• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

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Atto a cui si riferisce:
C.8/00031 Risoluzione conclusiva 8-00031presentato daGRANDE Martatesto diMercoledì 19 giugno 2019 in Commissione III (Affari esteri) Risoluzioni nn. 7-00254 Fassino, 7-00062 Valentini e...



Atto Camera

Risoluzione conclusiva 8-00031presentato daGRANDE Martatesto diMercoledì 19 giugno 2019 in Commissione III (Affari esteri)

Risoluzioni nn. 7-00254 Fassino, 7-00062 Valentini e n. 7-00259 Cabras e Coin: Sull'integrazione dei Balcani Occidentali nelle istituzioni euroatlantiche.

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

  La III Commissione,
   ricordando che:
    l'integrazione nelle istituzioni euro-atlantiche fu indicata fin dall'accordo di pace di Dayton come fattore di stabilizzazione e pacificazione dei Balcani occidentali;
    l'UE ha varato nel 1999 il «Patto di stabilizzazione e associazione (PSA)» e il «Patto di stabilità», trasformato nel 2008 nel «Consiglio di Cooperazione Regionale» (CCR) con l'adesione di tutti i Paesi della regione;
    dal Consiglio Europeo di Salonicco (2003) in poi, l'UE ha espresso la propria determinazione a sostenere la prospettiva di integrazione dei paesi dei Balcani occidentali;
    la Commissione Europea nel 2018 ha adottato per la prima volta formalmente la «strategia di integrazione dei Balcani occidentali»;
    nel 2018 i capi di Stato dell'Unione e dei Balcani hanno sottoscritto la «Dichiarazione di Sofia» che indica il duplice obiettivo di irrobustire le forme di cooperazione rafforzata con i Paesi della regione e di perseguire la strategia di loro inclusione nella UE;
   considerando che l'Unione europea ha compiuto in questi anni atti significativi nella direzione della integrazione europea della regione e in particolare;
   accogliendo quattro Paesi della più vasta area dell'Europa sudorientale: Slovenia (2004), Romania e Bulgaria (2007), Croazia (2013);
   aprendo i negoziati di adesione con Montenegro (2012) e Serbia (2014);
   accordando lo status di candidati a FYROM (oggi Nord Macedonia) (2005) e Albania (2012), tenuto conto che sull'apertura dei negoziati il Consiglio europeo sarà chiamato prossimamente a decidere;
   riconoscendo a Bosnia Erzegovina lo status di potenziale candidato, tenuto conto che è all'esame della Commissione europea la domanda di apertura dei negoziati;
   riconoscendo anche al Kosovo lo status di potenziale candidato, subordinando il prosieguo del percorso di adesione a una normalizzazione delle relazioni con la Serbia;
   il Presidente della Commissione europea Juncker ha indicato nel 2025 l'orizzonte temporale di adesione per due o più Paesi della regione, a condizione che soddisfino tutti i criteri prestabiliti;
   valutando positivamente l'accordo raggiunto dalla tra Grecia e FYROM per l'adozione da parte di quest'ultima della denominazione «Macedonia del Nord», prossima a divenire membro della NATO;
   considerando inoltre che, con un ruolo riconosciuto dell'Italia, sono stati in questi anni attivati numerosi fora di cooperazione regionale – in particolare, l'Iniziativa Centroeuropea (InCE), – finalizzati a promuovere strategie di preadesione e a favorire un ordinato percorso di integrazione europea dei Balcani occidentali;
   ricordando che la NATO ha aperto già le sue porte a Romania, Bulgaria, Slovenia, Croazia, Albania, Montenegro e prossimamente a Nord Macedonia, in relazione alla quale è all'esame del Parlamento italiano il disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato Nato-Nord Macedonia;
   rilevando che, a conferma del carattere strategico dei Balcani occidentali, importanti attori statuali, a partire da Russia e Turchia, manifestano una crescente attenzione alla regione, che peraltro è coinvolta nella Belt and Road Initiative promossa dalla Cina nell'ambito del formato di cooperazione 16+1;
   sottolineando in particolare che:
    i Balcani occidentali rappresentano per l'Italia un'area strategica, che il nostro Paese ha interesse a rendere stabile e sicura;
    fin dal 1995 l'Italia ha contribuito significativamente con i propri contingenti militari, anche con funzioni di comando, e con politiche di cooperazione, alle iniziative di al mantenimento della pace e alla stabilizzazione della regione;
    rilevanti sono gli interessi economici che legano l'Italia ai Balcani occidentali, stante che l'Italia è già oggi il secondo partner commerciale degli Stati della regione, il primo per stock di investimenti diretti, realizza un export di oltre 6 miliardi di euro e migliaia sono le imprese italiane operanti nella regione;
    lungo i Balcani corrono flussi migratori che in parte approdano in Italia e richiedono strategie condivise di governo del fenomeno migratorio e di contrasto alle migrazioni illegali e al traffico di migranti;
    condizione ineludibile per l'ingresso di un Paese nell'Unione europea è il pieno rispetto dei criteri di Copenaghen, con conseguente adeguamento dell’acquis communautaire;
   riaffermando che l'integrazione nelle istituzioni euro-atlantiche richiede che:
    i Paesi candidati ottemperino scrupolosamente ai criteri di adesione e sia verificata il pieno rispetto delle condizioni prestabilite;
    in particolare assicurino l'adozione e l'osservanza degli standard internazionali in materia di sicurezza, controllo delle frontiere, lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, governo del fenomeno migratorio e di contrasto alle migrazioni illegali e al traffico di migranti, lotta al terrorismo e alla radicalizzazione religiosa;
    tenendo conto delle diverse condizioni dei Paesi candidati e del diverso stato di avanzamento dei loro percorsi di integrazione,

impegna il Governo:

   a sostenere, in ogni forum europeo e regionale, tutte le iniziative utili alla stabilizzazione e alla democratizzazione dei Balcani occidentali e al proseguimento – in base al puntuale riscontro della piena sussistenza delle condizioni necessarie – dei percorsi di loro inclusione nelle istituzioni euro-atlantiche;
   a proseguire gli attuali rigorosi negoziati con Serbia e Montenegro;
   a valutare le riforme realizzate da Albania e Macedonia del Nord, in vista di un'eventuale apertura di negoziati;
   ad incoraggiare Serbia e Kosovo a normalizzare le loro relazioni, promuovendo il raggiungimento di un accordo che tuteli le minoranze, assicuri piena libertà di culto per ogni fede, tuteli il patrimonio architettonico e artistico di ispirazione religiosa quali i monasteri ortodossi;
   a favorire le iniziative che rafforzino la coesione, la piena stabilizzazione e le indispensabili riforme in Bosnia Erzegovina;
   a sostenere attivamente le azioni di preadesione e cooperazione regionale promosse in ambito multilaterale, sostenendo in particolare l'InCE di cui l'Italia detiene la presidenza di turno nel corso del 2019;
   ad accompagnare le iniziative multilaterali le azioni bilaterali di cooperazione economica, sociale, culturale e istituzionale dell'Italia con i Paesi della regione;
   a svolgere un ruolo di partner attento a tutela della integrazione euro-atlantica dei Paesi della regione, tenuto conto della rilevanza strategica che quel processo ha per l'Italia, degli interessi italiani nella regione e della necessità di promuovere la sicurezza e la stabilità dell'Europa e del Mediterraneo.
(8-00031) «Grande, Fassino, Grimoldi, Boldrini, Cabras, Delmastro Delle Vedove, Formentini, Lupi, Quartapelle Procopio, Valentini».