• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00812 (3-00812)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00812presentato daSILVESTRONI Marcotesto diVenerdì 21 giugno 2019, seduta n. 194

   SILVESTRONI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   la complessa situazione del funzionamento della sanità laziale presenta consolidate criticità e malfunzionamenti che, soprattutto nei comuni della provincia di Roma, pregiudicano il diritto alla salute per la popolazione laziale;

   l'organico del sistema sanitario laziale negli ultimi anni ha perduto 16 ospedali, il 14 per cento del personale e 3.600 posti letto (finendo sotto la media nazionale dei 3 letti ogni mille residenti);

   la nuova struttura sanitaria pubblica, il nuovo Ospedale dei Castelli Romani, inaugurata il 18 dicembre 2018 in nome dell'efficienza e della modernità, rischia di diventare un ulteriore aggravio per il bilancio sanitario regionale del Lazio e un ulteriore disservizio per migliaia di cittadini;

   spesso è solamente al centro di iniziative propagandistiche come quella del 18 giugno 2019, in cui è stata inaugurata la Bretellina di raccordo del nuovo ospedale dei Castelli Romani;

   la struttura è visibilmente e inspiegabilmente ancora vuota, con pochi servizi e con personale numericamente insufficiente e di conseguenza impossibilitato a soddisfare le esigenze sanitarie dei cittadini dei comuni dei Castelli Romani, del litorale sud della provincia di Roma e della vicinissima Aprilia, in quanto privo dei principali reparti, come cardiologia e neurochirurgia;

   il marketing sul nuovo Ospedale dei Castelli Romani sta promuovendo servizi collaterali, come la creazione di uno spazio dedito all'ospitalità degli animali d'affezione, si inaugurano bretelline di raccordo stradale, si stampano libri autocelebrativi delle attività svolte, ma al contempo i servizi sanitari risultano insufficienti come il personale impiegato;

   nella regione Lazio sono stati chiusi ospedali funzionanti con reparti e sale operatorie appena rinnovate e dal 2017 al 2019 i posti letto necessari all'area dei Castelli Romani si sono ridotti da 344 a 135;

   il nuovo Ospedale dei Castelli Romani si presenta con il 60 per cento di posti letto in meno, i quali erano precedentemente concentrati nelle strutture di Genzano, Ariccia ed Albano, e con una offerta visibilmente ridotta sia in termini di quantità che di qualità;

   nel 2007 fu siglato un accordo tra la regione Lazio, l'asl Roma6 e il comune di Ariccia, in cui venne stabilito che nel 2020, quindi tra 6 mesi, i posti letto sarebbero stati 342. Nonostante ciò, le procedure per l'assunzione del personale e per l'acquisto di macchinari sono da tempo congelate dalla regione Lazio e per rispettare tale accordo occorrerebbe investire diversi milioni di euro che ad ora non risultano stanziati;

   è necessario che siano tenute nella giusta considerazione le legittime esigenze della cittadinanza con la complessità del territorio nonché la necessità di un presidio sanitario d'urgenza, come ancora potrebbe essere la struttura dell'Ospedale San Giuseppe di Albano Laziale e quella di Genzano –:

   se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intenda assumere le iniziative di competenza, anche per il tramite del Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari regionali, per fronteggiare i prevedibili disservizi dovuti alla chiusura di due ospedali nell'area dei Castelli Romani.
(3-00812)