• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03040 (4-03040)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03040presentato daBIGNAMI Galeazzotesto diVenerdì 7 giugno 2019, seduta n. 186

   BIGNAMI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   è del 25 maggio 2019 la notizia, a mezzo stampa, del fallimento della Shernon Holding, società di gestione dei punti vendita di Mercatone Uno. In particolare, si è appreso che l'istanza di fallimento era stata accolta il 23 maggio dal presidente del tribunale fallimentare Alida Paluchowski e dal giudice Sergio Rossetti ed era stata presentata dalla procura di Milano insieme a due creditori, Savini Due e Falegnameria Adriatica. Con la sentenza inoltre è stata respinta l'istanza di concordato preventivo;

   la vicenda è apparsa, fin dalle prime ore, drammatica e assurda, poiché i lavoratori hanno saputo del fallimento attraverso i social network. I sindacati, infatti, hanno denunciato pubblicamente la totale mancanza di comunicazioni ufficiali da parte dell'azienda e che la notizia del fallimento era arrivata solo nella notte, con conseguente comunicazione, da parte dei direttori, del divieto per i lavoratori di accedere ai locali aziendali;

   Shernon Holding aveva acquisito 55 punti vendita in tutta Italia del marchio emiliano «Mercatone Uno» e aveva annunciato un imponente piano di rilancio con importanti ricavi a partire dal 2022. All'incontro presso il Ministero dello sviluppo economico, svoltosi il 18 marzo 2019, era stato garantito che tutti i 1800 dipendenti sarebbero stati assorbiti dall'amministrazione straordinaria. Ad aprile era stata presentata domanda di ammissione al concordato preventivo. L'azienda aveva garantito comunque la tenuta occupazionale fino al 30 maggio;

   al momento vi sono 1800 lavoratori senza alcuna garanzia del futuro, senza alcuna fonte di reddito e senza ammortizzatori sociali. Intanto la procura di Milano ha aperto una indagine per bancarotta fraudolenta;

   l'allarme è scattato anche per le oltre 500 aziende fornitrici che vanterebbero crediti per circa 250 milioni di euro (l'intero indotto arriverebbe a circa 10.000 dipendenti). Ci sono problemi anche per i numerosissimi clienti che si erano presentati, nei giorni successivi al fallimento, nei punti vendita per ritirare la merce per la quale avevano versato anche migliaia di euro di acconto. Coloro che hanno acceso la finanziaria, tra l'altro, rischiano di dover continuare a pagare per un bene che non riceveranno mai;

   intanto la regione Emilia-Romagna ha fatto sapere di voler richiedere all'Inps di pagare il trattamento di fine rapporto maturato dai lavoratori prima del passaggio di gestione alla Shernon Holding –:

   quali iniziative siano state assunte o si intendano assumere, per quanto di competenza, per garantire un futuro ai dipendenti di Mercatone e per assicurare loro, in questa fase drammatica, adeguati ammortizzatori sociali;

   se il Governo abbia effettivamente verificato la sussistenza dei requisiti per garantire la continuità del progetto, se esista una clausola revocatoria dell'accordo di cessione e in tal caso per quale motivo non sia stato preso in considerazione il suo utilizzo;

   se vi sia intenzione, da parte dell'amministrazione straordinaria, di riprendere in carico i dipendenti al fine di garantire l'utilizzo degli ammortizzatori sociali;

   se si intendano assumere iniziative per reintrodurre, a livello normativo, la possibilità di sospendere i mutui per i lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali;

   se si intenda dare seguito alla richiesta della regione Emilia-Romagna relativa al pagamento, da parte dell'Inps, del Tfr ai lavoratori di Mercatone Uno, maturato prima del passaggio di gestione alla Shernon Holding;

   quali ulteriori e tempestive iniziative si intendano mettere in campo a tutela dei fornitori e dei clienti di Mercatone Uno.
(4-03040)