• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00613 (4-00613)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00613presentato daUNGARO Massimotesto diMercoledì 4 luglio 2018, seduta n. 21

   UNGARO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   secondo un recente articolo di Sergio Rizzo, pubblicato da Repubblica il 22 giugno 2018, si evince che lo Stato italiano concede al gioco via web di pagare un'imposta trenta volte inferiore - proporzionalmente - all'aliquota Irpef di ogni cittadino italiano; si tratta di un regime di vantaggio che sfiora il paradosso della illogicità ed è certamente ingiusto. Pressoché ovunque nel mondo le tasse più pesanti gravano su ciò che ha il maggior impatto sociale, anche dal lato sanitario, per la ragione ovvia di dissuadere i consumi più nocivi e anche compensare i costi per la collettività delle relative conseguenze (vedasi - ad esempio - il caso corretto delle imposte sul tabacco);

   la significativa eccezione è invece rappresentata, come sopraddetto, dal gioco d'azzardo sul web. L'Erario ha incassato nei primi cinque mesi del 2018 «soli» 71 milioni di euro da chi gioca d'azzardo online, ovvero lo 0,75 per cento di un giro d'affari pari a 9 miliardi e 478 milioni di euro; un flusso di denaro che ha ritmi di crescita vertiginosi. Nel periodo gennaio-maggio del corrente anno si assiste ad un incremento delle scommesse del 18 per cento rispetto al medesimo periodo del 2017; risulta poi che Malta sia una specie di porto franco per i concessionari online di gioco d'azzardo: il 12 per cento del prodotto interno lordo maltese è dato dalle scommesse online e anche le autorità di monitoraggio valutario dell'Unione europea ammoniscono sul fatto che vi siano plausibili rischi di riciclaggio di denaro «sporco» e di elusione fiscale per mezzo di questo nuovo tipo di gioco d'azzardo;

   stante anche la situazione del bilancio dello Stato italiano, il mancato introito di tassazione dal gioco online, per giunta del tutto legale, è inaccettabile: ancor di più se si analizzano il numero di casi di ludopatia della Penisola –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative urgenti intenda mettere in campo per correggere questa paradossale e ingiusta situazione di vantaggio fiscale per i concessionari di gioco d'azzardo online; se non si intenda portare a livello comunitario, per quanto di competenza, la questione delle particolari condizioni di privilegio fiscale vigenti a Malta per le società con business sul gioco d'azzardo nel web.
(4-00613)