• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00254 (7-00254) «Fassino».



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00254presentato daFASSINO Pierotesto diGiovedì 30 maggio 2019, seduta n. 181

   La III Commissione,

   premesso che:

    l'integrazione nelle Istituzioni euro-atlantiche fu indicata fin dall'accordo di pace di Dayton come il traguardo del processo di stabilizzazione e pacificazione dei Balcani occidentali;

    nel 1999 l'Unione europea ha varato il «Patto di stabilizzazione e associazione (PSA)» e con il coinvolgimento di Paesi anche non europei – il «Patto di stabilità»;

    in più occasioni il Consiglio europeo (Salonicco 2003 – Bruxelles 2006 e 2015) ha espresso la propria determinazione a sostenere la prospettiva di integrazione dei Paesi dei Balcani occidentali;

    nel 2008 il Patto di stabilità è stato trasformato nel «Consiglio di Cooperazione Regionale» (CCR) con l'adesione di tutti i Paesi della regione;

    nel 2018 la Commissione europea ha adottato per la prima volta formalmente la «strategia di integrazione dei Balcani occidentali»;

    nel 2018 i Capi di Stato dell'Unione e dei Balcani hanno sottoscritto la «Dichiarazione di Sofia» che indica il duplice obiettivo di rafforzare le forme di cooperazione rafforzata con i Paesi della regione e di perseguire la strategia di loro inclusione nell'Unione europea;

    l'Unione Europea ha compiuto in questi anni atti significativi nella direzione della integrazione europea della regione e in particolare:

     a) già quattro Paesi della più vasta area dell'Europa sudorientale – Slovenia (2004), Romania e Bulgaria (2007), Croazia (2013) – sono stati accolti nella famiglia europea;

     b) sono stati aperti i negoziati di adesione con Montenegro (2012) e Serbia (2014);

     c) è stato accordato lo status di candidati a Fyrom (oggi Macedonia del Nord) (2005) e Albania (2012);

     d) alla Bosnia-Erzegovina è stato riconosciuto lo status di potenziale candidato ed è all'esame della Commissione europea la domanda di apertura dei negoziati della Bosnia-Erzegovina;

     e) al Kosovo è stato riconosciuto lo status di potenziale candidato, subordinando il prosieguo del percorso di adesione a una normalizzazione delle relazioni con la Serbia;

     f) il Presidente della Commissione europea Juncker ha indicato nel 2025 l'orizzonte temporale di adesione per due o più Paesi della regione;

    va considerato altresì che l'accordo raggiunto tra Grecia e Fyrom per l'adozione da parte di quest'ultima della denominazione «Macedonia del Nord» rimuove il principale ostacolo all'avvio del percorso di integrazione europea anche per quella nazione;

    va considerato inoltre che sono stati in questi anni attivati numerosi fora di cooperazione regionale – Ince, Iniziativa Adriatico Ionica, Processo di Berlino – finalizzati a promuovere strategie di preadesione e a favorire il percorso di integrazione europea dei Balcani occidentali;

    la Nato ha aperto le sue porte a Romania, Bulgaria, Slovenia, Croazia, Albania e Montenegro e prossimamente alla Macedonia del Nord, in relazione alla quale è all'esame del Parlamento italiano il disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Repubblica di Macedonia del Nord;

    i Balcani occidentali rappresentano per l'Italia un'area strategica;

    fin dal 1995 l'Italia ha contribuito significativamente con i propri contingenti militari e con politiche di cooperazione alle iniziative di mantenimento della pace e di stabilizzazione della regione;

    l'Italia è già oggi il primo o secondo partner economico degli Stati della regione;

    lungo i Balcani corrono flussi migratori che in buona parte approdano in Italia;

    l'Italia si è sempre pronunciata in favore dell'integrazione del Balcani occidentali nelle istituzioni euro-atlantiche;

    tale orientamento è stato più volte ribadito dal Ministro degli esteri Moavero e dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione di incontri con i Premier dei Paesi interessati;

    si constata al tempo stesso con preoccupazione che:

     a) il protrarsi dei tempi di integrazione rischia di deludere le aspettative dei Governi della regione e delle loro opinioni pubbliche, favorendo il riemergere di pulsioni nazionalistiche e conflitti interetnici;

     b) in assenza di prospettive certe tornano a manifestarsi conflitti acuti, come in Macedonia tra popolazione macedone e minoranza albanese, in Bosnia, tra la Repubblica Srpska e la Federazione croato-musulmana e all'interno di quest'ultima tra croati e bosniaci musulmani, in Albania e in Serbia tra partiti di governo e opposizione;

    in vista della riunione ministeriale del Comitato dei coordinatori nazionali dell'Iniziativa Centro Europea (Ince) del 10 e 11 giugno 2019,

impegna il Governo:

   a sostenere in ogni forum europeo e regionale le iniziative utili alla stabilizzazione e alla democratizzazione dei Balcani occidentali e all'accelerazione dei percorsi di inclusione nelle istituzioni euro-atlantiche;

   a sostenere con determinazione le azioni di preadesione e cooperazione regionale promosse dall'InCE, dall’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) e dal Processo di Berlino e dai fora multilaterali;

   ad accompagnare le iniziative multilaterali con azioni bilaterali di cooperazione economica, sociale e istituzionale con i Paesi della regione.
(7-00254) «Fassino».