• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00424 (2-00424) «Gagliardi».



Atto Camera

Interpellanza 2-00424presentato daGAGLIARDI Manuelatesto diMercoledì 19 giugno 2019, seduta n. 192

   La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro della giustizia, al Ministro per la pubblica amministrazione, per sapere – premesso che:

   dall'entrata in vigore del processo telematico e della possibilità per gli avvocati di notificare autonomamente a mezzo Pec gli atti giudiziari, le pronunce dei tribunali mettono in luce difficoltà pratiche e lacune legislative se il destinatario della notifica è la pubblica amministrazione;

   le notifiche a mezzo Pec alle pubbliche amministrazioni, infatti, sono tra le più temute dai professionisti e ciò a seguito del mancato coordinamento delle norme e il ritardo nella comunicazione degli indirizzi Pec da parte della maggior parte delle pubbliche amministrazioni;

   infatti, l'articolo 3-bis della legge n. 53 del 1994 prevede che le notifiche telematiche alle pubbliche amministrazioni debbano avvenire agli indirizzi Pec che risultano dai pubblici elenchi;

   l'articolo 16, comma 12, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, dispone che: «Al fine di favorire le comunicazioni e notificazioni per via telematica alle pubbliche amministrazioni, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, comunicano al Ministero della giustizia, con le regole tecniche adottate ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, entro il 30 novembre 2014 l'indirizzo di posta elettronica certificata conforme a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e successive modificazioni, a cui ricevere le comunicazioni e notificazioni. L'elenco formato dal Ministero della giustizia è consultabile esclusivamente dagli uffici giudiziari, dagli uffici notificazioni, esecuzioni e protesti, e dagli avvocati.»;

   il successivo articolo 16-ter del citato decreto-legge n. 179 del 2012, così come modificato dall'articolo 45-bis, comma 2, lettera a), del decreto-legge n. 90 del 2014, dispone: «A decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa, contabile e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 6-bis, 6-quater e 62 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dall'articolo 16, comma 12, del presente decreto, dall'articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della giustizia»;

   il decreto-legge n. 90 del 2014 omette di inserire tra i «pubblici registri» l'indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni (Ipa), istituito dall'articolo 6-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82;

   dunque, l'unico pubblico elenco delle pubbliche amministrazioni riconosciuto dalla legge è il registro contenente gli indirizzi Pec delle amministrazioni pubbliche gestito dal ministero della giustizia, al quale entro il 30 novembre 2014 tutte le pubbliche amministrazioni avrebbero dovuto comunicare i propri indirizzi Pec;

   tuttavia, la maggior parte degli enti pubblici (tra i quali l'Inps e vari enti locali), non hanno adempiuto a tale obbligo;

   l'opacità normativa ha consentito che alcuni tribunali considerassero valida la notifica effettuata alla Pec di una pubblica amministrazione tratta dagli elenchi Ipa e non da quelli comunicati al Ministero, evidenziando una ingiustificata disparità di trattamento tra le notifiche ai privati e quelle alle pubbliche amministrazioni;

   a ciò si aggiunga che il Ministero della giustizia, con la circolare n. 4664 del 28 giugno 2016, ha precisato che, ad oggi, «il registro Ipa non può più essere considerato un pubblico elenco»;

   sulla base dei principi di buon andamento, di autoresponsabilità e legittimo affidamento – cardini costituzionali dell’agere della pubblica amministrazione – quest'ultima non può lecitamente persistere nell'inadempimento, utilizzando surrettiziamente la norma che prevede uno specifico elenco da cui trarre gli indirizzi Pec ai fini della notifica degli atti giudiziari, per trarne benefici in termini processuali, così impedendo di fatto l'esecuzione stessa delle notificazioni nei propri confronti con modalità telematiche –:

   se e quali iniziative, anche di natura amministrativa, intendano adottare ai fini dell'adempimento dell'obbligo d'inserimento nel registro di cui all'articolo 16, comma 12, del decreto-legge n. 179 del 2012, così ponendo fine alla descritta situazione di disomogeneità applicativa nella delicatissima materia delle notificazioni, anche alla luce dell'aggravamento di tale situazione cagionato dall'inerzia di molteplici pubbliche amministrazioni che non hanno rispettato il prescritto termine del 30 novembre 2014 ai fini dell'assolvimento del citato obbligo di inserimento nel registro del Ministero della giustizia;

   se e quali iniziative intendano intraprendere per colmare la lacuna legislativa, inserendo nei «pubblici registri», quello Ipa;

   se e quali siano le diverse iniziative che reputino di dover assumere per risolvere la vicenda descritta in premessa.
(2-00424) «Gagliardi».