• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01898/137    premesso che:     il decreto-legge n. 32 del 2019 riscrive in maniera profonda, cambiando in modo strutturale, il Codice dei contratti pubblici del 2016. In particolare...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01898/137presentato daBAZOLI Alfredotesto diMercoledì 12 giugno 2019, seduta n. 189

   La Camera,
   premesso che:
    il decreto-legge n. 32 del 2019 riscrive in maniera profonda, cambiando in modo strutturale, il Codice dei contratti pubblici del 2016. In particolare alcune limitate sospensioni incidono in maniera chirurgica sul sistema del Codice e lo rendono sempre più un ibrido rispetto alle finalità ed agli obiettivi di logica unitaria e coerente che le modifiche del settore avrebbero richiesto;
    le modifiche si inseriscono, prive di disegno strategico, nel delicato e complesso meccanismo del Codice, fatto dipesi e di contrappesi, per conseguire finalità e obiettivi tra loro confliggenti come nel caso dell'esigenza di semplificazione e rapidità delle procedure di appalto senza rinunciare ad un'adeguata trasparenza ed alle necessarie competenze;
    il decreto-legge ha modificato le procedure per gli appalti sotto soglia comunitaria e il criterio di aggiudicazione. In particolare il testo approvato dal Senato rende permanenti le soglie previste dall'ultima legge di bilancio. Pertanto, per i lavori tra 40.000 e 150.000 euro resta l'affidamento diretto con consultazione di almeno 3 operatori, per i lavori da 150.000 euro fino a un milione di euro è prevista la procedura negoziata, con la riduzione del numero minimo di operatori da consultare rispetto al Codice (da 15 a 10 se l'importo dei lavori è sotto il limite di 350.000 euro). Un'ulteriore semplificazione, a scapito della trasparenza, è la possibilità di svolgere la procedura negoziata senza la previa pubblicazione di un bando di gara. Per i lavori compresi tra un milione e la soglia comunitaria si fa ricorso alla procedura aperta, essendo esclusa quella ristretta, in precedenza consentita dal Codice e dalla deroga introdotta della legge di bilancio;
    al riguardo si segnala l'intervento di Cantone che nella relazione annuale al Parlamento di Anac afferma: «Seppure opportunamente ridimensionata rispetto ai 200 mila euro del testo originario, la previsione di una soglia abbastanza alta (150 mila euro) entro la quale adottare una procedura molto semplificata (richiesta di soli tre preventivi) aumenta certamente il rischio di scelte arbitrarie, se non di fatti corruttivi» e sottolinea che «sotto i 150 mila euro nel nostro paese non si è mai verificato un blocco appalti»;
    la norma che riduce a 150 mila euro non presenterebbe, dunque, in sé, un intrinseco tasso di «pericolosità» spropositato, ma presenta comunque rischi poiché si trova ad insistere su un sistema complesso e delicato ma comunque sicuramente funzionante,

impegna il Governo

ad effettuare, sin dalla prima applicazione della normativa in esame, con particolare riferimento all'innalzamento delle soglie, un monitoraggio stringente relativo al loro impatto sul sistema, nonché a riferirne entro sei mesi al Parlamento.
9/1898/137. Bazoli, Verini, Miceli, Morani, Annibali, Vazio, Bordo.