euro affidandone l'esecuzione ad Ong»;

    in virtù del principio di trasparenza, che costituisce uno dei princìpi di bilancio stabiliti dal regolamento finanziario applicabile al bilancio dell'Unione europea la Commissione europea deve fornire informazioni circa i destinatari dei fondi dell'Unione europea, ivi comprese le Ong;

    al fine di verificare il rispetto del predetto principio la Corte dei conti europea ha valutato dapprima i criteri per l'identificazione, da parte della Commissione, di un'entità come Ong;

    essa ha poi verificato la destinazione dei finanziamenti dell'Unione europea la cui attuazione è demandata alle Ong e se la Commissione abbia reso disponibili queste informazioni in modo trasparente;

    all'esito di tale verifica la Corte dei conti europea ha in primo luogo osservato come l'identificazione da parte della Commissione di un'Ong non sia affidabile e come la Commissione effettui limitati controlli sulle entità che si autodichiarano Ong quando le registra nel proprio sistema contabile;

    anche in casi di sub contratti in cui le Ong diventano protagoniste di una gestione indiretta dei fondi dell'Unione europea la Corte dei conti europea ha registrato una carenza di trasparenza, denunciando un'applicazione alternata e una non omogenea interpretazione dei limiti di trasferimento di risorse a terzi da parte dei soggetti assegnatari;

    la Corte ha altresì verificato se la Commissione fosse a conoscenza di come venivano impiegati i fondi dell'Unione europea la cui esecuzione era stata demandata ad Ong, nonché se tali informazioni fossero state raccolte e verificate in modo appropriato;

    a tal fine, ha verificato se la Commissione disponesse di informazioni esaurienti su tutte le Ong finanziate, comprese informazioni sulle attività svolte e sui fondi ricevuti, e se fossero operanti sistemi adeguati per raccoglierle, nonché se dette informazioni permettessero alla Commissione di controllare le spese dichiarate;

    all'esito di tale verifica la Corte dei conti europea ha concluso che la Commissione non sempre raccoglie e controlla in modo adeguato la gestione diretta dei fondi dell'Unione europea da parte delle Ong;

    peraltro, la Corte ha rilevato che, sia in regime di gestione diretta che in regime di gestione indiretta, la Commissione disponeva di informazioni inesatte sui diversi attori che attuavano l'azione finanziata;

    in particolare, in relazione alle Ong internazionali, i sistemi della Commissione contenevano informazioni sulla struttura delle entità attuatrici che non corrispondevano alla realtà;

    la Corte ha concluso che la Commissione non è stata sufficientemente trasparente circa l'esecuzione dei fondi dell'Unione europea da parte dei Ong, e ha rilevato che nei casi di gestione indiretta dei fondi la carenza di trasparenza ha pure ostacolato il controllo sulla corretta gestione delle risorse destinate, dando luogo a eventuali casi di sovradichiarazione delle spese;

    la Corte dei conti europea ha, inoltre, concluso che le informazioni dei contratti conclusi con le Ong sono incomplete;

    dalla relazione dalla Corte dei conti europea emerge quindi preoccupante e non trasparente gestione delle risorse europee destinate alle Ong, dovuta ad una carenza di controlli da parte della stessa Commissione che si aggiunge all'assenza di qualsiasi obbligo da parte delle entità di rivelare tutti i soggetti finanziatori, le entità dei finanziamenti e le modalità di gestione,

impegna il Governo

ad attivarsi nelle opportune sedi, per quanto di competenza, affinché la Commissione europea rispetti rigorosamente i principi di trasparenza anche nell'assegnazione diretta e indiretta di fondi alle Ong e, in particolare, acquisisca tutte le informazioni sulle Ong finanziate ed indichi tutti i beneficiari incaricati dall'Unione europea unitamente all'importo concesso e alle modalità concrete di gestione.
(7-00266) «Montaruli, Mantovani».