• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.6/00067 udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla riunione del Consiglio europeo dei prossimi 20 e 21 giugno, premesso che: il Consiglio europeo dovrà prendere...



Atto Senato

Risoluzione in Assemblea 6-00067 presentata da LUCA CIRIANI
mercoledì 19 giugno 2019, seduta n.123

Il Senato,
udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla riunione del Consiglio europeo dei prossimi 20 e 21 giugno,
premesso che:
il Consiglio europeo dovrà prendere decisioni circa le nomine delle principali cariche dell'UE relative al prossimo ciclo istituzionale ed adottare l'Agenda strategica dell'UE per il 2019-2024;
i membri della Commissione europea sono scelti in base alla loro competenza generale e al loro impegno europeo, e tra personalità che offrono tutte le garanzie di indipendenza;
nella scorsa Legislatura, l'allora governo Renzi compì una scelta politicamente suicida ottenendo per l'Italia il ruolo di Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione, affidato all'onorevole Federica Mogherini, e tale scelta ha consegnato l'Italia all'irrilevanza politica nel mandato appena terminato;
l'Italia rappresenta ancora una delle economie più forti e dinamiche dell'Unione e per troppi anni le nostre imprese, soprattutto le micro, piccole e medie imprese, sono state investite da direttive e Regolamenti comunitari che le hanno spesso penalizzate rispetto ai concorrenti degli altri Stati membri o di Stati terzi;
risulta, quindi, di particolare importanza che l'Italia possa vantare nel prossimo mandato un Commissario con un significativo portafoglio economico, tale da poter incidere sulle politiche comunitarie in modo da difendere e sostenere il tessuto produttivo nazionale, pur nell'ambito del rispetto dei Trattati;
risulta altresì di rilevanza strategica per gli Stati ad alto debito pubblico, tra cui l'Italia, poter continuare a godere di una politica espansiva da parte della Banca centrale europea, al fine di mettere al riparo i suddetti Stati e i loro rispettivi tessuti economico-sociali da possibili nuovi attacchi speculativi sui debiti sovrani;
lo schema per l'Agenda strategica dell'UE per il periodo 2019-2024, presentato al vertice informale di Sibiu, lo scorso 28 maggio, prevede tra le tematiche principali quella della protezione dei cittadini e delle libertà e quella dello sviluppo della base economica e dell'individuazione di un modello europeo per il futuro;
con riferimento al primo tema, l'Agenda dovrebbe affrontare le questioni connesse alla garanzia della sicurezza dell'UE, delle frontiere, della lotta al terrorismo, della lotta alla migrazione illegale e della riforma del sistema di asilo;
con riferimento allo sviluppo della base economica e all'individuazione di un modello europeo per il futuro, l'Agenda propone, tra l'altro, di rafforzare il mercato unico, anche attraverso investimenti infrastrutturali;
parallelamente però il nuovo riparto prevede a titolo compensativo alcuni risparmi, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti complessivi a favore della Politica agricola comune (PAC) e della politica di coesione che subirebbero una riduzione del 5 per cento a prezzi correnti rispetto al periodo 2014-2020, il che equivale a una riduzione di circa il 12 per cento a prezzi costanti del 2018, e, secondo il Parlamento europeo, il taglio sarebbe ancora più consistente e ammonterebbe addirittura al 15 per cento;
il rapporto della Commissione sulle raccomandazioni specifiche per Paese sottolinea come l'economia europea sia in crescita per il settimo anno consecutivo e continuerà a espandersi sia quest'anno che il prossimo;
per quanto riguarda la correzione degli squilibri macroeconomici, si registrano taluni progressi ma occorrono ulteriori interventi, come nel caso specifico dell'Italia, che, insieme a Cipro e Grecia, forma il trio di Paesi per i quali è stata rilevata la presenza di squilibri eccessivi;
il programma nazionale di riforma 2019 affronta solo in parte le questioni strutturali sollevate dalle raccomandazioni specifiche per Paese del 2018, e spesso non contiene indicazioni precise né sui nuovi impegni né sul relativo calendario di attuazione;
i principali obiettivi delle raccomandazioni 2019-2020 riguardano l'incoraggiamento degli Stati membri ad aumentare il proprio potenziale di crescita modernizzando le rispettive economie e rafforzandone ulteriormente la resilienza; il mantenimento di politiche di bilancio nazionali differenziate per rafforzare la sostenibilità di bilancio complessiva della zona euro e degli Stati membri; il rafforzamento dei sistemi fiscali e previdenziali e nella lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva; la creazione di un clima di fiducia delle imprese, di prevedibilità, certezza giuridica e rispetto dello Stato di diritto, al fine di un ulteriore rilancio degli investimenti;
la raccomandazione per l'Italia (COM(2019)512), oltre a riprendere diverse tematiche del documento orizzontale in tema di mercato del lavoro e di investimenti, invita ad adottare provvedimenti nel 2019 e nel 2020 volti a:
º assicurare una riduzione in termini nominali della spesa pubblica primaria netta dello 0,1 per cento nel 2020, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6 per cento del PIL; utilizzare entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico-PIL; spostare la pressione fiscale dal lavoro, in particolare riducendo le agevolazioni fiscali e riformando i valori catastali non aggiornati; contrastare l'evasione fiscale, in particolare nella forma dell'omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti; attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita;
º ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio razionalizzando e facendo rispettare le norme di disciplina procedurale e migliorare l'efficacia della lotta contro la corruzione, riformando le norme procedurali al fine di ridurre la durata dei processi penali;
º favorire la ristrutturazione dei bilanci delle banche, in particolare per le banche di piccole e medie dimensioni, migliorando l'efficienza e la qualità degli attivi, continuando la riduzione dei crediti deteriorati e diversificando la provvista, e migliorare il finanziamento non bancario per le piccole imprese innovative;
il debito pubblico in aprile è salito di 14,8 miliardi rispetto a marzo, toccando il nuovo record di 2.373,3 miliardi; l'aumento riflette, secondo il rapporto "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" di Bankitalia, l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (11,6 miliardi, a 58,5) e il fabbisogno del mese (2,8 miliardi);
Bankitalia ha precisato che gli scarti e i premi all'emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno nel complesso aumentato il debito ad aprile di ulteriori 0,4 miliardi. Il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 13,9 miliardi, quello delle amministrazioni locali di 0,9 miliardi, mentre il debito degli enti di previdenza è rimasto pressoché invariato;
in particolare, il taglio sulla politica agricola, pari a un valore complessivo di venti miliardi, colpirà per 1,8 miliardi il settore in ambito nazionale;
tale previsione è insostenibile per imprese che in Italia rappresentano un settore strategico attraverso produzioni d'eccellenza e la promozione del made in Italy nel mondo;
inoltre, l'agricoltura si è dimostrata essere un settore anticiclico, la cui occupazione è cresciuta anche durante gli anni della crisi, con un aumento del 3,5 per cento dal 2008 al 2016 a fronte di un crollo del 13,6 per cento dell'industria, soprattutto grazie al fenomeno del ritorno alla terra di molti giovani;
secondo un'analisi effettuata dalla Coldiretti, infatti, quasi un'impresa su dieci condotta da giovani opera in agricoltura in Italia (8,4 per cento), dove sono presenti ben 51.123 aziende guidate da under 35, che operano in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l'agricoltura sociale per l'inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l'agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili,
impegna il Governo:
ad indirizzare i propri sforzi diplomatici all'ottenimento di un significativo portafoglio economico per il Commissario europeo di nomina italiana;
ad assicurare che la nuova governance della Banca centrale europea garantisca la continuità e sostenga politiche espansive atte a sostenere l'economia dei Paesi maggiormente indebitati;
a dichiararsi disponibile, in sede di trattativa con la Commissione europea sull'eventuale procedura di infrazione per deficit eccessivo, a ritirare il provvedimento sul reddito di cittadinanza e a ricalibrare la spesa in deficit verso investimenti virtuosi orientati alla crescita;
a sostenere in sede europea la necessità di scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti, per la prevenzione dei rischi idrogeologici e sismici, e quelle per la sicurezza, e ad introdurre una maggiore flessibilità nella individuazione delle circostanze eccezionali di cui all'articolo 81 della Costituzione;
ad assumere iniziative urgenti, anche di carattere normativo, volte a contrastare la concorrenza fiscale sleale tra Stati membri e il fenomeno delle delocalizzazioni intracomunitarie;
a realizzare una politica economica basata sulla difesa del lavoro, dell'industria e dell'agricoltura italiani da concorrenza sleale e da normative europee che possono penalizzare l'Italia, e volta a sostenere la produzione industriale e agricola riconoscibile come marchio Italia e la graduale riconversione della produzione esposta alla concorrenza indiscriminata;
ad adottare politiche industriali efficienti volte a fronteggiare la minaccia all'economia e alla sicurezza del Paese attraverso la tutela delle aziende italiane di rilevanza strategica o ad elevato contenuto tecnologico, spesso permeabili a manovre esterne indirizzate ad assumerne il controllo;
a sostenere l'introduzione di "dazi di civiltà" nei confronti dei prodotti di Stati terzi che non rispettano i nostri standard salariali, di sicurezza sul lavoro e di tutela ambientale, per evitare un pericoloso dumping sociale in Europa e contrastare fenomeni di concorrenza sleale;
ad adottare iniziative volte a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e attenuare il ritardo delle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni insulari;
ad avviare negoziati in ambito europeo per rivedere l'impostazione del complesso dei vincoli derivanti dal fiscal compact, al fine di avviare una politica di crescita sostenibile e di ripresa economica e produttiva, con l'impegno da parte italiana a utilizzare la maggiore flessibilità unicamente in investimenti pubblici e sicurezza.
(6-00067)
Ciriani, Rauti, Balboni, Bertacco, Calandrini, de Bertoldi, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Nastri, Ruspandini, Stancanelli, Totaro, Urso, Zaffini.