• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00420 (2-00420) «Labriola».



Atto Camera

Interpellanza 2-00420presentato daLABRIOLA Vincenzatesto diMartedì 18 giugno 2019, seduta n. 191

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro della salute, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che:

   l'area di Taranto vive da anni una crisi ambientale gravissima, conseguenza di una notevole concentrazione di insediamenti industriali ad alto impatto ambientale, e della presenza dell'ex-Ilva;

   i dati del registro tumori di Taranto hanno dimostrato che a Taranto e provincia ci si ammala molto di più che nel resto d'Italia di mesotelioma e di carcinoma epatico, vescicale e polmonare;

   i dati resi pubblici in queste settimane, relativi all'ultimo aggiornamento allo studio «Sentieri» parlano di un eccesso di mortalità tra il 4 e il 5 per cento nei territori ad alto inquinamento intorno a 45 aree sito di interesse nazionale, e tra queste anche quella di Taranto;

   come gli studi epidemiologici hanno confermato, in quest'area vi è una maggiore incidenza di ritardi cognitivi dei bambini derivanti dall'inquinamento;

   l'Arpa Puglia ha accertato un superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione nell'area delle «collinette», nelle cui vicinanze si trovano delle scuole, in particolare valori di policloro-dibenzo-p-diossine 4,5 volte superiore al valore limite;

   in data 5 giugno 2017, riguardo alla cessione dei beni aziendali, l'allora Ministro Carlo Calenda, firmava il decreto che autorizza i Commissari straordinari a procedere alla aggiudicazione dei complessi aziendali del gruppo Uva S.p.A ad ArcelorMittal, la cui offerta prevede la realizzazione entro il 2023 degli interventi rientranti nel piano ambientale;

   il 6 settembre 2018 è stato quindi siglato al Ministero dello sviluppo economico l'accordo sull'Ilva da sindacati, ArcelorMittal e commissari, quindi approvato il 12 settembre dai lavoratori del gruppo siderurgico con referendum indetto dai sindacati;

   l'accordo prevede che il personale Ilva – circa 13.500 lavoratori tra Taranto, Genova, Novi Ligure e Paderno Dugnano – debba essere ripartito in due: i 10.700 che transitano a Mittal, nelle quattro società costituite allo scopo – la capogruppo più quelle dei servizi –, e quelli che beneficeranno dell'esodo volontario incentivato e anticipato. Incentivato con un «bonus» finanziato dai canoni di fitto – 180 milioni all'anno – che Mittal, prima dell'acquisizione dell'Ilva, deve versare all'amministrazione straordinaria dei commissari. Riguardo agli aspetti ambientali, l'accordo si sostanzia in tempi più stretti, ulteriori interventi, nuovi obiettivi da raggiungere come l'abbattimento di emissioni;

   ArcelorMittal ha firmato un contratto d'affitto, che diventerà acquisto solo se l'azienda avrà raggiunto, entro il 23 agosto 2023 gli obiettivi del piano di risanamento ambientale;

   il 1° novembre 2018, a seguito della chiusura della transazione, ArcelorMittal ha assunto il controllo direzionale di Ilva;

   il piano di investimenti ambientali di ArcelorMittal Italia dovrebbe garantire il completamento della maggior parte degli interventi in via anticipata rispetto al termine ultimo del 2023 previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2017;

   a seguito del suddetto accordo, permangono oscuri molti aspetti che non consentono di avere piena contezza della situazione ambientale e produttiva dello stabilimento dopo l'acquisizione da parte di ArcelorMittal;

   il 5 giugno 2019, la società che ha rilevato le attività del siderurgico, ha annunciato che, pur confermando il proprio impegno su tutti gli interventi previsti per rispettare il piano industriale e ambientale, in conseguenza di una crisi di mercato, deve ricorrere temporaneamente alla cassa integrazione guadagni ordinaria. Un provvedimento che interesserà lo stabilimento di Taranto per un numero massimo al giorno di circa 1.400 dipendenti per 13 settimane. Su questo si è avviata una interlocuzione con i sindacati –:

   se non si intenda rendere noto il contratto di affitto di cui in premessa;

   se sia stata inserita una clausola di verifica dello stato degli impianti al termine del previsto periodo di locazione;

   quale sia l'introito effettivo per le casse dello Stato in conseguenza del contratto di locazione che prevede un versamento da parte di ArcelorMittal di 180 milioni di euro annui per 5 anni;

   quando si intendano risarcire i proprietari degli immobili del rione Tamburi, e quando si preveda il pagamento in ottemperanza dell'ultima sentenza della Corte di Strasburgo;

   ai fini di una maggiore tutela della salute pubblica, se non si ritenga indispensabile assumere iniziative, per quanto di competenza, per implementare, anche attraverso un aumento delle risorse finanziarie dedicate, le attività di prevenzione e di diagnosi delle patologie correlate all'inquinamento ambientale anche prevedendo a tal fine, per l'Asl di Taranto, una deroga alla normativa in materia di assunzioni, al fine di consentire all'azienda medesima la prosecuzione di una efficace attività di sorveglianza e di monitoraggio sanitario;

   quando saranno disponibili i dati aggiornati di mortalità e di malattia per il Sin di Taranto, in base all'accordo del 24 aprile 2019 siglato dalla cabina di regia interministeriale;

   quali iniziative urgenti si intendano adottare per fronteggiare i drammatici parametri sanitari e ambientali che caratterizzano l'area di Taranto;

   quali iniziative si intendano adottare per far rispettare ad ArcelorMittal tutti gli impegni sottoscritti in sede di accordo, a cominciare dalla piena tutela del personale impiegato, e per garantire il rispetto dell’addendum.
(2-00420) «Labriola».