• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01898/131    premesso che,     il decreto-legge n. 32 del 2019 riscrive in maniera profonda, cambiando in modo strutturale, il Codice dei contratti pubblici del 2016. In particolare...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01898/131presentato daDEL BASSO DE CARO Umbertotesto presentato Mercoledì 12 giugno 2019 modificato Giovedì 13 giugno 2019, seduta n. 190

   La Camera,
   premesso che,
    il decreto-legge n. 32 del 2019 riscrive in maniera profonda, cambiando in modo strutturale, il Codice dei contratti pubblici del 2016. In particolare alcune limitate sospensioni incidono in maniera chirurgica sul sistema del Codice e lo rendono sempre più un ibrido rispetto alle finalità ed agli obiettivi di logica unitaria e coerente che le modifiche del settore avrebbero richiesto;
    le modifiche si inseriscono, prive di disegno strategico, nel delicato e complesso meccanismo del Codice, fatto di pesi e di contrappesi, per conseguire finalità e obiettivi tra loro confliggenti come nel caso dell'esigenza di semplificazione e rapidità delle procedure di appalto senza rinunciare ad un adeguato contrasto dei fenomeni corruttivi e criminali;
    il provvedimento dispone il ritorno al regolamento di esecuzione unico e rigido, ed il superamento delle Linee guida, la cosiddetta soft law, una novità che non è stata ben accolta dalle stazioni appaltanti che avrebbero dovuto esercitare maggiori poteri discrezionali;
    il decreto-legge prevede che il nuovo regolamento debba essere approvato entro 6 mesi, con una procedura di per sé lunga e articolata, che in passato, nel caso dell'approvazione del Regolamento del Codice De Lise del 2006, ha richiesto 4 anni per essere completata;
    inoltre, emergono altre due criticità: il nuovo regolamento assorbirà o supererà soltanto una parte dei 62 provvedimenti attuativi del Codice, lasciando in vita alcuni provvedimenti già in vigore e altri, non varati alla data di entrata in vigore del decreto-legge, non assorbiti dall'emanando regolamento e quindi restanti nel limbo;
    il secondo elemento di criticità è la previsione che i precedenti atti attuativi rimangano in vigore fino all'emanazione del nuovo regolamento, ma questi atti diventano inapplicabili perché – in parte – non più coerenti con la fonte primaria di riferimento, modificata dal decreto-legge in commento;
    il rischio che si paventa è che l'incertezza che si voleva ridurre tornando alla vecchia tecnica di regolamentazione rigida possa addirittura aumentare,

impegna il Governo:

   a chiarire la vigenza delle linee guida e dei decreti ministeriali fino all'approvazione del Regolamento unico e a valutare l'opportunità di prevedere una eventuale disciplina transitoria;
   a recepire i contenuti delle linee guida nelle materie che saranno contenute nel Regolamento unico;
   ad assicurare il coinvolgimento dell'Anac nella redazione del Regolamento unico;
   a prevedere il coinvolgimento delle commissioni parlamentari competenti per l'espressione del parere sul Regolamento unico.
9/1898/131. Del Basso De Caro.