• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01722 NUGNES - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: il 5 aprile 2019 il sindaco di Giugliano (Napoli) con ordinanza sindacale n. 29 ha disposto il trasferimento di persone e cose...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01722 presentata da PAOLA NUGNES
martedì 28 maggio 2019, seduta n.114

NUGNES - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

il 5 aprile 2019 il sindaco di Giugliano (Napoli) con ordinanza sindacale n. 29 ha disposto il trasferimento di persone e cose dall'insediamento di nomadi, sito in località Ponte riccio alla via vicinale Viaticale, per motivi igienico-sanitari e la chiusura del campo;

la comunità di nomadi oggetto di sgombero è giunta in Campania negli anni '80 per sfuggire alla guerra nell'ex Jugoslavia e si trova sul territorio di Giugliano almeno dal 2009-2011;

a partire dall'11 ottobre 2012 si sono svolti incontri con il Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione all'epoca in carica al fine di risolvere il problema relativo all'emergenza rom a Giugliano, dove negli anni precedenti erano stati smantellati diversi campi rom presenti nel territorio, senza, tuttavia, trovare soluzioni adeguate. Infatti, a seguito di tali interventi, quasi 400 persone sono state destinate nell'area a ridosso della centrale elettrica Enel, in località Ponte riccio;

il 28 marzo 2013, con delibera del commissario prefettizio n. 10 del 6 dicembre 2012 è stato allestito il campo di "Masseria del pozzo", un campo noto per la fuoriuscita di biogas, perché situato al di sopra di una discarica;

i fondi per la predisposizione di questo campo derivavano da un finanziamento del Ministero dell'interno, a cui si fa riferimento nella stessa delibera prefettizia, e in seguito al quale si è autorizzata l'apertura del campo;

nel febbraio 2014 la situazione di estrema fragilità e di pericolo nella quale si trovava la comunità rom di Giugliano è stata portata all'attenzione della Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato della Repubblica, con un report dettagliato;

il 21 giugno 2016 la comunità è stata sgomberata improvvisamente, senza notifiche, ed è stata ricollocata dal Comune nell'area del "fosso di via Venticali", dove si trovava fino a pochi giorni fa. Il campo era privo finanche dei servizi minimi essenziali, essendo provvisto solo di bagni chimici;

in questo luogo hanno vissuto 400 persone fino al 10 maggio 2019, quando l'ordinanza n. 29/2019 del sindaco di Giugliano ha disposto il ricollocamento abitativo per le famiglie sgomberate, stanziando anche dei fondi (150.000 euro come contributi economici da dare una tantum alle famiglie e altri 50.000 euro per eventuale inserimento dei minori in strutture protette);

considerato che, per quanto risulta all'interrogante:

nessun ricollocamento abitativo è stato disposto per queste famiglie e i 200 minori che vivono nel campo,

in tre giorni la comunità è stata costretta a spostarsi su tre aree diverse, utilizzando le proprie autovetture, in una sorta di gioco il cui risultato è stato solo quello di creare ulteriore disagi a persone già in gravissime condizioni;

oggi questi individui sono sistemati in camper e autovetture su di un terreno inidoneo a rispondere alle necessità più basilari di ogni uomo (acqua, energia elettrica, servizi igienici), e per di più, di proprietà di un privato;

i campi adibiti in tutti questi anni rappresentano un lampante esempio di discriminazione e violazione dei diritti umani fondamentali, in totale spregio del diritto interno e sovranazionale, nonché dalle linee guida contenute nella "Strategia nazionale di intergrazione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti" adottata dal Governo per gli anni 2012-2020 in accoglimento della comunicazione della Commissione europea n. 173/2011;

tre famiglie, tra quelle presenti nel campo di via Venticale, tramite le associazioni "21 luglio" e "European Roma rights centre", il 16 maggio 2019 hanno presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo denunciando la violazione di alcuni diritti umani;

venerdì 17 maggio 2019 la Corte ha comunicato l'applicazione di misure provvisorie con le quali è stato disposto per i ricorrenti e i loro familiari la sospensione di ulteriori sgomberi, e, nelle more del giudizio, l'obbligo per il Governo italiano di garantire una soluzione alloggiativa adeguata senza allontanare i minori dai propri familiari,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione in cui versano donne, uomini e minori della comunità rom di Giuliano, alcuni di cittadinanza italiana, o di altri elementi a riguardo;

se sia a conoscenza dell'ammontare dei fondi utilizzati dall'anno 2012 ad oggi e come siano stati investiti per la comunità rom di Giugliano e se vi siano ulteriori risorse destinate a tale scopo e attualmente inutilizzate;

se, in ottemperanza a quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, vi sia l'intenzione di trovare un'adeguata sistemazione alle famiglie del campo di via Venticale e in quanto tempo, data l'urgenza e la gravità della situazione nelle quale versano queste 73 famiglie;

se sia a conoscenza di un qualche progetto del Comune di Giugliano riguardante la sistemazione abitativa dei rom e percorsi di inclusione e integrazione e quali iniziative di competenza intenda intraprendere, in sinergia con il Comune, per assicurare una sistemazione definitiva ai 400 rom che sono per strada dopo lo sgombero del campo sito nell'area dell'ex fabbrica di fuochi Schiattarella, assicurando che i minori non vengano allontanati dalle proprie famiglie e tenuto conto delle misure previste dalla "Strategia di integrazione dei Rom, Sinti e dei Caminanti 2012-2020";

se non ritenga di valutare un intervento da parte della protezione civile finalizzato ad assicurare i bisogni primari (acqua, elettricità, servizi igienici) della comunità rom di Giugliano;

se, nell'ambito delle proprie attribuzioni, voglia mettere in campo tutte le metodologie di intervento possibili per garantire sia la convergenza funzionale delle competenze istituzionalmente assegnate dal nostro ordinamento alle amministrazioni centrali dello Stato, alle Regioni e al sistema delle autonomie locali (in particolare i Comuni), che la doverosa integrazione tra risorse pubbliche nazionali (statali, regionali, comunali), fondi strutturali e comunitari.

(4-01722)