• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/DOC.XXIV,N ... in sede di esame del Doc. XXIV, n. 5 - Risoluzione della 9a Commissione sull'invasione della cimice marmorata asiatica; premesso che: in data 4 aprile 2019 il Consiglio dei ministri...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/DOC.XXIV,N.5/1 presentato da ROSA SILVANA ABATE
mercoledì 12 giugno 2019, seduta n. 121

Il Senato,
in sede di esame del Doc. XXIV, n. 5 - Risoluzione della 9a Commissione sull'invasione della cimice marmorata asiatica;
premesso che:
in data 4 aprile 2019 il Consiglio dei ministri approvava, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, che modifica la disciplina relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357;
il regolamento in parola dispone che, in presenza di motivate ragioni di interesse pubblico, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare possa derogare al divieto di reintroduzione, introduzione e popolamento in natura di specie e popolazioni non autoctone nel territorio italiano, sulla base sia di studi che evidenzino l'assenza di effetti negativi sull'ambiente, sia di appositi criteri, che lo stesso dovrà adottare entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento;
come emerge da alcuni siti di interesse, la nuova formulazione dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, che deroga al divieto di introduzione di specie o popolazioni non autoctone, potrebbe provocare danni di tipo ambientale e mettere a rischio la biodiversità;
considerato che:
la salvaguardia, la protezione e il miglioramento della qualità dell'ambiente, compresa la conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche, costituiscono un obiettivo essenziale di interesse generale perseguito a livello europeo;
la direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 mira a garantire la biodiversità dei Paesi dell'Unione europea, al fine di conservare gli habitat naturali, la flora e la fauna selvatiche. A tale scopo, è stata istituita la rete "Natura 2000", la più ampia rete ecologica a livello globale che comprende zone speciali di conservazione (ZSC), designate dai Paesi dell'Unione europea nel quadro della direttiva stessa. La rete include anche le zone di protezione speciale (ZPS), classificate ai sensi della direttiva 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, cosiddetta "direttiva Uccelli";
tale direttiva prevede che ogni Paese dell'Unione europea rediga un elenco di siti che ospitano habitat naturali e specie animali e vegetali selvatiche. Sulla base di tali elenchi nazionali e d'accordo con i Paesi dell'Unione europea, la Commissione europea adotta un elenco di siti d'importanza europea per ciascuna delle nove regioni biogeografiche (la regione alpina; la regione atlantica; la regione del Mar Nero; la regione boreale; la regione continentale; la regione macaronesica; la regione mediterranea; la regione pannonica; la regione steppica). Designate le zone speciali di conservazione, i Paesi dell'Unione europea devono introdurre obiettivi e misure di conservazione appropriati per garantire la conservazione degli habitat delle zone designate, evitare il deterioramento di tali zone e qualsiasi danno significativo alle specie. Gli Stati membri, inoltre, devono favorire la gestione degli elementi del paesaggio ritenuti essenziali per la migrazione, la distribuzione e lo scambio genetico delle specie selvatiche e garantire la sorveglianza di habitat e specie;
l'articolo 22 della direttiva in parola prevede che gli Stati membri valutino l'opportunità di reintrodurre delle specie locali del loro territorio e controllino che l'introduzione intenzionale nell'ambiente naturale di una specie non locale del proprio territorio sia disciplinata in modo da non arrecare alcun pregiudizio agli habitat naturali nella loro area di ripartizione naturale né alla fauna né alla flora selvatiche locali, e, qualora lo ritengano necessario, vietino siffatta introduzione;
tale norma è stata attuata nell'ordinamento italiano proprio attraverso l'articolo 12 del citato decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, il quale, originariamente, prevedeva la possibilità di autorizzare l'introduzione di una specie non locale sulla base di uno studio che assicurasse l'assenza di pregiudizio agli habitat naturali, alla fauna e alla flora selvatiche locali ma, a seguito delle modifiche introdotte con il decreto del Presidente della Repubblica n. 120 del 2003, ha introdotto il divieto - senza possibilità di deroga - di reintroduzione, introduzione e di ripopolamento in natura di specie e popolazioni non autoctone. Decreto, quest'ultimo, nuovamente modificato in senso espansivo;
considerato, infine, che:
risulta necessaria un'azione di monitoraggio nelle aree ove è autorizzata l'immissione di specie e di popolazioni non autoctone, ivi compreso il caso del contrasto alla cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) mediante la cosiddetta "vespa samurai" (Trissolcus japonicus) quale antagonista naturale, al fine di scongiurare eventuali effetti pregiudizievoli agli habitat naturali, alla flora e alla fauna,
impegna il Governo, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario:
con particolare riferimento all'azione di contrasto alla cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) mediante la cosiddetta "vespa samurai" (Trissolcus japonicus) quale antagonista naturale, a valutare l'opportunità di una specifica azione di monitoraggio con cadenza annuale al fine di garantire una periodica informazione circa le condizioni di inserimento della cosiddetta "vespa samurai" nel territorio nazionale ed un controllo dello stato dell'emergenza fitopatologica, scongiurando eventuali effetti pregiudizievoli agli habitat naturali, alla flora e alla fauna .
(numerazione resoconto Senato G1)
(9/Doc. XXIV, n. 5/1)
Abate, Agostinelli, Fattori, Naturale