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Atto a cui si riferisce:
C.5/02321 (5-02321)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 20 giugno 2019
nell'allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)
5-02321

  L'Italia continua a seguire la crisi in Venezuela con profondo ed attivo impegno, anche attraverso la propria partecipazione al Gruppo Internazionale di Contatto. Il Governo sostiene con convinzione il dialogo di Oslo, ossia il tentativo di facilitazione portato avanti dalla Norvegia. I colloqui svoltisi ad Oslo tra rappresentanti di Maduro e dell'opposizione venezuelana rappresentano un importante sviluppo, in linea con l'obiettivo del Gruppo di Contatto di facilitare un processo politico di dialogo tra le parti. In tal senso, il Ministro Moavero ha promosso l'adozione di una Dichiarazione del 18 giugno scorso dell'Alta Rappresentante UE Mogherini in cui si ribadisce il sostegno al processo facilitato dalla Norvegia.
  La visita a Caracas ad aprile del Consigliere diplomatico del Presidente Conte, Amb. Renassi, quella del sottoscritto nel contesto della missione politica del Gruppo di Contatto a metà maggio, e la missione del Direttore Generale degli Italiani all'estero del MAECI a maggio, testimoniano ancora una volta gli sforzi dell'Italia nella crisi e la concreta vicinanza del Governo alla nostra collettività.
  Sin dall'inizio della crisi, il Governo si è prodigato per alleviare l'emergenza umanitaria nel Paese: in considerazione della gravità della situazione in Venezuela, l'Italia ha proceduto ad un primo stanziamento di emergenza del valore di 2 milioni di euro, che è stato deciso a favore della popolazione civile. A ciò si è aggiunto un contributo di mezzo milione di euro a favore dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) a benefìcio dei migranti venezuelani in Brasile e Colombia ed un altro mezzo milione di euro a favore di UNICEF per un progetto di contrasto alla malnutrizione acuta destinato ai minori.
  L'Italia è poi intervenuta anche per tutelare i tanti connazionali residenti in Venezuela, attraverso una serie di misure quali l'integrazione del minimo pensionistico ed un programma dal valore complessivo di 1 milione di euro per permettere la fornitura diretta ai nostri connazionali dei medicinali, divenuti irreperibili sul mercato locale.
  Il Governo italiano condanna fermamente ogni tipo di violenza e repressione, violazione delle libertà fondamentali e dei diritti umani; abbiamo denunciato e continuiamo a denunciare la repressione delle autorità venezuelane verso i dissidenti. A tal proposito, ricordo anche l'ospitalità data in Ambasciata d'Italia a due parlamentari italo-venezuelani perseguitati dal regime.
  Assieme all'Unione europea, abbiamo sempre perseguito una soluzione pacifica e democratica della crisi che sfoci in nuove elezioni presidenziali. Tali elezioni devono essere naturalmente libere, credibili, trasparenti e devono essere riconosciute come tali dalla comunità internazionale.
  Non risponde al vero che l'Italia, con il proprio veto, abbia impedito che l'Unione europea riconoscesse Guaidò come Presidente ad interim, dato che il tema del riconoscimento dei Governi è di pertinenza dei singoli Stati membri e non dell'Unione. In ogni caso, la circostanza che il Governo italiano non abbia formalmente riconosciuto Guaidò come Presidente ad interim non significa affatto equidistanza tra le parti. Riconosciamo che l'Assemblea nazionale di cui Guaidò è Presidente è l'unico organo democraticamente legittimato, mentre il secondo mandato presidenziale di Maduro non lo è.
  L'Italia non ha mai riconosciuto la legittimità delle elezioni presidenziali del maggio 2018 in Venezuela, le quali non hanno rispettato gli indispensabili criteri di correttezza, legalità ed equità di partecipazione e, dunque, non attribuiscono legittimità democratica a chi ne è risultato vincitore, Nicolás Maduro.
  La posizione italiana sul riconoscimento di Guaidò è stata riconosciuta come maggiormente equilibrata e lungimirante anche da parte di alcuni partner che si erano sbilanciati maggiormente verso una parte già all'inizio della crisi.
  Alla luce del preoccupante stallo che si sta perpetuando sul terreno, non si ravvisano motivazioni tali da giustificare adesso un mutamento della posizione del Governo italiano sul formale riconoscimento di Juan Guaidò anche quale Presidente ad interim. Una ipotetica decisione in tal senso – oltre ad essere scarsamente suscettibile di influire al momento attuale sul contesto della crisi politica venezuelana – inficerebbe inoltre l'equilibrio che caratterizza la nostra posizione ed i margini di manovra di cui vogliamo continuare a disporre proprio in funzione di un contributo ad una soluzione pacifica e democratica della crisi.