• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02996 (4-02996)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02996presentato daQUARTAPELLE PROCOPIO Liatesto diVenerdì 31 maggio 2019, seduta n. 182

   QUARTAPELLE PROCOPIO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   Kameleddine Fekhar, algerino attivista per i diritti umani ed ex presidente della sezione di Ghardaia della Lega algerina per la difesa dei diritti umani (Laddh), è morto martedì 28 maggio 2019 all'ospedale Frantz Fanon di Blida, in seguito a uno sciopero della fame che aveva iniziato il giorno del suo arresto, il 31 marzo per protestare contro la sua incarcerazione;

   Fekhar era stato arrestato il 31 marzo con un altro attivista, Brahim Hadj Auf, inseguito di una videointervista in cui denunciava le pratiche «segregazioniste» contro Mozabites (riti di berberi ibadita, minoranza in Algeria) nella wilaya (prefettura) di Ghardaïa, 600 chilometri a sud di Algeri. Entrambi sono stati tenuti in custodia e processati con l'accusa di «minare la sicurezza dello Stato» e «incitare all'odio razziale»;

   Fekhar da sempre è stato attivo nella protezione delle minoranze, in particolare berbera, in Algeria e per questo suo impegno era già stato arrestato a più riprese, e addirittura sospeso dalla professione di medico per undici anni;

   per denunciare la propria ingiusta detenzione, il signor Fekhar, aveva iniziato uno sciopero della fame e il suo avvocato e sua moglie avevano più volte segnalato le gravi condizioni di detenzione e un rifiuto deliberato di fornirgli cure adeguate;

   la sua morte ha suscitato forti reazioni nei partiti, nelle associazioni per la protezione dei diritti umani, tra personalità e cittadini e il Ministero della giustizia algerino ha annunciato l'apertura di un'indagine approfondita dei suoi servizi specializzati «sulle condizioni e le circostanze della morte di Kamel Eddine Fekhar»;

   nei mesi scorsi, in Algeria, ci sono state proteste popolari di massa che chiedevano il ritiro di un’élite che ha governato l'Algeria dall'indipendenza dalla Francia del 1962 e la messa in stato di accusa di coloro che considerano corrotti. I manifestanti hanno ottenuto le dimissioni di Abdelaziz Bouteflika, presidente algerino in carica per quasi 20 anni e un rimpasto tra i vertici del Governo ordinato dallo stesso presidente, con il Ministro dell'interno Noureddine Bedoui e il fedelissimo Ramtane Lamamra nominati rispettivamente Primo ministro e Vicepremier. Il Presidente ad interim dell'Algeria, Abdelkader Bensalah, ha annunciato che il 4 luglio 2019 si terranno le elezioni presidenziali. L'annuncio di Abdelkader Bensalah è stato seguito da nuove proteste ad Algeri, organizzate per chiedere le dimissioni dello stesso Presidente ad interim, considerato troppo vicino a Bouteflika;

   molte associazioni per i diritti umani segnalano un clima di pesante attacco alla minoranza berbera dell'Algeria che a volte sfocerebbe in incarcerazioni arbitrarie e violenze contro gli oppositori democratici –:

   quali notizie abbia il Governo in merito alla vicenda della morte di Kameleddine Fekhar e, in più larga scala, riguardo ad atti di persecuzione delle popolazioni di lingua berbera in Algeria.
(4-02996)