• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/02133 (5-02133)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02133presentato daVIZZINI Gloriatesto diMercoledì 15 maggio 2019, seduta n. 176

   VIZZINI, GIANNONE e CUNIAL. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   la stampa nazionale e regionale in Toscana ha riportato più volte l'allarme tra la popolazione per l'utilizzo di prodotti fitosanitari vicino a zone di captazione delle acque sotterranee. Questo è provato dai monitoraggi effettuati dall'Arpat in provincia di Pistoia che evidenziano come il superamento dello standard di qualità ambientale è avvenuto in gran parte delle stazioni e delle aree monitorate;

   il 30 luglio 2018 è stato emanato il decreto del presidente della giunta regionale, n. 43/R – disposizioni relative alle aree di salvaguardia: piano di utilizzazione per l'impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti (Puff). Tale piano ha permesso l'utilizzo di prodotti fitosanitari contenenti glifosato anche in aree di salvaguardia vicine quindi a falde acquifere e pozzi di captazione;

   l’International Agency far Research on Cancer ha classificato il glifosato e i fitofarmaci che la contengono come «probabile cancerogena per l'uomo». Il Ministero della salute, con il decreto 9 agosto 2016, ha vietato l'utilizzo di prodotti fitosanitari contenenti glifosato in parchi, giardini, campi sportivi e aree ricreative, aree verdi all'interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie;

   la direttiva CE 2009/128 obbliga gli Stati membri ad adottare piani d'azione per definire i propri obiettivi quantitativi, le misure e i tempi per la riduzione dei rischi e degli impatti dell'utilizzo dei pesticidi sulla salute umana e sull'ambiente e per incoraggiare lo sviluppo e l'introduzione della difesa integrata e di approcci o tecniche alternativi al fine di ridurre la dipendenza dall'utilizzo di pesticidi;

   il piano di azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, analogamente alla direttiva (CE) 2009/128, identifica chiaramente al punto 5.2.2 la necessità di tutelare la qualità dell'acqua potabile prescrivendo che, entro due anni dall'entrata in vigore del piano, nelle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, le regioni e le province autonome debbano individuare prescrizioni specifiche per la limitazione e/o sostituzione dei prodotti fitosanitari che possano contaminare le acque destinate al consumo umano;

   il vigente decreto legislativo n. 152 del 2006, all'articolo 144, comma 1, sancisce che «Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato». Per questo, il riparto delle competenze dipende proprio dalla sopra ricordata distinzione tra uso e concessione delle acque, di competenza regionale residuale, e tutela ambientale delle stesse acque, che è di competenza esclusiva statale, ai sensi del vigente articolo 117, comma secondo, lettera s), della Costituzione;

   il piano per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti (Puff) regionale risulta, ad avviso dell'interrogante, dar luogo a una deroga rispetto a quanto si afferma a livello nazionale ed europeo perché in contrasto con la necessità di trovare delle alternative all'utilizzo di diserbanti e pesticidi espressa nel piano di azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e nella direttiva CE 2009/128. In questo modo, la regione Toscana ha favorito i diserbanti nonostante possano essere sostituiti con altri metodi –:

   se il Ministro interrogato intenda adottare iniziative normative per escludere l'autorizzazione all'utilizzo dei prodotti fitosanitari in prossimità di luoghi di captazione di acqua destinata alla potabilizzazione, alla luce delle competenze statali in materia di controllo e tutela ambientale ribadite dalla Corte Costituzionale e previste dalla normativa vigente in materia;

   se intenda, promuovere, per quanto di competenza e in sinergia con la regione, controlli ulteriori sui valori di concentrazione di sostanze nocive nel terreno e nelle acque sotterranee ovvero superficiali localizzate nelle aree di salvaguardia individuate in Toscana.
(5-02133)