• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02245 (5-02245)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02245presentato daNEVI Raffaeletesto diVenerdì 7 giugno 2019, seduta n. 186

   NEVI, MANDELLI, BARATTO, BIGNAMI, CANNIZZARO, CARFAGNA, CATTANEO, D'ATTIS, D'ETTORE, GIACOMONI, MARTINO, OCCHIUTO, PORCHIETTO, PRESTIGIACOMO e PAOLO RUSSO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   come ampiamente denunciato dalla stampa nazionale e specializzata i presidenti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Massimo Miani, dell'Associazione dottori commercialisti (Adc), Enzo De Maggio, e dell'Associazione nazionale commercialisti (Anc), Marco Cuchel, hanno recentemente chiesto al Governo di intervenire con un provvedimento urgente affinché, per l'anno d'imposta 2018, siano disapplicati i nuovi indici ISA (indicatore sintetico di affidabilità), mantenendo gli studi di settore;

   tale richiesta è motivata fondamentalmente in relazione a quella che appare la latitanza da parte dell'Agenzia delle entrate nel rilascio degli strumenti necessari per l'adempimento, quali il software di elaborazione e lo schema di specifica delega che il contribuente deve firmare al professionista;

   detta contingenza sta provocando un disagio diffuso e crescente nell'ambiente delle categorie professionali dei commercialisti a fronte di una situazione di totale e imbarazzante incertezza, oltre all'impossibilità di dare risposte alle imprese che assistono;

   la preoccupazione, in particolare, riguarda anche i costi aggiuntivi che i professionisti si sono visti caricare sulle già esorbitanti spese di mantenimento dei software, relative all'integrazione dei rispettivi gestionali con le nuove procedure, unica conseguenza tangibile, questa, di un annunciato e ancora non realizzato sistema di semplificazione, che comunque si presenta ancor più macchinoso e di difficile elaborazione rispetto al precedente;

   per scongiurare l'ennesimo disordine derivante dalla perdurante situazione di incertezza operativa che si aggiunge a numerosi problemi ad oggi non ancora risolti alla fatturazione elettronica costantemente denunciati dal gruppo Forza Italia, si è arrivati alla paradossale situazione di dover chiedere il ritorno agli studi di settore, sistema che, da sempre, è considerato inadeguato e inefficace;

   nella considerazione che si avvicinano in questo momento numerose scadenze fiscali e le categorie professionali rappresentate dai commercialisti versano letteralmente in una condizione di smarrimento a causa dei ritardi dell'amministrazione finanziaria a fornire i dati necessari per definire, ad esempio, gli indicatori sintetici di affidabilità che il Governo Gentiloni aveva ideato in sostituzione degli studi di settore;

   la scadenza, in particolare, è fissata al 1° luglio 2019 e ad oggi non esiste ancora il software cui fare riferimento, in palese violazione dello statuto del contribuente che fissa in 60 giorni prima della scadenza il termine per l'erogazione dei nuovi strumenti;

   la circostanza che dopo il faticoso avvio della fatturazione elettronica questo Governo perseveri pervicacemente nella pessima linea di complicare la vita dei professionisti e di aumentare spese e burocrazia per i contribuenti appare, ad avviso degli interroganti, di eccezionale gravità –:

   se il Governo sia a conoscenza di quanto evidenziato in premessa e quali iniziative, anche normative e urgenti, intenda assumere al fine di superare le suesposte criticità nel senso dell'attuazione di una semplificazione e di una definizione reale ed efficace, idonea ad incidere positivamente sulla vita di cittadini e piccole e medie imprese.
(5-02245)