• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/03001 (4-03001)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03001presentato daLABRIOLA Vincenzatesto diLunedì 3 giugno 2019, seduta n. 183

   LABRIOLA. — Al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   l'area di Taranto è interessata da troppi anni da una crisi ambientale gravissima, conseguenza di una notevole concentrazione di insediamenti industriali ad alto impatto ambientale, ma soprattutto della presenza sul territorio del più grande stabilimento siderurgico d'Europa, l'ex Ilva;

   la popolazione dell'area di Taranto (oltre 200.000 abitanti nell'area Sin) è esposta non solo alle emissioni inquinanti degli stabilimenti Ilva ma anche all'inquinamento prodotto dalla raffineria, dal cementificio, dalle discariche, dall'area portuale, che è di grande dimensione. Tutto questo è accompagnato dai numeri di decessi e malattie che risultano inevitabilmente assai rilevanti: centinaia di decessi prematuri, nuovi casi di tumore, diverse centinaia di ricoveri in eccesso ogni anno;

   si ricorda peraltro che il 24 gennaio 2019, la Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha emesso la sentenza sul caso Ilva, dando sostanzialmente ragione ai 180 cittadini dell'area tarantina che si erano rivolti alla Corte sostenendo di aver subito danni alla salute a causa delle emissioni dell'Ilva, in quanto lo Stato non avrebbe adottato le necessarie misure legislative per proteggere la loro salute e l'ambiente, vista la pericolosità dell'impianto, e la popolazione non sarebbe stata adeguatamente informata sui danni derivanti alla salute stessa;

   il 1° giugno 2019, la stampa ha pubblicato i dati che confermano l'eccesso mortalità, e in particolare quella infantile;

   nell'arco di 14 anni, dal 2002 al 2015, nel Sin – Sito di interesse nazionale – di Taranto sono nati 600 bambini malformati. Questo è il dato che emerge dall'aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri, le cui anticipazioni sono contenute nel rapporto di valutazione del danno sanitario per lo stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto, pubblicato sul sito del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

   nello studio coordinato dall'Istituto superiore di sanità, relativo al dicembre 2018 e trasmesso ad Arpa, Aress e Asl di Taranto il 12 febbraio 2019, si precisa che «sono risultate superiori al numero di casi attesi le malformazioni congenite del sistema nervoso e degli arti. L'eccesso del 24 per cento osservato per le malformazioni congenite dell'apparato urinario è invece ai limiti della significatività statistica»;

   il sindaco di Taranto ha riportato alcuni stralci del rapporto di valutazione del danno sanitario per l'ex Ilva, rendendoli così noti, nell'istanza di riesame dell'autorizzazione integrata ambientale per lo stabilimento siderurgico, accolta nei giorni scorsi dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa;

   i risultati dell'aggiornamento dello studio «Sentieri» indicano che nel Sin di Taranto «la mortalità generale e quella relativa ai grandi gruppi è, in entrambi i generi, in eccesso rispetto a quanto si osserva nel riferimento ad eccezione della mortalità per malattie dell'apparato urinario»;

   quando saranno disponibili i dati aggiornati di mortalità e di malattia per il Sin di Taranto, in base all'accordo del 24 aprile 2019 siglato dalla cabina di regia interministeriale;

   quali iniziative urgenti si intendano adottare per fronteggiare i drammatici parametri sanitari e ambientali che caratterizzano l'area di Taranto.
(4-03001)