• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00765 (3-00765)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00765presentato daBOLDRINI Lauratesto diMercoledì 5 giugno 2019, seduta n. 185

   BOLDRINI, MURONI, GRIBAUDO, PEZZOPANE, BRUNO BOSSIO, CARNEVALI, QUARTAPELLE PROCOPIO e ANNIBALI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   nel rapporto di ActionAid Italia pubblicato nell'ottobre 2018, a seguito dei dati raccolti tra giugno e ottobre 2018, analizzando gli atti pubblici disponibili on line e forniti direttamente su richiesta dalle singole regioni e dal Dipartimento per le pari opportunità, si legge: «le Regioni hanno liquidato solo il 25,9 per cento delle risorse. Nello specifico è stato erogato il 30,6 per cento dei fondi destinati al potenziamento dei centri antiviolenza e il 17 per cento dei fondi per l'istituzione di nuove strutture»;

   il 21 novembre 2018 Linkiesta, riprendendo il rapporto di Action Aid Italia, sostiene che nel piano straordinario contro la violenza sessuale del biennio 2015-2017 sono stati stanziati 85.774.736 euro, di cui 54,5 milioni ad opera del Dipartimento per le pari opportunità e 30,8 milioni di soggetti partner, soltanto poco più di un terzo però pare arrivato a destinazione; in base alla documentazione consultata disponibile al 31 ottobre 2018 risultano essere stati erogati 30.842.006 euro, corrispondenti al 35,9 per cento del totale;

   il 26 febbraio 2019 il blog LetteraDonna pubblica un articolo che, citando l’«Attuazione della Convenzione di Istanbul in Italia. Rapporto delle associazioni di donne», frutto del lavoro di esperte di 25 associazioni e professioniste, coordinate da D.i.Re, Donne in rete contro la violenza, unite per approfondire lo stato dell'applicazione della convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica in Italia, lamenta la mancanza di previsione e di stanziamento di fondi per la realizzazione del piano 2015-2017, «in quanto manca ogni indicazione degli impegni in termini di risorse umane ed economiche per i soggetti pubblici coinvolti (Ministeri o Regioni)». Tra le criticità, anche «l'esiguità delle risorse disponibili e la circostanza che la maggior parte delle risorse è distribuita sul territorio attraverso le Regioni senza alcun criterio d'individuazione dei servizi specialistici»;

   il 26 maggio 2019, il quotidiano La Stampa si domanda dove siano i 20 milioni stanziati per creare nuovi centri antiviolenza o per finanziare quelli esistenti e le attività di assistenza e sostegno delle donne vittime e dei loro figli. Il Governo avrebbe dovuto trasferirli fin dagli inizi del 2019 alle regioni per finanziare i centri e le case rifugio, ma sta per terminare anche maggio e di quei fondi non c'è traccia nei versamenti effettuati delle risorse previste nell'ultima legge di bilancio del 2018 del governo pro-tempore Gentiloni nel fondo antiviolenza;

   nel sopracitato articolo, la Presidente di telefono Rosa dichiara che «La sensazione è che si sia fermato tutto e che il dipartimento stia perdendo pezzi e quindi quell'importanza che ha avuto nel tempo. Ne ho parlato anche con il responsabile del Dipartimento Pari Opportunità Vincenzo Spadafora che mi ha rassicurato sulla buona volontà di andare avanti, ma di concreto non c'è nulla» –:

   quali siano le ragioni di questo ritardo;

   quali iniziative intenda intraprendere il Governo per assicurare che le risorse già destinate ai centri e ai progetti che si occupano di violenza contro le donne siano al più presto erogate.
(3-00765)